{"id":1000019111,"date":"2025-06-21T12:03:15","date_gmt":"2025-06-21T15:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019111"},"modified":"2025-06-21T12:03:17","modified_gmt":"2025-06-21T15:03:17","slug":"ce-un-ricordo-perduto-dei-pasti-che-ci-fa-mangiare-piu-del-dovuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019111","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un ricordo (perduto) dei pasti che ci fa mangiare pi\u00f9 del dovuto"},"content":{"rendered":"\n<p>Vi siete mai accorti che, se cenate perdendovi sui social, finite per mangiare molto pi\u00f9 del dovuto? Una ricerca pubblicata su Nature Communications potrebbe spiegare questa e altre forme di overeating, un consumo di cibo superiore al bisogno. Una specifica popolazione di cellule cerebrali sembra infatti specializzata nel tenere una traccia precisa dei ricordi relativi ai pasti. Quando queste cellule non funzionano, per esempio a causa di una demenza, o non lavorano a dovere (perch\u00e9 siamo distratti), si tende a mangiare in quantit\u00e0 eccessive. Lavorando con i ratti in laboratorio, gli scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 della California meridionale hanno scoperto che, durante i pasti, i neuroni della regione ventrale dell&#8217;ippocampo (una struttura cruciale per l&#8217;apprendimento e il consolidamento dei ricordi) diventano pi\u00f9 attivi: formano tracce mnestiche specializzate (\u00abengrammi\u00bb) con tutte le informazioni rilevanti su quell&#8217;esperienza di consumo di cibo. \u00abUn engramma \u00e8 la traccia fisica che un ricordo lascia nel cervello. Gli engrammi dei pasti funzionano come sofisticati database biologici che memorizzano diversi tipi di informazioni, come il luogo e l&#8217;ora in cui si \u00e8 mangiato\u00bb, spiega Scott Kanoski, professore di scienze biologiche presso l&#8217;ateneo californiano e tra gli autori dello studio. Gli scienziati hanno sfruttato tecniche di visualizzazione avanzata per osservare in tempo reale come si formavano i ricordi relativi ai pasti nel cervello dei ratti. Hanno scoperto due cose: la prima \u00e8 che la popolazione di cellule cerebrali individuata \u00e8 specializzata esclusivamente nel tener traccia dei dati relativi al cibo consumato. Non a caso, quando i ricercatori hanno eliminato selettivamente quei neuroni, i ratti hanno accusato problemi nel ricordare dove si trovava il cibo, ma hanno conservato una normale memoria spaziale per tutti i compiti non relativi ai pasti. La seconda \u00e8 che i neuroni che ricordano i pasti comunicano con la regione laterale dell&#8217;ipotalamo, un&#8217;area cerebrale che controlla l&#8217;appetito e i comportamenti alimentari. Quando questa connessione tra ippocampo e ipotalamo \u00e8 stata interrotta, i ratti tendevano a mangiare troppo e a non ricordare le esperienze dei pasti precedenti. La scoperta potrebbe spiegare perch\u00e9 le persone affette da varie forme di demenza o lesioni cerebrali che interessino le aree citate, tendano a mangiare in modo irregolare o anche se l&#8217;hanno gi\u00e0 fatto da poco, e abbiano spesso problemi di consumo eccessivo di cibo. Il loro sistema di codifica dei ricordi dei pasti non funziona come dovrebbe. Inoltre, lo studio aiuta a capire meglio perch\u00e9 mangiare distrattamente, per esempio davanti al cellulare o alla tv, peggiori la memoria dei pasti consumati e porti a mangiare pi\u00f9 del dovuto. Gli engrammi dei pasti si formano infatti durante le brevi pause tra un morso e l&#8217;altro, quando i ratti alzano il muso dal cibo per esplorare l&#8217;ambiente in cui si trovano e \u00abrendono conto\u00bb di quanto sta accadendo. Se non permettiamo al nostro cervello di fare altrettanto, perch\u00e9 lo teniamo impegnato con stimoli continui e poco rilevanti, cancelliamo questi momenti di consapevolezza che servono ai neuroni dell&#8217;ippocampo a registrare la totalit\u00e0 dell&#8217;esperienza. Infine, lo studio potrebbe fornire nuove strategie per contrastare l&#8217;obesit\u00e0, che prevedano di migliorare il ricordo dei pasti consumati e sfruttarlo per regolare i comportamenti alimentari.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi siete mai accorti che, se cenate perdendovi sui social, finite per mangiare molto pi\u00f9 del dovuto? 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