{"id":1000019123,"date":"2025-06-21T12:16:37","date_gmt":"2025-06-21T15:16:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019123"},"modified":"2025-06-21T12:16:39","modified_gmt":"2025-06-21T15:16:39","slug":"la-crescita-piu-veloce-dei-bambini-preistorici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019123","title":{"rendered":"La crescita pi\u00f9 veloce dei bambini preistorici"},"content":{"rendered":"\n<p>Una delle caratteristiche della specie umana \u00e8 quella di avere dei tempi di sviluppo somatico post-natale prolungati rispetto a quelli degli altri primati. I cuccioli umani crescono lentamente, in parte perch\u00e9 il nostro cervello \u00e8 molto grande in proporzione al corpo. Per capire quando questa caratteristica \u00e8 emersa nella nostra evoluzione, \u00e8 fondamentale analizzare i fossili di bambini.per raccogliere informazioni preziose sull&#8217;anatomia e sui tempi di crescita. Un articolo pubblicato su Nature Communications, dal titolo \u00abInfant diversity in Early Pleistocene Homo\u00bb, presenta lo studio di tre fossili appartenenti a individui infantili del genere Homo, ritrovati in Sudafrica e in Etiopia e risalenti a circa 2 milioni di anni fa. Gli autori sono Jacopo Moggi Cecchi, docente di Antropologia al Dipartimento di Biologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, e Jos\u00e9 Braga dell&#8217;Universit\u00e9 de Toulouse. I reperti consistono in una mascella e due mandibole appartenenti a bambini molto piccoli, poco pi\u00f9 che neonati. \u00abLa nostra ricerca apre le porte alla possibilit\u00e0 di studiare lo sviluppo somatico nelle specie pi\u00f9 antiche del genere Homo\u00bb spiega Jacopo Moggi Cecchi. Per uno di questi reperti, la porzione di mascella, \u00e8 stata determinata l&#8217;et\u00e0 biologica alla morte, che \u00e8 stata stimata a circa 6 mesi grazie allo studio della struttura interno dello smalto dentario, che si forma mantenendo delle tracce del suo sviluppo, in maniera simile agli anelli di accrescimento degli alberi. Questa analisi \u00e8 stata possibile tramite l&#8217;impiego di microtomografie a luce di sincrotrone effettuate presso la European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble. \u00abI risultati indicano che i tempi di sviluppo di questi piccoli erano ancora relativamente rapidi e che quindi l&#8217;acquisizione di tempi di sviluppo prolungati deve essersi originata in tempi molto pi\u00f9 recenti nel corso dell&#8217;evoluzione umana\u00bb illustra il docente fiorentino. Inoltre, l&#8217;analisi dettagliata della morfologia craniofacciale e dentaria ha mostrato delle differenze tra la mandibola rinvenuta in Etiopia attribuita a Homo habilis e i reperti sudafricani, attribuiti a una specie affine a Homo erectus.&nbsp;&nbsp;L&#8217;esistenza di queste differenze morfologiche suggerisce che la diversit\u00e0 tassonomica fra queste due specie del genere Homo fosse gi\u00e0 evidente nell&#8217;infanzia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche della specie umana \u00e8 quella di avere dei tempi di sviluppo somatico post-natale prolungati rispetto a quelli degli altri primati. I cuccioli umani crescono lentamente, in parte perch\u00e9 il nostro cervello \u00e8 molto grande in proporzione al corpo. Per capire quando questa caratteristica \u00e8 emersa nella nostra evoluzione, \u00e8 fondamentale analizzare i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000019124,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000019123","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ythgk.png?fit=813%2C469&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000019123"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000019125,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019123\/revisions\/1000019125"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000019124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000019123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000019123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000019123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}