{"id":1000018985,"date":"2025-06-18T11:25:06","date_gmt":"2025-06-18T14:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018985"},"modified":"2025-06-18T11:25:08","modified_gmt":"2025-06-18T14:25:08","slug":"tumore-al-seno-la-ricostruzione-e-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018985","title":{"rendered":"Tumore al seno: la ricostruzione (\u00e8) naturale"},"content":{"rendered":"\n<p>Per le donne che affrontano il delicato percorso della ricostruzione mammaria dopo un tumore, la crioconservazione del tessuto adiposo autologo permette di ridurre gli interventi e di ottenere cos\u00ec benefici concreti che mirano a migliorare la qualit\u00e0 di vita. Ma oltre all&#8217;impatto positivo sul piano psicologico delle pazienti, la ricostruzione con crioconservazione consente anche di ridurre i tempi di attesa delle sale operatorie con conseguenti risparmi per il Servizio sanitario nazionale. Come la ricostruzione con crioconservazione raggiunga questi risultati \u00e8 il tema della conferenza che si \u00e8 svolta a Roma presso l&#8217;Hotel Six Senses (Piazza S.Marcello), in vista del Rome-Dubai Breast Symposium &amp; Advanced Aesthetic Medicine Meeting (18-20 giugno), evento a cui partecipano i pi\u00f9 importanti esperti internazionali di chirurgia plastica ricostruttiva. La crioconservazione in Italia avviene nella Banca Cute della Regione Emilia Romagna (RER) per merito della virtuosa partnership pubblico-privato attivata nel 2022 con l&#8217;azienda Lipobank che \u00e8 riuscita a realizzare la crioconservazione del tessuto adiposo, cio\u00e8 a congelare e scongelare il grasso mantenendolo vitale. Un tentativo provato fino ad oggi da numerosi laboratori nel mondo, ma mai riuscito. L&#8217;utilizzo del grasso, grazie alle propriet\u00e0 rigenerative del tessuto adiposo, rappresenta una metodica chirurgica ampiamente consolidata che prende il nome di \u00ablipofilling\u00bb. L&#8217;attivit\u00e0 rigenerativa si attua attraverso il trapianto del tessuto in tutte le sue componenti, tra le quali, le cellule staminali mesenchimali che in vivo favoriscono la rigenerazione del tessuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande vantaggio nell&#8217;utilizzo del tessuto adiposo \u00e8 rappresentato dal fatto che il corpo umano \u00e8 ricco di grasso di deposito, facilmente reperibile con pratiche chirurgiche non eccessivamente invasive. L&#8217;intervento di prelievo avviene in sala operatoria, in anestesia locale e sedazione, in regime di day surgery, con dimissione in giornata. L&#8217;infiltrazione, invece, spesso avviene con una leggerissima anestesia locale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;utilizzo del grasso nelle ricostruzioni mammarie pu\u00f2 avvenire con due metodiche differenti: in combinazione con gli impianti protesici (ricostruzione ibrida) o da solo. In questo secondo caso, la quantit\u00e0 necessaria \u00e8 maggiore, cos\u00ec come pi\u00f9 numerose sono le sessioni chirurgiche da effettuare. Il lipofilling mostra tuttavia un tallone d&#8217;Achille: il grasso trapiantato non ha una vitalit\u00e0 propria e deve prendere nutrimento dall&#8217;area ricevente. \u00c8 infatti indispensabile trasferire quantit\u00e0 ridotte di tessuto in sessioni ripetute, a distanza di mesi una dall&#8217;altra, per ottenere il massimo del successo di attecchimento.<\/p>\n\n\n\n<p>La crioconservazione annulla il tallone d&#8217;Achille della metodica del lipofilling perch\u00e9 consente di fare un unico intervento, nel quale si preleva una quantit\u00e0 importante di grasso, che viene poi ripartito in sacche di volume idoneo alla necessit\u00e0 del caso clinico, richiesto dal chirurgo. Il grasso in questo modo viene inserito senza la necessit\u00e0 di fare un vero e proprio intervento chirurgico, nella quantit\u00e0 che pu\u00f2 essere considerata simile a quella di una seduta di \u00abfiller\u00bb che tante donne fanno ambulatorialmente sul volto per motivi estetici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le garanzie della seriet\u00e0 della metodica Lipobank\u00ae sono date innanzitutto dall&#8217;obbligo di sottostare alle ristrettissime regolamentazioni stilate dal Centro Nazionale Trapianti e dalla certificazione che accompagna il tessuto scongelato alla riconsegna, circa la vitalit\u00e0 delle cellule, testata e misurata in percentuale confrontabile con quella del tessuto fresco arrivata nella Banca.