{"id":1000019413,"date":"2025-06-25T15:03:06","date_gmt":"2025-06-25T18:03:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019413"},"modified":"2025-06-25T15:03:08","modified_gmt":"2025-06-25T18:03:08","slug":"270-mila-italiani-espatriati-nel-biennio-2023-24-i-dati-istat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019413","title":{"rendered":"270 mila italiani espatriati nel biennio 2023-24: i dati Istat"},"content":{"rendered":"\n<p>Record di espatri \u2013 ma anche di immigrazione straniera \u2013 nel biennio 2023-24. In base ai dati diffusi questa settimana dall&#8217;Istat, gli espatri dei cittadini italiani sono stati complessivamente 270mila, il +39,3% in pi\u00f9 rispetto al biennio precedente. Quanto alle immigrazioni dei cittadini stranieri, nello stesso periodo sono state 760mila (+31,1%). In entrambi i casi, sottolinea l&#8217;Istituto nazionale di statistica, si tratta di valori mai osservati negli ultimi 10 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto segnala anche i trasferimenti di residenza tra Comuni italiani (che hanno interessato un milione 424mila individui in media annua, in calo dell&#8217;1,6% rispetto al 2021-22) evidenziando come i trasferimenti dal Mezzogiorno al Centro-Nord nel biennio 2023-24 siano stati 241mila (quelli sulla rotta inversa 125mila), determinando una perdita di 116mila residenti nel Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel biennio appena trascorso sono stati complessivamente registrati poco pi\u00f9 di 2 milioni 847mila trasferimenti tra Comuni (1 milione 434mila nel 2023 e 1 milione 413mila nel 2024), con una media annua lievemente in calo (-1,6%) rispetto ai valori osservati nel biennio precedente, a sua volta contraddistinto dalla vivace ripresa della mobilit\u00e0 interna successiva alla contrazione del periodo pandemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro trasferimenti interni su cinque hanno riguardato cittadini italiani. Tuttavia, in termini relativi, i tassi di mobilit\u00e0 interna mostrano una propensione dei cittadini stranieri a spostarsi significativamente maggiore rispetto a quella dei cittadini italiani: nel 2023-24 il tasso di mobilit\u00e0 interna medio \u00e8 pari al 21,7 per mille per i cittadini italiani, oltre il doppio per gli stranieri (49,0 per mille).<\/p>\n\n\n\n<p>Le iscrizioni dall&#8217;estero (immigrazioni) negli ultimi due anni aumentano sensibilmente: sono in media 437mila l&#8217;anno (440mila nel 2023 e 435mila nel 2024), mediamente il 6,4% in pi\u00f9 rispetto al 2022 quando ammontarono a 411mila. Tale crescita si deve esclusivamente all&#8217;aumento dell&#8217;immigrazione straniera (+13% nel biennio rispetto al 2022), mentre le immigrazioni dei cittadini italiani (rimpatri) risultano in calo (-23,6%).<\/p>\n\n\n\n<p>Il consistente aumento dei flussi di immigrazione straniera degli ultimi anni \u00e8 anche il risultato di crisi e conflitti internazionali che hanno condizionato gli equilibri geopolitici provocando crisi umanitarie su larga scala. \u00c8 il caso dell&#8217;eccezionale incremento dei flussi dall&#8217;Ucraina causato del conflitto in corso dal 2022, che l&#8217;ha resa il principale Paese di provenienza. Rientrano nel novero anche altre situazioni di conflitto e instabilit\u00e0, specialmente in Medio Oriente e in Africa, che hanno contribuito a intensificare il numero di rifugiati e richiedenti asilo e ad aumentare la pressione migratoria.<\/p>\n\n\n\n<p>In deciso aumento le cancellazioni per l&#8217;estero (emigrazioni) che si attestano mediamente a 175mila l&#8217;anno nel corso del biennio 2023-2024 (158mila nel 2023 e 191mila nel 2024), registrando un aumento del 16,3% rispetto al 2022, quando ammontarono a 150mila. L&#8217;aumento delle emigrazioni \u00e8 trainato esclusivamente dai flussi in uscita dei cittadini italiani (espatri) che ammontano a 114mila nel 2023 e 156mila nel 2024 (contro 99mila espatri nel 2022). Al contrario, le emigrazioni dei cittadini stranieri rimangono stabili e contenute e si attestano a poco meno di 40mila l&#8217;anno nel