{"id":1000018549,"date":"2025-06-09T08:41:51","date_gmt":"2025-06-09T11:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018549"},"modified":"2025-06-09T08:41:53","modified_gmt":"2025-06-09T11:41:53","slug":"alcaraz-e-il-numero-1-dellaltro-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018549","title":{"rendered":"Alcaraz \u00e8 il numero 1 dell&#8217;altro mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Terra chiama Sinner, risponde Alcaraz. Perch\u00e9 la terra \u00e8 sua, solo sua. Il Roland Garros \u00e8 un pianeta abitato da un solo alieno. Invaso dagli ultracorpi, per cinque ore e mezza (la pi\u00f9 lunga della storia dello Slam francese), e infine arreso \u2013 s\u00ec, il campo targato Nadal \u2013 al suo nuovo signore e padrone. Monsieur Alcar\u00e0z. 4-6, 6-7, 6-4, 7-6 7-6, cinque set con super tie-break che passeranno allo storia. \u00abUna partita epica\u00bb, la racconteranno cos\u00ec ai bambini del futuro la prima finale Slam di Sinner e Alcaraz. E useranno i nomi-grimaldello: Nadal, Federer. La grammatica \u00e8 quella. Il numero 1 del mondo battuto dal numero uno dell&#8217;altro mondo. Nessuno sconfitto, nella festa del tennis.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 aveva vinto anche Sinner. Aveva vinto quando, avanti di due set, s&#8217;era spinto a brekkare il rivale in apertura del terzo. Alcaraz invece s&#8217;era rialzato come gli zombie dei videogiochi. Alcaraz, the last of us: contro-break e break successivo. Una mazzata. Sul 5-3 Alcaraz andava a servire per prendersi il set della resurrezione eventuale. Ma Sinner glielo scippava, per quella vecchia, lisa, storia del fuoriclasse che colpisce quando deve, annusa il momento, lo percepisce. Il problema \u00e8 che Alcaraz \u00e8 fatto della sostanza, per cui chiudeva il successivo game, e il set, lasciando a Sinner uno 0 in battuta. 6-4, e quarto set.<\/p>\n\n\n\n<p>E aveva vinto, Sinner \u2013 stavolta pareva vero! \u2013 quando accumulava tre match point di fila, sul 5-3. Macch\u00e9: tutto annullato. Poi contro-break sul 4-5. E poi il tie-break, un mini-riassunto della tenzone: Sinner scatta 2-0 e l&#8217;altro risponde con due ace e 4-2. Tutto cos\u00ec. Sempre cos\u00ec. Il quinto set era l&#8217;unico epilogo ammissibile. E tutti sapevano come sarebbe finito. E quindi nessuno poteva saperlo davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinner preso a palle corte sui crampi, a volee in tuffo. Senza mai mollare, solo trascinando la battaglia, con colpi ancora irreali per fatica e precisione, fino al risultato inevitabile, che non lo era \u2013 e figurarsi: contro-break al decimo gioco, dalla sconfitta a 6-5. E poi vicinissimo al 7-5 della gloria. E poi al super tie-break. E poi nella \u00abbolla Alcaraz\u00bb: un universo di vincenti, in cui niente pu\u00f2 andare storto mai. Fino a raggranellare 7 match point, usando il primo. Un vincitore, nessun perdente.<\/p>\n\n\n\n<p>E dunque Alcaraz back-to-back a Parigi: dal 2000 c&#8217;erano riusciti solo Guga Kuerten, e guarda un po&#8217; Rafa Nadal. Alcaraz al quinto Slam in carriera. Alcaraz in serie aperta di 14 vittorie consecutive al Roland Garros (non perde dalla semifinale 2023 contro Djokovic). In carriera Sinner ha vinto solo un torneo sulla maledetta terra, a Umago 2022. L&#8217;avversario in finale era, e chi senn\u00f2, Carlos Alcaraz. Veniva da quattro sconfitte di fila, con lui: l&#8217;ultima volta l&#8217;aveva battuto in una semifinale di Pechino, nel lontano 2023. Ma \u2013 ribadiamo \u2013 Sinner aveva vinto, prima di perdere di nuovo. Eccola spiegata, in due parole, tutta l&#8217;epica del caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l&#8217;unico atto non scontato di questo sport, questa finale. Il duello prefigurato per sete da tutti i tifosi del tennis. Alcaraz di l\u00e0, il mostro finale di Sinner in attesa che la stagione del veloce rimescoli le carte, a uso e consumo (soprattutto tantissimo consumo) vicendevole: in alimentazione costante, entrambi. S&#8217;era preso Roma, Alcaraz. E Sinner gliel&#8217;aveva promessa: ci rivediamo a Parigi. Trasformando oggettivamente tutto il resto del ranking in un cast di supporto, figuranti mandati al massacro. Gli avversari ridotti ormai a ceto medio riflessivo: restano ammirati, per lo pi\u00f9, mentre s&#8217;affannano a contrastarli a &#8216;sti due. A volte poi sorridono, nel mezzo del cammin della sconfitta. E corrono in conferenza stampa ad ammettere l&#8217;ineluttabilit\u00e0 della ennesima lezione ricevuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa finale era \u00abil\u00bb finale. Un posto unico al mondo con pochissime repliche, in cui la superiorit\u00e0 non pu\u00f2 dirsi manifesta. Diventa una questione di inezie, centimetri, un vincente in pi\u00f9 o in meno, infinitesimi gradi di separazione. Se cercate un pattern, fatevene una ragione: sono esseri umani saltuariamente fallibili, nessun segreto industriale da rubare. Questi due non perdono, al massimo si battono tra loro. Una percezione condivisa. Come si batte Sinner? Lo sa solo Alcaraz. Come si batte Alcaraz sulla terra? Non lo sa nemmeno Sinner. Per ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Piccirillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terra chiama Sinner, risponde Alcaraz. Perch\u00e9 la terra \u00e8 sua, solo sua. Il Roland Garros \u00e8 un pianeta abitato da un solo alieno. Invaso dagli ultracorpi, per cinque ore e mezza (la pi\u00f9 lunga della storia dello Slam francese), e infine arreso \u2013 s\u00ec, il campo targato Nadal \u2013 al suo nuovo signore e padrone. 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