{"id":1000018140,"date":"2025-06-01T21:26:24","date_gmt":"2025-06-02T00:26:24","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018140"},"modified":"2025-06-01T21:26:26","modified_gmt":"2025-06-02T00:26:26","slug":"giornata-mondiale-dellambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018140","title":{"rendered":"GIORNATA MONDIALE DELL\u2019AMBIENTE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Cambiamento climatico: il digitale che gli italiani&nbsp;non usano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Secondo la ricerca \u00ab&nbsp;Sustainable Environment&nbsp;\u00bb gli italiani sono&nbsp;preoccupati per l&#8217;ambiente,<br>ma 5 su 6 non sfruttano la tecnologia disponibile<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><em>1 italiano su 4 ritiene che siano differibili alle prossime generazioni i temi legati al cambiamento climatico<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>I Millennials (31%) sono i pi\u00f9 attendisti, convinti che ci sia ancora tempo per affrontare il problema climatico<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>Il 77% Baby Boomer, al contrario, ritiene che il problema del cambiamento climatico non sia pi\u00f9 procrastinabile<\/em><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>In occasione della Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente del 5 giugno, l\u2019Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale &#8211; la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilit\u00e0 digitale nei suoi impatti ambientali, economici e sociali &#8211;&nbsp; presenta oggi i risultati della ricerca \u201cSustainable Environment 2025\u201d. La ricerca di quest\u2019anno ha analizzato e messo a confronto le percezioni e i comportamenti di 4 generazioni di italiani &#8211; Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni) &#8211; sul ruolo della tecnologia come strumento di sostenibilit\u00e0 in relazione alla conservazione dell\u2019ambiente e al contrasto al cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cI risultati della ricerca mostrano come il nostro Paese sia ancora poco preparato ad affrontare la grande sfida ambientale che ci riguarda tutti.\u201d&nbsp;<\/em>\u2013 ha affermato<strong>&nbsp;Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale.<\/strong><em>&nbsp;\u201cQuesto scenario \u00e8 preoccupante e sottolinea l\u2019urgenza, da parte delle Istituzioni, di supportare i cittadini attraverso un\u2019adeguata formazione e la messa a disposizione degli strumenti tecnologici e culturali necessari. Purtroppo, finora le Istituzioni stanno dimostrando carenza sia di impegno concreto sia di una visione strategica efficace.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca: dati complessivi<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cambiamento climatico: quale consapevolezza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca mette in evidenza come non sia affatto scontato che l\u2019ambientalismo e la lotta al cambiamento climatico siano appannaggio dei pi\u00f9 giovani. Anzi, i dati raccolti mettono in evidenza come la percezione della gravit\u00e0 della crisi ambientale superi le barriere generazionali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>quasi\u00a0<strong>un italiano su quattro (circa il 27%) continua a pensare che il cambiamento climatico<\/strong>, per quanto grave,<strong>\u00a0non richieda un intervento urgente e immediato<\/strong>. Un dato significativo, ma ancora pi\u00f9 preoccupante se consideriamo che, contrariamente alle aspettative, questa percentuale non migliora tra i giovani.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>i Millennials (31%) guidano una visione attendista<\/strong>, convinti che ci sia ancora tempo per affrontare il problema.<\/li>\n\n\n\n<li>tra i giovanissimi della\u00a0<strong>Generazione Z<\/strong>\u00a0la situazione non \u00e8 migliore. Il\u00a0<strong>27%<\/strong>, esattamente in linea con la media delle altre generazioni,<strong>\u00a0ritiene ancora possibile agire con calma<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>i Baby Boomers\u00a0<\/strong>mostrano una sensibilit\u00e0 lievemente maggiore al cambiamento climatico, con\u00a0<strong>il 77% che dichiara il problema non pi\u00f9 procrastinabile.