{"id":1000019069,"date":"2025-06-21T11:23:29","date_gmt":"2025-06-21T14:23:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019069"},"modified":"2025-06-21T11:23:31","modified_gmt":"2025-06-21T14:23:31","slug":"gran-bretagna-si-alla-legge-fine-vita-vera-compassione-non-e-porre-fine-allesistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019069","title":{"rendered":"Gran Bretagna, s\u00ec alla legge fine vita: \u00abVera compassione non \u00e8 porre fine all&#8217;esistenza\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abUn momento spartiacque nella storia del nostro paese\u00bb perch\u00e9 \u00abcambia radicalmente i valori e i rapporti consolidati della societ\u00e0 sulle questioni della vita e della morte\u00bb: il cardinale arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, commenta cos\u00ec&nbsp;&nbsp;l&#8217;approvazione in terza lettura, ieri 20 giugno a Londra, da parte della Camera dei Comuni, del disegno di legge che consente agli adulti malati terminali, soggetti a tutele e protezioni, di richiedere e ottenere assistenza per porre fine alla propria vita. Il provvedimento, passato per soli ventitr\u00e9 voti (314 s\u00ec contro 291 no), verr\u00e0 esaminato ora dalla Camera dei Lord dove comunque si profila una larga maggioranza favorevole. \u00abIl compito \u00e8 ormai chiaro\u00bb, ha detto Nichols: \u00abBisogna fare tutto il possibile per limitare i danni che questa decisione causer\u00e0\u00bb e, in ogni caso, \u00aboffrire la possibilit\u00e0 di scegliere di morire non pu\u00f2 escludere la possibilit\u00e0 di fornire cure adeguate a coloro che scelgono di vivere fino alla morte naturale\u00bb. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il vescovo di Liverpool, John Francis Sherrington, responsabile dell&#8217;episcopato per le questioni relative alla vita: \u00abDurante questo dibattito abbiamo espresso l&#8217;opinione che la vera compassione implichi l&#8217;accompagnamento di coloro che necessitano di cure, soprattutto durante la malattia, la disabilit\u00e0 e la vecchiaia. La vocazione all&#8217;assistenza \u00e8 al centro della vita di tante persone che si prendono cura dei propri cari ed \u00e8 il segno di una societ\u00e0 veramente compassionevole. Permettere alla professione medica di aiutare i pazienti a porre fine alla propria vita cambier\u00e0 la cultura dell&#8217;assistenza sanitaria e susciter\u00e0 legittimi timori tra le persone con disabilit\u00e0 o che sono particolarmente vulnerabili per altri motivi\u00bb. Secondo i vescovi di Inghilterra e Galles, \u00ab\u00e8 essenziale coltivare e rinnovare la chiamata innata di molte persone a prendersi cura degli altri con compassione\u00bb e \u00abmigliorare la qualit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 delle cure palliative \u00e8 la strada giusta per ridurre la sofferenza alla fine della vita. Continueremo a impegnarci in tal senso e chiediamo alla comunit\u00e0 cattolica di sostenere coloro che lavorano instancabilmente per assistere i morenti nei nostri hospice, ospedali e case di cura\u00bb. Da parte anglicana a esprimersi \u00e8 stato il vescovo di Londra, Sarah Elizabeth Mullally, incaricata per la Church of England della salute e dell&#8217;assistenza sociale: \u00abQuesto disegno di legge di iniziativa parlamentare ha ricevuto una terza lettura nonostante le crescenti prove che lo rendono inattuabile, pericoloso e un rischio per le persone pi\u00f9 vulnerabili della nostra societ\u00e0. Tali preoccupazioni irrisolte sono state sollevate in molti interventi dei parlamentari e dimostrate dalla ridotta maggioranza favorevole della Camera dei Comuni. Se promulgata \u2014 ha sottolineato \u2014 questa legge entrerebbe in vigore in un contesto di gravi carenze nell&#8217;assistenza sociale agli adulti, della \u00ablotteria dei codici postali\u00bb per le cure palliative e di pressioni ben documentate sul Servizio sanitario nazionale, moltiplicando i potenziali rischi per i pi\u00f9 vulnerabili\u00bb. Per Mullally il provvedimento spinge i malati terminali, \u00abche si percepiscono come un peso per familiari e amici\u00bb, a scegliere la \u00abmorte assistita\u00bb in una societ\u00e0 dove \u00ablo Stato finanzia completamente un servizio per i malati terminali che desiderano porre fine alla propria vita ma, sorprendentemente, finanzia solo circa un terzo delle cure palliative\u00bb. Ogni persona \u00abha un valore incommensurabile e irriducibile e dovrebbe poter accedere alle cure e al supporto di cui ha bisogno: un principio che so essere condiviso da tutte le fedi\u00bb. Il