{"id":1000019385,"date":"2025-06-24T18:15:12","date_gmt":"2025-06-24T21:15:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019385"},"modified":"2025-06-24T18:15:13","modified_gmt":"2025-06-24T21:15:13","slug":"la-placenta-potrebbe-aver-avuto-un-ruolo-chiave-nellevoluzione-del-cervello-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019385","title":{"rendered":"La placenta potrebbe aver avuto un ruolo chiave nell&#8217;evoluzione del cervello umano"},"content":{"rendered":"\n<p>Il segreto del cervello cos\u00ec tanto pi\u00f9 evoluto degli umani potrebbe risiedere nella placenta, l&#8217;organo temporaneo deputato agli scambi metabolici tra l&#8217;organismo materno e quello fetale. Secondo una nuova ipotesi proposta dai ricercatori delle Universit\u00e0 di Cambridge e di Oxford, la placenta, che ha anche il compito di produrre e regolare gli ormoni della gravidanza, potrebbe aver avuto un ruolo importantissimo nell&#8217;evoluzione del cervello umano, e aver contribuito ai tratti comportamentali che rendono l&#8217;uomo un essere sociale. L&#8217;idea \u00e8 spiegata in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Evolutionary Anthropology. \u00abPiccole variazioni nei livelli prenatali di ormoni steroidei, come testosterone ed estrogeni, possono predire il tasso di apprendimento sociale e cognitivo nei neonati e persino la probabilit\u00e0 di patologie come l&#8217;autismo. Questo ci ha spinto a considerare la loro rilevanza per l&#8217;evoluzione umana\u00bb, spiega Alex Tsompanidis, ricercatore senior del Centro di ricerca sull&#8217;autismo dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge e autore principale dello studio. Tsompanidis e colleghi hanno provato a ricercare i meccanismi fisiologici che potrebbero aver contribuito a rendere la nostra specie cos\u00ec predisposta a vivere in gruppi grandi e complessi, un contesto associato allo sviluppo di cervelli pi\u00f9 grandi ed efficienti. Uno di questi meccanismi potrebbe vedere protagonisti gli ormoni steroidei prenatali come testosterone ed estrogeni, i messaggeri chimici a cui \u00e8 esposto il feto in gravidanza, che possono influire sia sullo sviluppo del cervello, sia sul comportamento sociale umano. Studi precedenti su mini organoidi di cervello umano hanno permesso per la prima volta di chiarire gli effetti di questi ormoni sullo sviluppo cerebrale: il testosterone, il principale ormone maschile, pu\u00f2 aumentare le dimensioni del cervello, mentre gli estrogeni, i principali ormoni femminili, migliorano la connettivit\u00e0 tra neuroni. E la placenta? \u00c8 il punto di incontro tra questi ormoni e il nascituro, perch\u00e9 mette in connessione i sistemi endocrini di mamma e bambino. Quest&#8217;organo produce infatti ormoni durante tutta la gravidanza, oltre a fornire nutrienti e anticorpi al feto e a regolare lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. Non trascurabile \u00e8 inoltre il fatto che la placenta regola la durata della gravidanza, attraverso la produzione ormonale e la sincronizzazione di processi fisiologici fondamentali per madre e bambino. Ma allora, in che modo la placenta umana ci avvantaggia, regalandoci &#8211; in base all&#8217;ipotesi degli scienziati britannici &#8211; un cervello pi\u00f9 grande?&nbsp;&nbsp;In base al nuovo studio, lo farebbe favorendo la produzione di estrogeni su quella di testosterone, usando un enzima chiamato aromatasi che \u00e8 presente in quantit\u00e0 maggiori nella placenta umana, rispetto a quella di altri primati. Questo enzima trasforma il testosterone in estrogeni, ormoni pi\u00f9 prevalenti nelle gravidanze umane rispetto a quelle di specie a noi vicine, e che hanno importanti funzioni nella regolazione della differenziazione sessuale. Affinch\u00e9 l&#8217;uomo potesse formare gruppi sociali complessi, erano importanti il mantenimento di un&#8217;elevata fertilit\u00e0 nelle femmine e la riduzione dei potenziali conflitti per le partner e le risorse nei maschi. Alti livelli di testosterone rispetto agli estrogeni prima della nascita portano l&#8217;ago della bilancia a pendere pi\u00f9 in direzione maschile sia per le caratteristiche anatomiche (forza, dimensioni fisiche), sia per quelle comportamentali (competizione). Ma negli esseri umani queste differenze sono attenuate rispetto ad altri primati e rispetto a specie estinte come i Neanderthal. Mentre sembrano prevalere caratteristiche dettate dagli estrogeni (come la riduzione della peluria). Tutti questi pezzi del puzzle concorrono a formare l&#8217;ipotesi che la placenta possa aver reso i cervelli umani pi\u00f9 grandi e interconnessi, regolando finemente l&#8217;esposizione del cervello dei nascituri agli ormoni steroidei e facendo prevalere l&#8217;apporto di estrogeni su quello del testosterone. Questo equilibrio potrebbe aver portato a una riduzione dei conflitti tra maschi, migliorato la fertilit\u00e0 delle donne sapiens e contribuito alla formazione di gruppi sociali pi\u00f9 grandi, coesi e complessi. Che hanno nutrito e ulteriormente accresciuto il nostro cervello.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segreto del cervello cos\u00ec tanto pi\u00f9 evoluto degli umani potrebbe risiedere nella placenta, l&#8217;organo temporaneo deputato agli scambi metabolici tra l&#8217;organismo materno e quello fetale. 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