{"id":1000018967,"date":"2025-06-18T11:06:04","date_gmt":"2025-06-18T14:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018967"},"modified":"2025-06-18T11:06:06","modified_gmt":"2025-06-18T14:06:06","slug":"lanalista-nella-guerra-alliran-vince-solo-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018967","title":{"rendered":"L&#8217;analista: \u00abNella guerra all&#8217;Iran vince solo Netanyahu\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Date le dichiarazioni del presidente Trump degli ultimi giorni, non si pu\u00f2 escludere un intervento degli Stati Uniti al fianco di Israele contro l&#8217;Iran ma, \u00aba parte Netanyahu, non ci guadagner\u00e0 nessuno\u00bb. Ne \u00e8 convinto Andrea Teti, professore di Scienze politiche all&#8217;Universit\u00e0 di Salerno e autore del saggio &#8216;Democratisation against Democracy. How Eu Foreign Policy Fails the Middle East&#8217;. Con l&#8217;agenzia parla mentre sui quotidiani torna la notizia sulla portaerei statunitense Uss Nimitz che, invece di recarsi in Vietnam come da programma, punta verso il Medio oriente, insieme alla presunta fuga dell&#8217;Ayatollah Ali Khamenei in un bunker fuori Teheran. \u00abLa guerra avviata da Israele non risponde a nessun interesse nazionale\u00bb premette l&#8217;esperto. \u00abIl premier Benjamin Netanyahu cerca solo di rafforzare il proprio governo e sfuggire ai processi che lo vedono imputato per corruzione; quanto agli Stati Uniti, rischiano di restare \u2013 di nuovo \u2013 impantanati in una guerra costosissima e lunga, simile a quelle gi\u00e0 combattute in Afghanistan o Iraq\u00bb. Il punto di partenza dell&#8217;analisi \u00e8, appunto, la democrazia e la retorica promossa da Tel Aviv e Washington sulla necessit\u00e0 di rovesciare il regime degli ayatollah. \u00abDanneggiare un regime bombardando i civili \u00e8 molto diverso dal sostenere le richieste di libert\u00e0 e diritti che arrivano dai cittadini\u00bb premette il docente, che avverte: \u00abAnzi: questo approccio sedimenta il consenso interno, lo abbiamo visto anche di recente, a Gaza: l&#8217;operazione lanciata da Tel Aviv dopo il 7 ottobre 2023 ha aumentato il consenso \u2013 da tempo in declino \u2013 verso Hamas sia tra i palestinesi della Striscia che nella Cisgiordania occupata\u00bb. Secondo Teti, un cambiamento di regime a Teheran \u00abrichiederebbe anche un&#8217;operazione &#8216;boots on the ground'\u00bb, ossia un&#8217;invasione militare di terra, \u00abche poi spetterebbe agli Stati Uniti e non certo a Israele\u00bb. Ad ogni modo, \u00abuna fuga di Khamenei mi stupirebbe. Israele avr\u00e0 anche raggiunto la superiorit\u00e0 aerea e missilistica, ma manca ancora molto per sbaragliare le forze armate e di intelligence iraniane\u00bb. Il docente analizza quindi il nodo militare: \u00abL&#8217;Iran \u00e8 certamente in una posizione difficile: a meno che non riceva sostegno da parte della Russia e\/o della Cina, non pu\u00f2 sostenere a lungo un conflitto di questa portata, e lo sa; per questo sta conducendo questo conflitto con moderazione, dal momento che non ha ancora chiuso lo stretto di Hormuz\u00bb, da cui passa un terzo del petrolio mondiale, \u00abn\u00e9 attaccato posizioni statunitensi nell&#8217;area\u00bb, come ad esempio le basi militari in Iraq. D&#8217;altronde, anche in seguito ai due attacchi che Israele ha sferrato contro l&#8217;Iran a partire dall&#8217;aprile 2024, Teheran ha usato moderazione, \u00absparando missili solo dopo aver avvisato Tel Aviv, per dargli tutto il tempo di neutralizzarli\u00bb. Qualcosa di pi\u00f9 simile a \u00abun atto dovuto, pi\u00f9 che un contrattacco militare\u00bb. Proprio questa cautela \u00abnega a Washington ogni pretesto per un ingresso nella guerra\u00bb. D&#8217;altra parte, neanche per Israele \u00e8 un&#8217;iniziativa semplice, prosegue Teti: \u00abGli attacchi iraniani non sono massicci quanto potrebbero, ci\u00f2 nondimeno sono estremamente dispendiosi per i sistemi di difesa israeliani\u00bb. Senza contare i danni alle infrastrutture, alla vita dei civili israeliani e all&#8217;economia. Ma allora, a chi conviene questa guerra? \u00abA nessuno\u00bb afferma Teti, \u00abtranne che a Netanyahu, per calcoli personali e politici\u00bb. La ratio iniziale dell&#8217;attacco, continua lo studioso, \u00abera scongiurare la minaccia dell&#8217;arma atomica, ma sappiamo che a marzo l&#8217;intelligence statunitense aveva informato il Congresso del fatto che l&#8217;Iran non \u00e8 in procinto di ottenere armamenti atomici\u00bb. Inoltre \u00abi negoziati per spingere Teheran ad abbandonare il programma nucleare per usi bellici erano in corso, eppure Israele gioved\u00ec notte ha assassinato anche i negoziatori, un gesto inconcepibile con una reale volont\u00e0 di arrivare a un accordo\u00bb. Quanto agli Stati Uniti, \u00abper l&#8217;ennesima volta in 25 anni, si lasciano trascinare da Israele in un conflitto in Medio Oriente, sebbene dai primi anni Duemila gli analisti alla Casa Bianca affermino che per perseguire i propri interessi, Washington deve rivolgersi all&#8217;Asia orientale, verso la Cina\u00bb. Quindi, se davvero gli Stati Uniti attaccheranno, \u00abvedremo un &#8216;Iraq 2&#8217; con la differenza che l&#8217;Iran \u00e8 estremamente pi\u00f9 grande e popoloso\u00bb. Pi\u00f9 in generale, \u00abil risultato sar\u00e0 una grave destabilizzazione della regione, a partire dall&#8217;Iraq\u00bb, che \u00e8 diventato un alleato chiave degli Stati Uniti nel controllo dei flussi petroliferi e nel contenimento dell&#8217;influenza iraniana. \u00abOggi Baghdad sta collaborando\u00bb, osserva il docente, \u00abad esempio chiudendo il proprio spazio aereo. Ma per quanto potr\u00e0 tenersi fuori dal conflitto?\u00bb. Teti torna poi al titolo del suo libro: la democrazia. Cosa fare per aiutare l&#8217;opposizione iraniana? \u00abCi\u00f2 che andrebbe fatto per tutto Medio Oriente\u00bb replica il docente: \u00abL&#8217;Occidente dovrebbe mettere in pratica quei principi e valori di cui parla. E invece oggi, in Iran come a Gaza\u00bb, conclude Teti, \u00abassistiamo a costanti violazioni del diritto internazionale cos\u00ec come del diritto umanitario\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabbretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Date le dichiarazioni del presidente Trump degli ultimi giorni, non si pu\u00f2 escludere un intervento degli Stati Uniti al fianco di Israele contro l&#8217;Iran ma, \u00aba parte Netanyahu, non ci guadagner\u00e0 nessuno\u00bb. Ne \u00e8 convinto Andrea Teti, professore di Scienze politiche all&#8217;Universit\u00e0 di Salerno e autore del saggio &#8216;Democratisation against Democracy. 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