{"id":1000019108,"date":"2025-06-21T12:01:21","date_gmt":"2025-06-21T15:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019108"},"modified":"2025-06-21T12:01:23","modified_gmt":"2025-06-21T15:01:23","slug":"quando-la-guerra-di-israele-diventa-una-pubblicita-a-pagamento-sui-media-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019108","title":{"rendered":"Quando la guerra di Israele diventa una pubblicit\u00e0 a pagamento sui media italiani"},"content":{"rendered":"\n<p>Ero sul sito di Repubblica quando mi \u00e8 apparsa in home page una mega pubblicit\u00e0 (nella foto) dove una mano accarezzava una piccola bomba atomica. Di lato la scritta: \u00abil regime pi\u00f9 pericoloso al mondo non dovr\u00e0 mai ottenere l&#8217;arma pi\u00f9 pericolosa al mondo\u00bb. Sotto la freccetta con scopri di pi\u00f9. Cliccando partiva un video su youtube del ministero degli Esteri israeliano con il premier Netanyahu che pubblicizzava la sua guerra all&#8217;Iran con cartine e percorsi di attacco. Ricordo la frase storica del giornalismo che generazioni di giornalisti hanno sempre ripetuto: &#8216;\u00c8 la stampa bellezza, e tu non puoi farci niente. Niente!&#8217; diceva Humphrey Bogart al criminale alla fine del film L&#8217;ultima minaccia del 1952. Oggi, sigh, \u00e8 cambiata: &#8216;\u00c8 la pubblicit\u00e0 bellezza e tu non puoi farci niente. Niente!&#8217;. Cos\u00ec anche una guerra con morte e distruzione, diventa oggetto pubblicitario: pagamento in dollari a Google che lo trasmette in automatico a tutti e in tutto il mondo. Una rapida ricerca, e si scopre che la tattica usata oggi a man bassa dalla destra che governa Israele ha un nome preciso: Hasbar\u00e0. In lingua ebraica indica gli sforzi di pubbliche relazioni compiuti per diffondere all&#8217;estero informazioni positive sullo Stato di Israele e le sue azioni. Il governo israeliano e i suoi sostenitori usano il termine per contrastare quelli che giudicano tentativi di delegittimazione di Israele. Con una sua connotazione precisa: mentre \u00abla propaganda si sforza di evidenziare gli aspetti positivi di una parte di un conflitto, l&#8217;hasbar\u00e0 cerca di spiegare le azioni, siano esse giustificate o meno\u00bb. La destra di Netanyahu che governa Israele da anni ha messo le mani sui media israeliani e con finanziamenti pubblici e pubblicitari mirati si \u00e8 costruito un suo polo mediatico attraverso il quale &#8216;spiega&#8217; le sue azioni. Al giornale indipendente Haaretz che mantiene la schiena dritta, fa vera informazione, non si sottomette nel veicolare false verit\u00e0 pilotate dal Governo, ha disdetto tutti gli abbonamenti previsti per i dipendenti pubblici e tagliato la pubblicit\u00e0. Nel 2015 il servizio pubblico televisivo venne sostituito dal canale Kan pi\u00f9 controllato politicamente dal Governo che abol\u00ec il canone e lo trasform\u00f2 in finanziamento pubblico che il parlamento israeliano deve rinnovare ogni tre anni. Altre norme introdotte facilitarono la nascita e la crescita di Canale 14, vero megafono propagandistico della destra anche estrema israeliana. Per capire come funziona la propaganda gestita a livello militare dal Governo Netanyahu si trova in rete una istruttiva intervista a chi lavora alla Hasbar\u00e0. Il modello viene spiegato cos\u00ec: \u00abdecine e decine di giovani, ragazzi e ragazze, dal sorriso smagliante e inglese impeccabile, accendono la telecamera del cellulare e si filmano mentre raccontano tutta la bellezza che Israele ha da offrire al mondo\u00bb. Il volto pi\u00f9 noto e seguito da milioni di follower su Facebook \u00e8 quello di Hananya Naftali, assistente digitale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. \u00abNon bisogna difendersi n\u00e9 attaccare quando si fa Hasbar\u00e0, bisogna semplicemente raccontare la verit\u00e0 in modo semplice ed efficace\u00bb.&nbsp;&nbsp;Vabb\u00e8. Sapete perch\u00e9 questo ragazzo ha deciso di mettersi al servizio della propaganda? Lo spiega lui stesso: \u00abRicordo che nel 2014 ero un soldato e prima di entrare a Gaza il mio comandante ha riunito tutti per definire le regole di combattimento: &#8216;Non colpite alcun civile, non importunate alcun innocente, i palestinesi non sono i nostri nemici. Noi abbiamo come obiettivo solo Hamas&#8217;. Finita l&#8217;operazione tornato a casa ho acceso il cellulare per controllare come i media internazionali avevano raccontato il conflitto di cui avevo fatto parte. Non credevo ai miei occhi. I titoli citavano crimini di guerra mai compiuti dall&#8217;esercito israeliano. Ci chiamavano assassini. Ero fuori di me, sapevo come si erano svolte le cose. Non loro. Cos\u00ec ho deciso di fare un video nel quale raccontavo la mia verit\u00e0. Di l\u00ec tutto ha avuto inizio\u00bb. Ha raccontato la sua verit\u00e0 che poi&nbsp;&nbsp;si \u00e8 trasformata in propaganda al servizio diretto del premier Netanyahu. E non contano le immagini della distruzione ormai totale di Gaza, le decine e decine di migliaia di palestinesi ammazzati in questi mesi e che l&#8217;esercito continua ad assassinare. E meno male che il nostro ragazzo ama i palestinesi, non voglio pensare cosa gli farebbe se gli fossero antipatici. Questo \u00e8 il momento in cui viviamo, con gente avvertita e il portafoglio sempre pi\u00f9 pieno che si mette al servizio dei potenti padroni, con lo scopo, come affermano,&nbsp;&nbsp;di parlare all&#8217;80 per cento dei cittadini, i meno informati, quelli che possono fregare con le loro false verit\u00e0. Bisogna mantenere i nervi saldi, non mettere tutti nel mucchio. Met\u00e0 della popolazione israeliana si oppone alla destra che governa e che pu\u00f2 continuare a tenere il potere soltanto scatenando una guerra infinita. Penso a questi cittadini e mi auguro che trovino la forza per continuare a lottare e non arrendersi, diventare quella maggioranza che metter\u00e0 fine al governo della guerra consegnando il premier Netanyahu ai giudici che da anni lo vogliono processare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero sul sito di Repubblica quando mi \u00e8 apparsa in home page una mega pubblicit\u00e0 (nella foto) dove una mano accarezzava una piccola bomba atomica. Di lato la scritta: \u00abil regime pi\u00f9 pericoloso al mondo non dovr\u00e0 mai ottenere l&#8217;arma pi\u00f9 pericolosa al mondo\u00bb. Sotto la freccetta con scopri di pi\u00f9. Cliccando partiva un video [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000019109,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[388],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000019108","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-editorial"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pubblicita-israele.jpg?fit=968%2C250&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000019108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000019110,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019108\/revisions\/1000019110"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000019109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000019108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000019108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000019108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}