{"id":1000018620,"date":"2025-06-10T20:29:41","date_gmt":"2025-06-10T23:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018620"},"modified":"2025-06-10T20:29:44","modified_gmt":"2025-06-10T23:29:44","slug":"in-cina-e-quasi-pronto-il-ponte-piu-alto-del-mondo-supera-i-piu-famosi-grattacieli-del-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018620","title":{"rendered":"In Cina \u00e8 quasi pronto il ponte pi\u00f9 alto del mondo: supera i pi\u00f9 famosi grattacieli del Pianeta"},"content":{"rendered":"\n<p>Si chiamer\u00e0 Huajiang Canyon Bridge e sar\u00e0 il ponte pi\u00f9 alto del mondo. Non in termini di altezza dei piloni, e neanche di altitudine sul livello del mare, ma in relazione alla distanza verticale che l&#8217;impalcato andr\u00e0 a sorvolare: ben 625 metri, ossia quelli che separeranno il piano stradale dal punto pi\u00f9 basso del terreno sottostante, in questo caso il fiume Beipan. A farne un&#8217;eccellenza ingegneristica, in altre parole, \u00e8 il vuoto sotto alla struttura. L&#8217;opera cinese (ben 43 dei 50 ponti sospesi pi\u00f9 \u00abalti\u00bb del pianeta si trovano in Cina) batter\u00e0 di 60 metri l&#8217;attuale detentore del primato, il ponte Duge (565 metri), costruito nel 2016 circa 200 km pi\u00f9 a nord, sempre per oltrepassare il profondo canyon in cui scorre il Beipan. L&#8217;imponente struttura ha richiesto solo tre anni di lavori, a fronte di una spesa di circa 283 milioni di dollari, e sar\u00e0 aperta al traffico entro giugno 2025. L&#8217;impalcato \u00e8 stato ultimato in questi giorni e sar\u00e0 asfaltato, attrezzato e collaudato nelle prossime settimane. Per comprendere l&#8217;altezza vertiginosa che sta gi\u00e0 coprendo, si pu\u00f2 fare un confronto con alcuni tra i pi\u00f9 alti grattacieli del pianeta: l&#8217;One World Trade Center di New York, per esempio, misura \u00abappena\u00bb 541 metri e, tra tutti, solo in tre hanno numeri pi\u00f9 grandi (Il Burj Khalifa di Dubai, 830 metri, il Merdeka 118 di Kuala Lumpur, 680 metri, e la Shanghai Tower, 632). Nel complesso, il ponte sospeso \u00e8 lungo 2.890 metri, con una campata principale di 1.420 e due torri di sostegno alte 262. I cavi, progettati per resistere a venti fortissimi, sono agganciati a un&#8217;imponente travatura in acciaio composta da 93 segmenti per un peso complessivo di circa 22.000 tonnellate. L&#8217;equivalente, per intenderci, di due Torri Eiffel. La scelta di questa soluzione strutturale si \u00e8 resa obbligatoria a causa della morfologia impervia del canyon e delle forti escursioni termiche a quell&#8217;altezza, che generano frequenti turbolenze atmosferiche e condizioni meteorologiche estreme. La precisione nella posa degli elementi modulari, spesso effettuata con gru a cavo sospese nel vuoto, ha richiesto margini d&#8217;errore minimi, inferiori ai due centimetri, ma nonostante le difficolt\u00e0, l&#8217;intero apparato mantiene un profilo sottile ed elegante, studiato per minimizzare l&#8217;impatto visivo e ridurre l&#8217;impiego di materiale mantenendo allo stesso tempo la massima efficienza strutturale. Nonostante le difficolt\u00e0 logistiche e ambientali, i lavori sono terminati in anticipo rispetto alle previsioni. Ci\u00f2 grazie al controverso sistema decisionale cinese, che consente di velocizzare al massimo autorizzazioni e cantieri, riducendo i controlli ecologici e le opposizioni locali. Basti pensare che progetti simili, in Occidente, richiederebbero dai cinque ai dieci anni per essere completati. Un esempio recente \u00e8 quello del ponte Gordie Howe, tra Detroit e Windsor, che sar\u00e0 alto 220 metri e che verr\u00e0 inaugurato anch&#8217;esso nei prossimi mesi, dopo oltre sette anni di lavori. L&#8217;approccio \u00abtop-down\u00bb di Pechino, che unisce investimenti pubblici massicci e pianificazione centralizzata, consente invece di avviare rapidamente infrastrutture anche in aree remote. Inoltre, la forza lavoro impiegata in cantieri come questo pu\u00f2 arrivare a diverse migliaia di tecnici e operai, con turni estenuanti, spesso in condizioni \u00abestreme\u00bb di lavoro, per rispettare le tempistiche fissate dai piani di sviluppo. L&#8217;obiettivo del Huajiang Canyon Bridge \u00e8 connettere pi\u00f9 rapidamente i centri urbani di Guiyang, Anshun e Qianxinan, riducendo i tempi di percorrenza via terra da oltre un&#8217;ora a una manciata di minuti. Secondo le autorit\u00e0 locali, l&#8217;opera stimoler\u00e0 l&#8217;integrazione economica del sud-ovest della Cina, potenziando anche il turismo in una delle regioni pi\u00f9 spettacolari, ma meno accessibili, del Paese. Oltre al traffico locale, il ponte rientra in una pi\u00f9 ampia strategia di collegamento tra l&#8217;entroterra e le grandi vie commerciali, come le nuove rotte logistiche interne connesse alla cosiddetta \u00abNuova via della seta\u00bb (Belt and Road Initiative). Dal punto di vista paesaggistico, infine, il profilo slanciato del ponte \u00e8 stato pensato per adattarsi al contesto naturale, evitando l&#8217;installazione di piloni nel letto del fiume e cercando di minimizzare l&#8217;impatto sulla biodiversit\u00e0 del canyon. In questo modo, l&#8217;opera mira anche a diventare un simbolo dell&#8217;equilibrio \u2013 almeno apparente \u2013 tra il progresso ingegneristico e la tutela del paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valtieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiamer\u00e0 Huajiang Canyon Bridge e sar\u00e0 il ponte pi\u00f9 alto del mondo. 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