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Rapporto con la tecnologia: gli ambientalisti i pi\u00f9 spaventati, ma non tra i pi\u00f9 giovani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Coloro i quali hanno visioni ambientaliste pi\u00f9 radicate tendono ad essere pi\u00f9 diffidenti e spaventati nei confronti della tecnologia. Esiste per\u00f2 una marcata differenza se si analizza il dato da una prospettiva generazionale: nelle generazioni pi\u00f9 giovani (Generazione Z e Millennials) chi esprime maggiore vicinanza a posizioni ambientaliste tende anche ad essere pi\u00f9 digitalizzato. Al contrario, nelle generazioni pi\u00f9 mature (Generazione X e Baby Boomers), l\u2019ambientalismo spesso si accompagna ad una forte diffidenza verso le soluzioni digitali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>App ambientali: quanto le usiamo davvero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le tecnologie digitali possono aiutare a vivere in modo pi\u00f9 sostenibile e rispettoso del pianeta, soprattutto nella gestione dei rifiuti e nel monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente. Ma quanto sono davvero conosciute e usate queste app? I dati raccontano un\u2019Italia ancora poco digitale su questo fronte, anche se con qualche segnale positivo tra i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>App per l\u2019assistenza nella raccolta differenziata(<em>ad esempiocon indicazioni su come differenziare<\/em>)<strong>:<\/strong>&nbsp;<strong>solo il 17% degli italiani usa app<\/strong>&nbsp;per la raccolta differenziata (6% regolarmente, 11% saltuariamente),&nbsp;<strong>mentre l\u201983% non le utilizza<\/strong>. L\u2019adozione cresce tra le generazioni pi\u00f9 giovani: la Gen Z \u00e8 la pi\u00f9 attiva (25%), seguita da Gen X (18%), Baby Boomer (12%) e Millennial (9%). Tra i Boomer, il 59% non conosce queste app, ma quando le scopre, circa la met\u00e0 inizia a usarle almeno saltuariamente. Il vero ostacolo, quindi, non \u00e8 la mancanza di interesse, ma la scarsa informazione e le competenze digitali insufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p>App per la prenotazione del ritiro di rifiuti ingombranti<em>:<\/em>&nbsp;queste app non sono ancora molto diffuse.&nbsp;<strong>Il 79% degli italiani, infatti, non le utilizza, e solo il 7% lo fa regolarmente<\/strong>. I giovani della Gen Z sono i pi\u00f9 attivi nell\u2019uso saltuario (19%), ma usano queste app in modo continuativo solo nel 5% dei casi, una percentuale molto bassa, superata solo dai Baby Boomer. Le persone tra i 40 e i 50 anni mostrano un approccio pi\u00f9 pratico: l\u20198% le usa con costanza, soprattutto quando il servizio \u00e8 utile e immediato (come il ritiro gratuito a domicilio), dimostrando una maggiore tolleranza verso&nbsp;i diversi&nbsp;passaggi burocratici.<\/p>\n\n\n\n<p>App per prenotare l\u2019accesso all\u2019isola ecologica<strong><em>:&nbsp;<\/em><\/strong><strong>non \u00e8 utilizzata dall\u201986% degli italiani,&nbsp;<\/strong>mentre a<strong>&nbsp;servirsene regolarmente \u00e8 solo il 5% dei nostri connazionali.&nbsp;<\/strong>La conoscenza di queste app \u00e8 particolarmente bassa tra gli over 60, con il 54% dei Baby Boomer che dichiara di non conoscerle, rispetto al 37% dei Millennials, al 38% della Gen X e al 30% della Gen Z. Tra i pi\u00f9 giovani, l\u2019interesse \u00e8 maggiore: il 17% le usa occasionalmente, ma solo il 7% le utilizza come routine quotidiana. Tra i Baby Boomer, invece, solo il 2% ne fa un uso abituale, il valore pi\u00f9 basso tra tutte le generazioni considerate, mentre Gen Z e Millennials si attestano al 5% e la Gen X al 7%.<\/p>\n\n\n\n<p>App che controllano la qualit\u00e0 dell\u2019acqua<strong>:<\/strong>&nbsp;<strong>sono utilizzate regolarmente solo dal 2% della popolazione e raramente dell\u20198% degli intervistati.&nbsp;<\/strong>I Baby Boomer sono i meno informati, con il 63% che non conosce queste app, seguiti dalla Gen X (48%), Millennials (41%) e Gen Z (37%). Tra i giovani sotto i 28 anni, il 75% sa che esistono, ma solo il 4% le usa regolarmente. Tra gli over 60, il 63% non le conosce e solo l\u20191% le utilizza con continuit\u00e0. Inoltre, il 14% dei pi\u00f9 giovani conosce l\u2019app ma non la pu\u00f2 usare perch\u00e9 non \u00e8 disponibile nella propria zona, segnalando una carenza di soluzioni locali e una comunicazione frammentata.<\/p>\n\n\n\n<p>App che controllano la qualit\u00e0 dell\u2019aria:&nbsp;<strong>sono utilizzate regolarmente solo dal 3% della popolazione e raramente dell\u20199% degli intervistati.