{"id":1000018623,"date":"2025-06-10T20:31:56","date_gmt":"2025-06-10T23:31:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018623"},"modified":"2025-06-10T20:31:58","modified_gmt":"2025-06-10T23:31:58","slug":"la-fda-approva-il-primo-esame-del-sangue-per-la-diagnosi-di-alzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018623","title":{"rendered":"La FDA approva il primo esame del sangue per la diagnosi di Alzheimer"},"content":{"rendered":"\n<p>Un semplice esame del sangue potr\u00e0 favorire la diagnosi differenziale di Alzheimer nei pazienti statunitensi con i sintomi di una demenza. La FDA ha dato il via libera a un test che rileva nel plasma, la componente liquida del sangue, le tracce delle due proteine identificative della malattia di Alzhimer, la beta-amiloide e la tau. Si tratta del primo esame commerciale a essere approvato contro questa patologia, ma non finir\u00e0 direttamente nelle mani dei pazienti. Sar\u00e0 somministrato dai medici, e in condizioni ben definite. Il test ha il nome commerciale di Lumipulse G pTau217\/\u00df-Amyloid 1-42 Plasma Ratio ed \u00e8 prodotto dalla multinazionale di biotecnologie giapponese Fujirebio diagnostics. \u00c8 un semplice esame del sangue che calcola il rapporto numerico tra i livelli di proteina beta amiloide (quella che aggrega nelle caratteristiche placche neurotossiche) e tau (responsabile dei grovigli neurofibrillari, altri depositi dannosi) rilevati, e li confronta con la presenza o l&#8217;assenza di placche amiloidi evidente dalle scansioni PET. Il test va in cerca di due forme particolari delle due proteine, la pTau217 e la beta-amiloide 1-42. Il nuovo test andr\u00e0 prescritto dai medici a pazienti sopra i 55 anni gi\u00e0 affetti dai sintomi di una demenza, possibilmente dopo che siano gi\u00e0 stati sottoposti a test neuropsicologici per accertare un declino cognitivo e a una scansione cerebrale per escludere la presenza di lesioni da ictus o di un tumore cerebrale. La PET (Tomografia a Emissione di Positroni) \u00e8 una tecnica diagnostica che usa un tracciante radioattivo per analizzare le funzioni metaboliche dei tessuti, ed \u00e8 l&#8217;esame di elezione per la diagnosi di Alzheimer. Questo tipo di scansione permette di visualizzare la deposizione di placche amiloidi nel cervello ed \u00e8 solitamente integrata con l&#8217;analisi del liquido cerebrospinale, il fluido che circonda il cervello e il midollo spinale e che scorre in prossimit\u00e0 dei tessuti cerebrali malati. Se rileva un basso livello di beta-amiloide mentre la PET indica un accumulo di depositi amiloidi nei neuroni della corteccia cerebrale, allora \u00e8 molto probabile ci si trovi in presenza di malattia di Alzheimer. Non sempre per\u00f2 questi esami sono entrambi disponibili: la PET \u00e8 una tecnica diagnostica molto costosa, e l&#8217;analisi del liquor una procedura invasiva che avviene mediante una puntura lombare. Il nuovo test pu\u00f2 rilevare la presenza delle proteine associate all&#8217;Alzheimer e indirizzare i medici alla prescrizione dell&#8217;una o dell&#8217;altra tecnica per confermare la diagnosi. \u00c8 insomma uno strumento in pi\u00f9 per affinare la diagnosi, che non va usato in autonomia ma va integrato alle metodologie gi\u00e0 disponibili. L&#8217;esame ha un&#8217;accuratezza pari a quasi il 92% di quella di una PET o di un esame del liquido cerebrospinale nell&#8217;individuare le persone con Alzheimer. E raggiunge quasi il 97% di specificit\u00e0 rispetto agli altri due esami nel trovare i pazienti non affetti da Alzheimer. In meno del 20% dei casi &#8211; l&#8217;esame \u00e8 stato validato su 499 soggetti &#8211; restituisce un risultato indeterminato. Proprio la sussistenza di falsi positivi o falsi negativi (e i rischi che una diagnosi errata di Alzheimer, o di assenza di esso, potrebbe comportare) impone che il test venga somministrato in unione con altre tecniche diagnostiche. Altri esami del sangue prima d&#8217;ora sono stati usati in contesti di ricerca per rintracciare i biomarcatori dell&#8217;Alzheimer. Quello approvato ora \u00e8 per\u00f2 il primo a ricevere un via libera al commercio, seppure con le limitazioni di cui abbiamo accennato. Il nuovo test permetter\u00e0 a un numero maggiore di pazienti di ricevere una diagnosi accurata per la forma di demenza di cui soffrono &#8211; distinguendo, per esempio, tra Alzheimer, demenza vascolare o demenza a Corpi di Lewy, un&#8217;altra malattia neurogenerativa progressiva. E, con la corretta diagnosi in mano, di affrontare terapie precoci con la nuova generazione di farmaci anti-Alzheimer, in grado di rallentare un poco la progressione della demenza. Escludere dai trattamenti le persone non affette da Alzheimer \u00e8 ugualmente importante: queste terapie possono dare infatti effetti collaterali anche gravi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un semplice esame del sangue potr\u00e0 favorire la diagnosi differenziale di Alzheimer nei pazienti statunitensi con i sintomi di una demenza. 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