<\/p>\n\n\n\n<p>La collaborazione fra Lipobank e la Banca rappresenta una dimostrazione straordinaria di quanto il Partenariato Pubblico\/Privato (PPP) possa essere uno strumento significativo per contenere i costi del Servizio sanitario nazionale, dal momento che si riducono i tempi di attesa delle sale operatorie e come i pazienti possano ottenere in miglioramento ed efficacia delle prestazioni sanitarie senza aggravi di spese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esami condotti sulla modalit\u00e0 di crioconservazione dimostrano che la qualit\u00e0 del tessuto adiposo crioconservato \u00e8 superiore a quella del tessuto fresco, garantendo una migliore integrazione e un risultato ricostruttivo ottimale. Le analisi in vitro e le valutazioni di sterilit\u00e0, eseguite in particolare per lo studio pubblicato a gennaio di quest&#8217;anno, sulla rivista Aesthetic Surgery Journal1, coordinato dal Professor Carlo Ventura, mostrano che l&#8217;innesto di tessuto adiposo autologo crioconservato \u00e8 una procedura sicura che consente di evitare interventi multipli di liposuzione. Anche la sterilit\u00e0 valutata non risulta compromessa, cos\u00ec come resta inalterata la vitalit\u00e0 cellulare o la morfologia nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Roy De Vita, Primario Chirurgia Plastica presso l&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori \u00abRegina Elena\u00bb di Roma, \u00e8 stato il primo chirurgo italiano a usare il tessuto adiposo crioconservato. \u00abLa tecnologia \u2013 spiega \u2013 ha contribuito a migliorare la vita delle donne in maniera incredibile perch\u00e9 ha ridotto il numero degli interventi a cui sottoporre le pazienti. Grazie ad essa, infatti, \u00e8 possibile fare un unico intervento chirurgico per il prelievo, a cui seguono delle sessioni ambulatoriali di infiltrazioni del grasso conservato. Sono certo che la tecnica avr\u00e0 un futuro radioso e man mano che acquister\u00e0 notoriet\u00e0 sar\u00e0 sempre pi\u00f9 utilizzata perch\u00e9 grandissimo \u00e8 il vantaggio che offre\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOggi \u00e8 possibile prelevare il grasso al momento della mastectomia, conservarlo nella Banca e utilizzarlo nei successivi tre anni, nell&#8217;arco del programma ricostruttivo\u00bb, afferma Giorgio De Santis, Professore Senior di Chirurgia Plastica ricostruttiva ed estetica dell&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia, gi\u00e0 Direttore del reparto di Chirurgia Plastica \u2013 Ricostruttiva ed Estetica presso il policlinico di Modena, fra i pionieri nella ricerca sull&#8217;utilizzo del grasso crioconservato a scopo ricostruttivo. \u00abIn questo modo, si allevia moltissimo il disconforto degli eventuali successivi interventi che non vengono eseguiti e, anche dal punto di vista amministrativo, la possibilit\u00e0 di eseguire gli interventi in regime ambulatoriale e non pi\u00f9 in ricovero \u00e8 un beneficio. Il grasso congelato mantiene le stesse caratteristiche di vitalit\u00e0 di quello fresco, ci\u00f2 rappresenta sicuramente un passo innovativo di eccellenza nella scienza e nella clinica della ricostruzione mammaria post mastectomia. I primi casi \u2013 aggiunge \u2013 sono stati effettuati a Modena presso la Chirurgia Plastica dell&#8217;Universit\u00e0, a partire dal gennaio 2024. Si trattava di ricostruzione ibrida, ovvero in parte protesica ed in parte con grasso criocongelato. Il passaggio successivo \u00e8 stato quello di ricostruire il seno senza l&#8217;uso di protesi ma solo con l&#8217;aggiunta di grasso necessariamente in decine di interventi prima dell&#8217;avvento della crioconservazione di Lipobank\u00bb. Riguardo agli studi odierni, il Professor De Santis spiega: \u00abPensiamo di dedicare un braccio della nostra ricerca per la ricostruzione completa con grasso crioconservato, senza per\u00f2 dimenticare le potenzialit\u00e0 della metodica ibrida. Nei prossimi mesi, con l&#8217;estensione della tecnica, speriamo di avere un numero crescente di casi, costruiti con questa metodica relativamente semplice che dar\u00e0 sicuramente soddisfazione alle pazienti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla presentazione alla stampa, hanno partecipato in video collegamento il Professor Paolo Veronesi, Direttore dell&#8217;Unit\u00e0 di Chirurgia Senologica presso l&#8217;Istituto Europeo di Oncologia (IEO), il Professor Davide Melandri, Professore Straordinario di Dermatologia Universit\u00e0 di Bologna \u2013 Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC), Direttore Programma Aziendale Medicina Innovativa, Direttore U.O. Centro Grandi Ustionati Romagna, Direttore Dermatologia Cesena \u2013 Forl\u00ec e Banca Regionale della Cute, Presidi Ospedalieri \u00bb M Bufalini\u00bb Cesena e \u00abG.B. Morgagni \u2013 L. Pierantoni\u00bb Forl\u00ec, Dipartimento Chirurgico e Grandi Traumi \u2013 AUSL della Romagna, e la Dottoressa Elena Bondioli, Direttore Tecnico Cell Factory Pievesestina e di