{"id":1000019000,"date":"2025-06-18T12:26:46","date_gmt":"2025-06-18T15:26:46","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019000"},"modified":"2025-06-18T12:26:48","modified_gmt":"2025-06-18T15:26:48","slug":"cittadinanza-senza-cittadini-il-governo-italiano-vorrebbe-condannare-litalia-al-deserto-demografico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019000","title":{"rendered":"CITTADINANZA SENZA CITTADINI\u00a0Il governo italiano vorrebbe condannare l&#8217;Italia al deserto demografico"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abN\u00e9 sangue, n\u00e9 suolo. La riforma in senso restrittivo dello &#8216;ius sanguinis&#8217; segna, per il governo Meloni, una nuova tappa dell&#8217;arroccamento sovranista\u00bb: scriveva cos\u00ec lo scrittore e sociologo italiano Pippo Russo all&#8217;indomani della conversione in legge del decreto fortemente voluto dal governo Meloni-Tajani-Salvini e tenacemente difeso in Parlamento dai tre partiti che lo sostengono.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sintesi perfetta, quasi una sentenza inequivocabile che condannerebbe l&#8217;Italia ad un inverno demografico che potremmo ribattezzare \u00abdeserto demografico\u00bb, considerando le tendenze statistiche sulla popolazione italiana che da qualche anno indicano un declino progressivo e inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le previsioni pi\u00f9 negative, quelle cio\u00e8 che non prevedono nei prossimi anni n\u00e9 un incremento significativo delle nascite tantomeno una inversione di tendenza nelle politiche migratorie (ossia il quadro attuale italiano) ci dicono che tra cinquanta anni l&#8217;Italia avr\u00e0 perso un terzo della popolazione, passando dagli attuali 60 milioni ad un numero appena inferiore ai 40 milioni; una popolazione drammaticamente insufficiente a garantire competitivit\u00e0 economica e soprattutto sostenibilit\u00e0 al nostro Stato sociale, con un sistema sanitario e previdenziale non pi\u00f9 in grado di sostenersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un caro amico contesta la mia insistenza nel parallelismo tra le politiche restrittive in materia di cittadinanza (soprattutto quelle relative alle comunit\u00e0 residenti all&#8217;estero) ed il calo demografico in atto: in qualche modo ha ragione, perch\u00e9 l&#8217;aumento del numero degli italiani residenti all&#8217;estero come anche il loro eventuale rientro in Italia (a fronte di adeguati programmi di incentivo) non sarebbero in grado da soli ad invertire una tendenza cos\u00ec forte e sostenuta; sbaglia per\u00f2 quando non comprende che \u2013 come ci ricordava Pippo Russo nel suo articolo \u00abSe al governo manca un&#8217;idea di cittadinanza\u00bb pubblicato sul quotidiano \u00abIl Domani\u00bb \u2013 in mancanza di una politica inclusiva e attrattiva in materia di emigrazione e immigrazione l&#8217;Italia scivoler\u00e0 lentamente e progressivamente verso una sterilizzazione delle sue risorse umane che nel passato fecero del nostro Paese una potenza mondialmente riconosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questa la partita in gioco nel maggio scorso nel Parlamento italiano, quando i parlamentari dell&#8217;opposizione \u2013 primi tra tutti gli eletti all&#8217;estero \u2013 si sono battuti caparbiamente, con argomenti e passione, per denunciare la mancanza di visione di un governo che per combattere il fenomeno della mercificazione della cittadinanza e l&#8217;intasamento di tribunali, comuni e consolati ha scelto la strada pi\u00f9 semplice nei risultati ma allo stesso tempo pi\u00f9 devastante negli effetti sociali ed economici. Per guardare al \u00abdito\u00bb di singoli casi esecrabili (a partire dal vergognoso \u00abblack friday\u00bb della cittadinanza che per primo denunciai due anni fa proprio da questa colonna), il governo non ha pi\u00f9 visto la \u00abluna\u00bb di un&#8217;Italia fuori dall&#8217;Italia alla quale dovremmo essere eternamente debitori per l&#8217;incommensurabile apporto dato alla crescita del Paese e rispetto alla quale potevamo essere creditori per gli anni a venire per l&#8217;internazionalizzazione del nostro Made in Italy e il rientro degli italo-discendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo l&#8217;arroganza di un governo che \u00e8 ricorso alla decretazione d&#8217;urgenza pur di non confrontarsi con il Parlamento e gli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo non ci ha permesso di andare a fondo di una materia che meritava pi\u00f9 rispetto e considerazione; pi\u00f9 forti sono state probabilmente le pressioni di quei tanti diplomatici che hanno sempre visto come fumo negli occhi le file dei cittadini italiani nei consolati e forse anche degli Stati Uniti di Trump insofferenti a migliaia di &#8216;latinos&#8217; con sangue italiano e quindi non facilmente respingibili alle frontiere.<\/p>\n\n\n\n<p>On Fabio Porta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abN\u00e9 sangue, n\u00e9 suolo. 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