&nbsp;<\/strong>Tra i Baby Boomer, il 59% non le conosce, il doppio rispetto al 30% della Gen Z. Quando la preoccupazione per l\u2019ambiente \u00e8 pi\u00f9 alta, aumenta l\u2019uso occasionale delle app (15% Gen Z, 10% Millennials), ma l\u2019uso quotidiano resta basso (6% Gen Z, 3% Millennials). Tra gli over 60, il 59% non ne ha mai sentito parlare e solo il 3% le usa regolarmente. L\u2019interesse per l\u2019ambiente cresce dopo i 30 anni, ma non si traduce in un maggiore uso delle app, probabilmente a causa di problemi come la difficolt\u00e0 d\u2019uso e l\u2019offerta digitale frammentata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Generazioni e ambiente fra tecnologia, valori e comportamenti concreti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca dell\u2019Osservatorio evidenzia come i pi\u00f9 giovani, come la Generazione Z, riescano a trasformare in modo coerente i valori ambientali in azioni concrete. Al contrario, nelle generazioni pi\u00f9 adulte, come i Baby Boomer, si rileva una distanza tra ci\u00f2 che si considera importante e ci\u00f2 che si fa realmente nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Per i pi\u00f9 giovani rappresenta un alleato naturale per la sostenibilit\u00e0, mentre per le generazioni pi\u00f9 mature, resta spesso una risorsa difficile da utilizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito, vengono descritti i diversi atteggiamenti delle quattro generazioni riguardo ai temi ambientali e all\u2019uso degli strumenti digitali per affrontarli:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GenZ:<\/strong>&nbsp;Per la Generazione Z il cambiamento climatico \u00e8 un problema molto serio, da affrontare subito. Sentono una responsabilit\u00e0 personale e cercano di vivere in modo sostenibile ogni giorno. Usano la tecnologia per informarsi, studiare e fare scelte pi\u00f9 ecologiche. App e strumenti digitali li aiutano a ridurre il loro impatto sull\u2019ambiente. Per loro, la tecnologia \u00e8 un aiuto importante per costruire un futuro migliore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Millennial:<\/strong>&nbsp;I Millennial sanno che il cambiamento climatico \u00e8 un problema serio e urgente, ma fanno fatica a trasformare questa consapevolezza in azioni quotidiane. Vedono la sostenibilit\u00e0 come un valore importante, ma ancora un po\u2019 lontano dalla loro vita di tutti i giorni. Usano spesso la tecnologia, ma pi\u00f9 per comodit\u00e0 che per motivi ambientali. Cominciano per\u00f2 a capire che il digitale pu\u00f2 aiutarli a vivere in modo pi\u00f9 sostenibile. App e strumenti per ridurre sprechi e consumi sono usati, ma non sempre con costanza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GenX:<\/strong>&nbsp;La Generazione X sa che il cambiamento climatico \u00e8 un problema serio, ma questa consapevolezza non si riflette sempre nelle scelte di tutti i giorni. Usano la tecnologia soprattutto per semplificare la vita, non tanto per motivi ambientali. Anche se riconoscono che il digitale potrebbe aiutare l\u2019ambiente, non lo usano attivamente in questo senso. Le app per la sostenibilit\u00e0 sono poco conosciute o poco utilizzate. Per ora, danno pi\u00f9 importanza alla praticit\u00e0 che all\u2019impatto a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Baby Boomer:<\/strong>&nbsp;i Baby Boomer riconoscono che il cambiamento climatico \u00e8 un problema reale, ma spesso non lo considerano una priorit\u00e0 rispetto ad altri temi. Usano la tecnologia con cautela e solo per bisogni essenziali, come comunicare o informarsi. L\u2019uso di strumenti digitali per la sostenibilit\u00e0 \u00e8 molto limitato, anche perch\u00e9 li trovano poco accessibili o troppo complicati. Capiscono che il digitale potrebbe aiutare, ma non si sentono abbastanza sicuri per usarlo. Se le tecnologie fossero pi\u00f9 semplici e adatte a loro, sarebbero pi\u00f9 motivati a contribuire in modo attivo alla tutela dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Metodologia utilizzata<\/u><\/strong><strong>:<\/strong>&nbsp;la rilevazione dei dati \u00e8 stata effettuata dall\u2019Istituto Piepoli, che a marzo 2025 ha raccolto 1804 interviste con modalit\u00e0 CATI\/CAMI su un campione rappresentativo di cittadini italiani e suddivisi in 4 cluster: Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Digital Sustainability Index<sup>TM<\/sup>&nbsp;(DiSI):<\/u><\/strong><strong>&nbsp;&nbsp;<\/strong>\u00e8 un indice che misura il livello di consapevolezza dell\u2019utente nell\u2019uso delle tecnologie digitali quali strumenti di sostenibilit\u00e0. Serve cio\u00e8 per misurare le correlazioni tra tre elementi dell\u2019individuo: il livello di digitalizzazione, inteso come rapporto tra la propria competenza percepita e quella desumibile da fattori oggettivi; il livello di sostenibilit\u00e0, inteso come il rapporto tra consapevolezza sul tema nelle sue dimensioni ambientale, economica e sociale ed i conseguenti atteggiamenti e comportamenti; il livello di sostenibilit\u00e0 digitale, inteso come la propensione dell\u2019individuo ad utilizzare consapevolmente le tecnologie digitali come strumenti a supporto della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella costruzione