biennio considerato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Nord continua a essere l&#8217;area del Paese pi\u00f9 attrattiva e dinamica in riferimento ai movimenti interni, con un numero di arrivi dalle altre aree geografiche che supera quello delle partenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel biennio 2023-24 il tasso migratorio interno medio annuo \u00e8 pari a +2,0 per mille residenti nel Nord-est e a +1,8 per mille nel Nord-ovest. Il Centro, pur registrando un tasso positivo (+0,5 per mille), risulta meno attrattivo del Nord. A livello regionale, il tasso migratorio interno pi\u00f9 elevato si registra in Emilia-Romagna (+2,9 per mille), a livello provinciale a Pavia (+10,9 per mille).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Mezzogiorno continua a registrare una dinamica migratoria interna negativa, con partenze verso le altre aree del Paese non compensate da altrettanti arrivi. I tassi medi annui, nel biennio 2023-24, sono negativi e pari a -3,2 per mille nel Sud e -2,4 per mille nelle Isole. I tassi pi\u00f9 bassi si registrano in Basilicata (-5,6 per mille) e in Calabria (-5,0 per mille), mentre a livello provinciale il tasso pi\u00f9 basso si rileva a Vibo Valentia (-12,7 per mille).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel biennio 2023-24, in linea con quanto osservato negli anni precedenti, quasi il 60% dei movimenti interni sono avvenuti tra Comuni appartenenti alla stessa provincia, oltre il 15% tra province diverse ma all&#8217;interno della stessa regione, circa il 25% dei movimenti sono stati invece interregionali. Tra questi, rimangono stabili i movimenti che dal Mezzogiorno si dirigono verso il Centro-Nord (oltre un terzo).<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, i movimenti interni dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono stati nel complesso 241mila nel biennio considerato (121mila in media annua), mentre i trasferimenti di residenza che hanno riguardato la traiettoria opposta sono stati invece pari a 125mila (63mila unit\u00e0 all&#8217;anno in media). Il Mezzogiorno continua quindi a perdere residenti a vantaggio del Centro-Nord, registrando nel biennio 2023-24 un saldo migratorio interno complessivo di ben -116mila unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei movimenti del Mezzogiorno che hanno come destinazione il Centro-Nord, quasi tre su 10 confluiscono in Lombardia, che rimane meta preferita dei flussi in partenza da molte regioni meridionali, con l&#8217;eccezione delle regioni Abruzzo e Molise dove oltre il 25% delle emigrazioni interne ha come destinazione il Lazio (Figura 1). Il 28,5% dei movimenti verso il Centro-Nord origina dalla Campania, il 24,1% proviene dalla Sicilia e il 18,0% dalla Puglia.<\/p>\n\n\n\n<p>In termini relativi, la Calabria registra il tasso di emigratoriet\u00e0 pi\u00f9 alto: quasi nove individui per mille residenti in questa regione si sono diretti verso il Centro-Nord, nel biennio considerato. Seguono Basilicata e Molise, con tassi di emigratoriet\u00e0 pari a 7,8 e 7,3 per mille, rispettivamente. A livello provinciale, il tasso di emigratoriet\u00e0 pi\u00f9 elevato si registra a Crotone, da cui partono verso il Centro-Nord in media quasi 11 individui per mille residenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Viceversa, le regioni del Centro-Nord con il tasso di immigratoriet\u00e0 pi\u00f9 elevato sono l&#8217;Emilia-Romagna, con oltre 4 movimenti in entrata dal Mezzogiorno per ogni mille residenti, la Lombardia e il Lazio, entrambe con un tasso pari al 3,3 per mille.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Record di espatri \u2013 ma anche di immigrazione straniera \u2013 nel biennio 2023-24. In base ai dati diffusi questa settimana dall&#8217;Istat, gli espatri dei cittadini italiani sono stati complessivamente 270mila, il +39,3% in pi\u00f9 rispetto al biennio precedente. Quanto alle immigrazioni dei cittadini stranieri, nello stesso periodo sono state 760mila (+31,1%). 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