{"id":1000019193,"date":"2025-06-22T13:11:52","date_gmt":"2025-06-22T16:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019193"},"modified":"2025-06-22T13:11:53","modified_gmt":"2025-06-22T16:11:53","slug":"respira-il-modo-in-cui-lo-fai-e-unico-e-dice-molto-sulla-tua-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019193","title":{"rendered":"Respira: il modo in cui lo fai \u00e8 unico e dice molto sulla tua salute"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre all&#8217;impronta digitale e ai dettagli dell&#8217;iride c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa che ci distingue in modo inequivocabile da ogni altro essere umano. Potremmo definirla \u00abl&#8217;impronta respiratoria\u00bb: \u00e8 il modo unico e irripetibile in cui respiriamo, una firma che permette di identificarci con precisione e raccontare molto sulla nostra salute.&nbsp;&nbsp;Che lo schema respiratorio fosse strettamente personale e legato al nostro benessere lo si sospettava da tempo. Finora per\u00f2 non si disponeva di strumenti scientifici per monitorare il ritmo e altre caratteristiche del respiro per un periodo prolungato: la maggior parte degli esami diagnostici per i pazienti con problemi respiratori non dura pi\u00f9 di un&#8217;ora. Un gruppo di scienziati del Weizmann Institute of Science di Israele ha sviluppato un dispositivo indossabile portatile che si fissa dietro il collo e che, attraverso due tubicini da posizionare nel naso, registra il flusso d&#8217;aria in entrata e in uscita in e da ogni narice durante le attivit\u00e0 quotidiane, di giorno e durante il riposo notturno. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Current Biology. I ricercatori l&#8217;hanno sistemato nel naso di 97 partecipanti sani, che ci hanno respirato dentro per 24 ore. Hanno quindi estratto 24 parametri dai dati sul flusso d&#8217;aria, incluse la durata di inspirazione ed espirazione, o le differenze tra quanta aria entrava o usciva da una narice all&#8217;altra. Un sistema di machine learning \u00e8 stato quindi addestrato ad abbinare i vari dati ai singoli partecipanti. Quando in seguto met\u00e0 dei partecipanti sono tornati in laboratorio per un&#8217;altra misurazione, l&#8217;algoritmo appositamente addestrato li ha riconosciuti dalla sola analisi della loro impronta respiratoria con un&#8217;accuratezza vicina al 97%. Le caratteristiche peculiari del respiro di ciascuno sono rimaste stabili per i due anni successivi. Gli scienziati hanno poi raccolto informazioni sull&#8217;indice di massa corporea dei partecipanti, che mette in rapporto il peso e la statura di una persona, e sottoposto i volontari a questionari per valutare i sintomi di ansia o depressione. Hanno trovato associazioni tra corporatura, salute mentale e schema respiratorio. Per esempio, persone con indice di massa corporea pi\u00f9 elevato presentavano impronte respiratorie peculiari soprattutto nelle ore notturne. E chi aveva totalizzato punteggi pi\u00f9 alti nei test su ansia e depressione mostrava parametri distinti nel modo di inspirare o espirare. Chi aveva sintomi depressivi pi\u00f9 evidenti inspirava pi\u00f9 rapidamente. Comprendere meglio gli schemi respiratori associati ad ansia o depressione potrebbe aiutare a sviluppare sistemi complementari di diagnosi basati anche sul ritmo respiratorio, o sistemi per supportare temporaneamente la salute mentale partendo dal controllo del respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre all&#8217;impronta digitale e ai dettagli dell&#8217;iride c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa che ci distingue in modo inequivocabile da ogni altro essere umano. 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