{"id":1000019451,"date":"2025-06-26T21:25:08","date_gmt":"2025-06-27T00:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019451"},"modified":"2025-06-26T21:25:10","modified_gmt":"2025-06-27T00:25:10","slug":"come-salvare-i-caprioli-bebe-nascosti-nellerba-con-droni-e-sensori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019451","title":{"rendered":"Come salvare i caprioli beb\u00e8 nascosti nell&#8217;erba? Con droni e sensori"},"content":{"rendered":"\n<p>C&#8217;\u00e8 un modo per evitare che i piccoli di capriolo vengano uccisi dalle macchine agricole che falciano i prati in cui si nascondono? C&#8217;\u00e8, anzi ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 di uno. Ed \u00e8 da Belluno che arriva una nuova proposta progettuale avanzata dal mondo agricolo e da quello venatorio per usare droni e nuove strumentazioni tecnologiche -sistemi di individuazione ed allerta- con cui scoprire se ci sono piccoli di capriolo accucciati prima del taglio dei prati, e ridurre cos\u00ec il rischio che possano finire sotto i macchinari falcianti dei trattori. Proposta che piace alla vicepresidente della Provincia di Belluno, Silvia Calligaro, anche e soprattutto perch\u00e8, proprio in questo territorio, da tempo si lavora, anche in collaborazione con Universit\u00e0 ed Istituti di ricerca, alla sperimentazione di buone pratiche salva-caprioli beb\u00e8. La Polizia provinciale, infatti, gi\u00e0 da un paio di stagioni sta svolgendo alcune prove sperimentali di sorvolo con droni muniti di termocamere (in grado cio\u00e8 di visualizzare quali \u00abcorpi caldi\u00bb, i piccoli di capriolo o anche altre specie, come le lepri) sui prati della Valbelluna, prima dell&#8217;attivit\u00e0 di sfalcio. I sorvoli hanno permesso di individuare i nuovi nati e segnalarli con paline con nastro ad alta visibilit\u00e0 per indicarne la presenza all&#8217;agricoltore al momento dello sfalcio: i giovani caprioli, soprattutto se molto piccoli, tendono infatti a rimanere fermi e mimetizzati tra l&#8217;erba alta (\u00e8 una strategia antipredatoria) attendendo le madri che arrivano regolarmente per l&#8217;allattamento; in alcuni casi si \u00e8 provveduto proprio a spostarli nelle vicinanze, in luoghi non pericolosi rispetto al passaggio dei macchinari agricoli intenti allo sfalcio, ad esempio al margine del bosco. Nel caso di tagli pi\u00f9 tardivi nella stagione, e quindi in presenza di piccoli di capriolo che hanno maggiore sviluppo fisico e una pi\u00f9 marcata capacit\u00e0 di fuga, la Polizia provinciale di Belluno ha sperimentato che il solo avvicinamento del drone, ad una quota di sorvolo pi\u00f9 bassa rispetto a quella iniziale utilizzata per l&#8217;individuazione dall&#8217;alto, ha permesso di far allontanare in maniera autonoma i soggetti dalle zone \u00abpericolose\u00bb. In questo contesto, la Provincia di Belluno accoglie \u00abcon entusiasmo e piena condivisione\u00bb, tanto da essere pronta a finanziarlo, il progetto proposto da Coldiretti, Federcaccia ed Associazione cacciatori bellunesi. Oltre all&#8217;utilizzo dei droni, punta a rendere protagonisti delle attivit\u00e0 di salvaguardia degli animali selvatici anche gli agricoltori, sperimentando, in analogia a quanto gi\u00e0 avviato in altri Paesi europei, sistemi di individuazione ed allerta della presenza di piccoli di capriolo e di altre specie, direttamente installati sulle macchine operatrici intente allo sfalcio. \u00abIl progetto sar\u00e0 quindi un&#8217;ulteriore possibilit\u00e0 per mettere in sinergia la Provincia di Belluno, il mondo agricolo e quello venatorio per la salvaguardia, anche con l&#8217;utilizzo delle pi\u00f9 moderne tecnologie, di una componente importante degli ecosistemi prativi del nostro territorio che rivestono un&#8217;importanza essenziale anche per la conformazione paesaggistica del nostro territorio bellunese\u00bb, afferma Callegaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Cecchini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un modo per evitare che i piccoli di capriolo vengano uccisi dalle macchine agricole che falciano i prati in cui si nascondono? 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