{"id":1000018513,"date":"2025-06-09T08:23:49","date_gmt":"2025-06-09T11:23:49","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018513"},"modified":"2025-06-09T08:23:51","modified_gmt":"2025-06-09T11:23:51","slug":"la-chimica-del-blu-egizio-abbiamo-riscoperto-la-formula-e-la-useremo-per-molto-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018513","title":{"rendered":"La chimica del blu egizio: abbiamo riscoperto la formula (e la useremo per molto altro)"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli Egizi, a partire dal 2600 a.C., furono i primi a creare un pigmento sintetico: il \u00abblu egizio\u00bb (un silicato di rame e calcio). Lungo le rive del Nilo questo prezioso colore (associato al cielo, quindi divino) veniva usato per dipingere templi, statue, papiri e sarcofagi, considerandolo un&#8217;alternativa pi\u00f9 economica alle tinte derivate dalla lavorazione dei lapislazzuli e della pietra turchese che ridotti in polvere davano il blu e l&#8217;azzurro. Il segreto della composizione del blu egizio and\u00f2 perduto nel tempo: i Romani ne fecero un uso sporadico, ma gi\u00e0 in epoca medievale and\u00f2 in disuso. Oggi, una ricerca pubblicata su Sciencedaily spiega come \u00e8 stata riscoperta la formula del blu egizio, grazie a una collaborazione tra la Washington State University, il Carnegie Museum of Natural History e lo Smithsonian. I ricercatori hanno ricreato il pigmento sperimentando 12 diverse formulazioni, combinando silice, rame, calcio e carbonato di sodio, e cuocendo il tutto a circa 1.000 \u00b0C fino a 11 ore. I risultati? Il pigmento ottenuto variava dal blu intenso al grigio-verde, e bastava solo il 50% di componenti \u00abattivi\u00bb per ottenere il colore desiderato. \u00ab\u00c8 un materiale molto eterogeneo\u00bb, spiega il professor John McCloy, \u00abanche piccole variazioni nel processo produttivo portano a risultati diversi\u00bb. Ma perch\u00e9 tanto interesse per un colore antico? Un pigmento nato per decorare templi potrebbe contribuire allo sviluppo di dispositivi di sicurezza utili in ambito forense. Emana luce nel vicino infrarosso, invisibile all&#8217;occhio umano ma utilissima per tecnologie come la rilevazione delle impronte digitali o gli inchiostri anticlonazione (non visibili a occhio nudo, ma che si rivelano attraverso l&#8217;utilizzo di una fonte di luce ultravioletta). Inoltre, ha una struttura chimica simile ai materiali superconduttori per alte temperature.<\/p>\n\n\n\n<p>Paola Panigas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Egizi, a partire dal 2600 a.C., furono i primi a creare un pigmento sintetico: il \u00abblu egizio\u00bb (un silicato di rame e calcio). 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