vescovo di Londra esorta a continuare a opporsi a una legge che \u00abmette a rischio le persone vulnerabili, invece di impegnarsi a incrementare i finanziamenti e l&#8217;accesso ai servizi di cure palliative di cui c&#8217;\u00e8 bisogno\u00bb. Il testo approvato dalla Camera dei Lord, il Terminally Ill Adults (End of Life) Bill, prevede il diritto, per gli adulti malati terminali, di ricevere assistenza legale per porre fine volontariamente alla propria vita. Il soggetto deve risiedere ed essere assistito in un ospedale o studio medico in Inghilterra o in Galles, deve avere la capacit\u00e0 di decidere e aver compiuto 18 anni. Alcuni articoli stabiliscono che la persona deve avere \u00abun desiderio chiaro, deciso e informato di porre fine alla propria vita\u00bb; una scelta che deve essere fatta \u00abvolontariamente\u00bb (il soggetto non pu\u00f2 essere \u00abcostretto o sottoposto a pressioni da parte di altre persone\u00bb). Un individuo \u00e8 considerato malato terminale se \u00ab\u00e8 affetto da una malattia o patologia inevitabilmente progressiva che non pu\u00f2 essere curata con un trattamento\u00bb e se \u00abil decesso conseguente pu\u00f2 essere ragionevolmente previsto entro sei mesi\u00bb. Molto lungo e accurato (decine gli articoli al riguardo) l&#8217;esame \u2014 da parte di almeno due medici \u2014 di tutta la documentazione, mentre viene garantito il diritto all&#8217;obiezione di coscienza per i sanitari. Il 17 giugno la Camera dei Comuni britannica, nell&#8217;ambito di un ampio provvedimento, aveva approvato (379 s\u00ec contro 137 no) un emendamento alla legge che regola l&#8217;aborto in base al quale verr\u00e0 depenalizzata anche l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza eseguita oltre il termine massimo delle 24 settimane finora consentito. L&#8217;obiettivo \u00e8 far s\u00ec che le donne che abortiscono oltre i termini (e non solo in caso di pericolo per la vita della madre) non possano essere indagate e condannate. \u00abDonne disperate che necessitano compassione, non di essere criminalizzate\u00bb, hanno dichiarato i promotori dell&#8217;emendamento. Opposta l&#8217;opinione di alcuni gruppi pro-life per i quali la misura finir\u00e0 per facilitare ulteriormente il ricorso all&#8217;aborto in un paese che nel 2022 (ultimo anno con dati certificati disponibili) ha battuto il nuovo record assoluto di interruzioni volontarie di gravidanza, salite a quota 252.122. Preoccupazione anche in questo caso \u00e8 stata espressa sia dai cattolici sia dagli anglicani. Monsignor Sherrington ha spiegato che \u00abla nuova clausola elimina ogni responsabilit\u00e0 penale per le donne che praticano l&#8217;aborto per qualsiasi motivo e in qualsiasi momento durante la gravidanza. Questa decisione riduce significativamente la protezione della vita dei nascituri\u00bb e \u00ablascia le donne ancora pi\u00f9 sole e vulnerabili alla manipolazione e agli aborti forzati, tardivi e pericolosi praticati a domicilio\u00bb. Dal canto suo il vescovo Sarah Mullally, pur contraria a perseguire penalmente le donne che abortiscono, ha affermato che depenalizzare l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza \u00abpu\u00f2 minare il valore della vita del nascituro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Zavatta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abUn momento spartiacque nella storia del nostro paese\u00bb perch\u00e9 \u00abcambia radicalmente i valori e i rapporti consolidati della societ\u00e0 sulle questioni della vita e della morte\u00bb: il cardinale arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, commenta cos\u00ec&nbsp;&nbsp;l&#8217;approvazione in terza lettura, ieri 20 giugno a Londra, da parte della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000019070,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[41],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000019069","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mundo"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-2.jpeg?fit=750%2C422&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000019069"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000019071,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000019069\/revisions\/1000019071"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000019070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000019069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000019069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000019069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}