Criobanca, Dirigente Responsabile Bioingegneria Tessutale e Terapia Cellulare, U.O. Centro Grandi Ustionati e Banca della Cute RER AUSL della Romagna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa Banca regionale della Cute Emilia Romagna dell&#8217;Azienda USL della Romagna, afferisce al Centro Grandi Ustionati dell&#8217;Ospedale M. Bufalini di Cesena ed \u00e8 una delle cinque banche del tessuto cutaneo italiane, autorizzate e accreditate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS)\u00bb, affermano la Dottoressa Bondioli e il Professor Melandri. \u00abGrazie alla collaborazione nata con l&#8217;azienda Lipobank, \u00e8 stato possibile rendere accessibile a pazienti con specifiche patologie nell&#8217;ambito della Medicina Rigenerativa il trapianto di tessuto adiposo autologo crioconservato, garantendone al contempo la massima qualit\u00e0 e sicurezza clinica. Presso la Banca, vengono eseguite da personale altamente qualificato, procedure standardizzate e brevettate all&#8217;interno di locali certificati a contaminazione controllata, che consentono la crioconservazione in vapori d&#8217;azoto del tessuto adiposo, mantenendo inalterate tutte le propriet\u00e0 biologiche presenti fisiologicamente sul tessuto stesso d&#8217;origine, con importanti e innovative ricadute terapeutiche. Al fine di garantire la massima sicurezza e qualit\u00e0 sui tessuti trapiantati, la Banca sottopone tutti i tessuti ad accurati test di laboratorio, sia al momento dell&#8217;arrivo del tessuto al Centro dopo il prelievo sia sullo stesso scongelato dopo crioconservazione in vapori d&#8217;azoto, al fine di certificarne l&#8217;idoneit\u00e0 all&#8217;utilizzo clinico trapiantologico. Questa importante partnership pubblico privata, mette insieme competenza, professionalit\u00e0 e multidisciplinariet\u00e0 e ha consentito di offrire anche in Italia una terapia innovativa ed efficace nell&#8217;ambito della Medicina Rigenerativa, con l&#8217;autorizzazione dal Centro Nazionale Trapianti e dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAttraverso una rilevazione con le pazienti che aderiscono alla nostra rete associativa \u2013 dichiara Rosanna D&#8217;Antona, presidente di Europa Donna Italia \u2013 abbiamo voluto ascoltare il vissuto delle donne dopo l&#8217;intervento chirurgico. Di fatto \u00e8 emerso che pi\u00f9 di un terzo delle pazienti che hanno effettuato la ricostruzione del seno dopo la mastectomia, ha avuto complicanze e circa la met\u00e0 lamenta il mancato dialogo con il proprio medico con speranze spesso disattese. Per tutte queste ragioni, Europa Donna Italia, come portavoce delle pazienti, chiede che sia favorito un maggiore dialogo con i medici affinch\u00e9 le donne possano essere davvero informate su tutte le nuove opportunit\u00e0 oggi disponibili. \u00c8 fondamentale infatti che, se esistono tecniche di ricostruzione certificate e sicure che vanno nella direzione di una migliore qualit\u00e0 di vita, queste vengano comunicate e promosse, perch\u00e9 ritrovare l&#8217;integrit\u00e0 corporea dopo la malattia \u00e8 parte stessa della cura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A parlare dei benefici della ricostruzione con crioconservazione del grasso autologo \u00e8 una delle tante pazienti arrivate alla metodica dopo un percorso alle volte faticoso. Loredana O. (58 anni)nel 2013 ha subito una quadrantectomia, seguita da due ricostruzioni mammarie con protesi. Mentre la prima era accettabile, la seconda \u00e8 descritta come disastrosa perch\u00e9 le ha causato dolore, una asimmetria grave e una menomazione funzionale ed estetica. Diciotto mesi fa, Loredana si \u00e8 sottoposta a una serie di interventi di lipofilling con grasso autologo crioconservato dalla Lipobank. Ha notato progressivi e notevoli miglioramenti nel seno in termini di morbidezza, simmetria e assenza di dolore, recuperando anche sul piano psicologico. \u00abAd oggi \u2013 racconta \u2013 mi sono sottoposta a quattro infiltrazioni. I risultati sono sorprendenti perch\u00e9 il seno si \u00e8 ammorbidito e l&#8217;asimmetria \u00e8 meno evidente. Non ho pi\u00f9 dolori e i miglioramenti sono progressivi. Ogni procedura \u00e8 stata svolta senza sentire dolore e sono stata dimessa ogni volta la sera stessa. Se lo avessi saputo prima, non avrei mai fatto la seconda ricostruzione con protesi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le donne che affrontano il delicato percorso della ricostruzione mammaria dopo un tumore, la crioconservazione del tessuto adiposo autologo permette di ridurre gli interventi e di ottenere cos\u00ec benefici concreti che mirano a migliorare la qualit\u00e0 di vita. 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