dell\u2019indice si sono considerati quattro profili di popolazione caratterizzati da specifiche attitudini verso il digitale e verso la sostenibilit\u00e0, che danno luogo a quattro quadranti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Sostenibili digitali: ossia coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti orientati alla sostenibilit\u00e0 ed usano gli strumenti digitali;<\/li>\n\n\n\n<li>Sostenibili analogici: ossia coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti orientati alla sostenibilit\u00e0 ma non usano gli strumenti digitali;<\/li>\n\n\n\n<li>Insostenibili digitali: ossia coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti non orientati alla sostenibilit\u00e0, ma usano strumento digitali;<\/li>\n\n\n\n<li>Insostenibili analogici: ossia coloro i quali hanno atteggiamento e comportamenti non orientati alla sostenibilit\u00e0, n\u00e9 usano strumento digitali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Digital Sustainability Index<sup>TM<\/sup>&nbsp;(DiSI)&nbsp;\u00e8 un marchio registrato della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Informazioni su Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale:<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale \u00e8 la pi\u00f9 importante Fondazione di Ricerca in Italia che analizza le correlazioni tra trasformazione digitale e sostenibilit\u00e0 con l\u2019obiettivo di supportare istituzioni e imprese nella costruzione di un futuro migliore. La sua mission \u00e8 quella di studiare le dinamiche indotte dalla trasformazione digitale, con particolare riferimento agli impatti sulla sostenibilit\u00e0 ambientale, culturale, sociale ed economica. In quest\u2019ottica la Fondazione sviluppa attivit\u00e0 di ricerca, fornisce letture ed interpretazioni della trasformazione digitale, offre indicazioni operative per gli attori coinvolti, intercetta i trend del cambiamento e ne analizza gli impatti rispetto allo sviluppo sostenibile. La Fondazione agisce attraverso una struttura costituita da esperti indipendenti, istituzioni, imprese e universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai soci e partner della Fondazione si affianca la Rete delle Universit\u00e0 che costituisce il sistema di competenze al quale fa riferimento la Fondazione per lo sviluppo dei suoi progetti e che rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni ed aziende nello sviluppo di progetti e di attivit\u00e0 dedicati alla sostenibilit\u00e0 digitale. Tra le Universit\u00e0 che fanno parte della Rete,&nbsp;l\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma, l\u2019Universit\u00e0 di Pavia, l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Cagliari, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste, l\u2019Universit\u00e0 di Perugia, L\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia, l\u2019Universit\u00e0 di Siena, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, l\u2019Istituto di Studi Politici \u201cS. Pio V\u201d, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Sassari, l\u2019Universit\u00e0 di Padova VSIX, l\u2019Universit\u00e0 del Salento, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia, l\u2019Alma Mater Studiorum di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Castellazzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambiamento climatico: il digitale che gli italiani&nbsp;non usano Secondo la ricerca \u00ab&nbsp;Sustainable Environment&nbsp;\u00bb gli italiani sono&nbsp;preoccupati per l&#8217;ambiente,ma 5 su 6 non sfruttano la tecnologia disponibile In occasione della Giornata Mondiale dell\u2019Ambiente del 5 giugno, l\u2019Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale &#8211; la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000018141,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[391,42],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000018140","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ambiente","8":"category-ecologia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/polop.png?fit=1000%2C647&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000018140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000018140"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000018140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000018142,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000018140\/revisions\/1000018142"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000018141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000018140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000018140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000018140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}