{"id":1000019281,"date":"2025-06-23T14:03:19","date_gmt":"2025-06-23T17:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019281"},"modified":"2025-06-23T14:03:35","modified_gmt":"2025-06-23T17:03:35","slug":"guerra-iran-israele-usa-leconomista-volpi-a-rischio-la-classe-media-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019281","title":{"rendered":"Guerra Iran-Israele-Usa, l&#8217;economista Volpi: \u00abA rischio la classe media europea\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>La guerra in corso tra Israele e Iran, a cui si sono aggiunti da ieri anche gli Stati Uniti, potrebbe determinare una nuova crisi economica globale che travolger\u00e0 il potere d&#8217;acquisto dell&#8217;Europa e delle sue classi medie, oltre che Israele e Iran. Con l&#8217;agenzia Dire ne parla Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea e Storia della globalizzazione presso la facolt\u00e0 di Scienze politiche dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa. Il punto di partenza \u00e8 l&#8217;eventuale chiusura dello stretto di Hormuz, attraverso cui passa oltre un terzo del petrolio mondiale: approvata dal parlamento di Teheran ieri, nei fatti questa mossa non \u00e8 ancora stata realizzata. \u00abLa condizione di tensione crescente in cui ci troviamo- premette Volpi- alimenta una dinamica speculativa da cui guadagnano soltanto i grandi fondi finanziari di investimento, ossia i grandi azionisti che operano sui mercati energetici e gestiscono l&#8217;andamento dei prezzi delle materie prime, a partire da petrolio e gas naturale\u00bb. Questa dinamica speculativa, determinata dalla minaccia della chiusura di Hormuz, \u00e8 tuttavia \u00abgestibile\u00bb e non \u00e8 \u00abniente in confronto al disastro che provocher\u00e0 il blocco dello stretto\u00bb. A quel punto, \u00abil petrolio mondiale subir\u00e0 un&#8217;interruzione del 20\/25% e allora saremo di fronte a un rischio concreto di paralisi dell&#8217;economia, con l&#8217;impennata dell&#8217;inflazione\u00bb, qualcosa di \u00absimile alla crisi del 2021\u00bb, quando per effetto della pandemia di Covid, si ridusse la produzione di beni e quindi del commercio su scala globale, causando il crollo del prezzo delle materie prime e, a seguire, inflazione e recessione. La crisi che si profila oggi \u00abdannegger\u00e0 soprattutto i cittadini europei\u00bb, continua il docente, \u00abperch\u00e9 i nostri Paesi consumano e quindi importano tanta energia\u00bb. A risentirne, con corposi aumenti in bolletta, saranno \u00able famiglie, le imprese e le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione\u00bb. Si assister\u00e0 al tempo stesso a un impoverimento del potere d&#8217;acquisto, soprattutto per chi non vedr\u00e0 i propri salari adeguati all&#8217;aumento dell&#8217;inflazione. Un problema che riguarda decisamente l&#8217;Italia\u00bb, dove da tempo varie sigle di categoria avvertono che i salari sono bloccati e non adeguati all&#8217;inflazione, e dove \u00abparadossalmente, il meccanismo di indicizzazione dell&#8217;inflazione non tiene conto dell&#8217;aumento dell&#8217;energia\u00bb, spiega il docente. Al contrario, i cittadini statunitensi ne risentiranno meno, dal momento che gli Stati Uniti sono produttori di energia e quindi meno legati alle importazioni. Per questo, prosegue Volpi, \u00abnon mi spiego l&#8217;atteggiamento prono dei leader europei rispetto alle azioni di Israele e Stati Uniti in Iran, dato l&#8217;alto rischio che corriamo\u00bb. \u00abIncomprensibile\u00bb per il professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa \u00e8 anche la politica di Israele: \u00ab\u00c8 un Paese piccolo, col Pil simile a quello della Lombardia, che da ottobre 2023 ha portato la propria spesa militare al 10% del Pil; il debito \u00e8 cresciuto di 10\/15 punti percentuali \u2013 gli analisti parlano di un miliardo di dollari al giorno \u2013 mentre il settore turistico\u00bb, cos\u00ec significativo negli ultimi anni, \u00ab\u00e8 azzerato\u00bb. L&#8217;economia israeliana pertanto \u00aboggi si regge solo grazie ai &#8216;war bond&#8217;, ossia alla vendita dei titoli di Stato ai fondi d&#8217;investimento o alle banche \u2013 tra cui anche tante italiane \u2013 ma questo fa s\u00ec che il debito continui a crescere. La domanda \u00e8: per quanto tempo questo sistema potr\u00e0 reggere?\u00bb. Infine, l&#8217;Iran: \u00abNon penso che paralizzer\u00e0 Hormuz\u00bb sostiene il docente, \u00abin quanto il canale gli serve per vendere petrolio e gas naturale a Cina, India e in parte alla Russia. Il regime non mette a rischio questa fonte di introiti a meno che non sia arrivato a un punto tale da non avere pi\u00f9 altre opzioni alla sua sopravvivenza; penso sia per questa ragione che da pi\u00f9 parti arrivano appelli a non assassinare l&#8217;ayatollah Ali Khamenei\u00bb, ossia il leader della Repubblica islamica, la cui uccisione \u00e8 tra gli obiettivi della guerra di Tel Aviv. \u00abIsraele, sapendo di avere risorse economiche e militari limitate, punta a destabilizzare rapidamente l&#8217;area\u00bb, cos\u00ec come fatto in Siria, Yemen e Libano, tuttavia \u00abl&#8217;Iran \u00e8 un paese estremamente pi\u00f9 grande, popoloso e complesso\u00bb. Ma per il professor Volpi, la vera minaccia sono gli Stati Uniti di Donald Trump: \u00abDa tempo l&#8217;economia statunitense \u00e8 debole: dei 37mila miliardi di debito, Trump ne ha ereditati 15mila dall&#8217;amministrazione Biden. Il Paese paga miliardi di interessi sul debito e il dollaro non \u00e8 pi\u00f9 la valuta degli scambi internazionali\u00bb. Consapevole di questo, sottolinea Volpi, \u00abTrump \u00e8 determinato a creare fiducia sui titoli di stato emessi dal Tesoro americano come bene-rifugio, riportando il dollaro a essere la valuta del commercio globale ma, per riuscirci, deve convincere tutti che gli Stati Uniti sono i pi\u00f9 forti di tutti\u00bb. Quale migliore occasione di una guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabbretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in corso tra Israele e Iran, a cui si sono aggiunti da ieri anche gli Stati Uniti, potrebbe determinare una nuova crisi economica globale che travolger\u00e0 il potere d&#8217;acquisto dell&#8217;Europa e delle sue classi medie, oltre che Israele e Iran. Con l&#8217;agenzia Dire ne parla Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea e Storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000019283,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[103],"tags":[168],"class_list":{"0":"post-1000019281","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-economia","8":"tag-guerra"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/alessandro-volpi-1024x682-1.jpg?fit=1024%2C682&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000019281"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000019284,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019281\/revisions\/1000019284"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000019283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000019281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000019281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000019281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}