{"id":1000018054,"date":"2025-05-30T18:07:36","date_gmt":"2025-05-30T21:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018054"},"modified":"2025-05-30T18:07:38","modified_gmt":"2025-05-30T21:07:38","slug":"a-genova-fonarcom-esplora-rischi-e-potenzialita-dellia-nel-mondo-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018054","title":{"rendered":"A Genova Fonarcom esplora rischi e potenzialit\u00e0 dell&#8217;Ia nel mondo del lavoro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo un rapporto della Commissione Europea, entro il 2030 oltre la met\u00e0 delle professioni richieder\u00e0 competenze digitali avanzate. Un report del World economic forum prevede che entro la fine del decennio, da un lato, si assister\u00e0 alla creazione di circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro, legati direttamente o indirettamente all&#8217;intelligenza artificiale, ma dall&#8217;altro si rischia di assistere alla scomparsa di circa 92 milioni di posti di lavoro. E&#8217; attorno alla dicotomia tra rischi e opportunit\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale sul posto di lavoro che si sviluppa l&#8217;incontro \u00abLa sanzione etica \u2013 Trasparenza, rischi e soluzioni dei nuovi divieti in tema di AI\u00bb, promosso dal fondo interprofessionale FonARCom, stamattina a Genova, ai Magazzini del cotone, in occasione del Festival del Lavoro, di cui FonARCom \u00e8 main sponsor. Come regolamentare l&#8217;intelligenza artificiale sul lavoro senza lasciare indietro nessuno? Punto di partenza imprescindibile \u00e8 l&#8217;AI Act, il nuovo regolamento europeo che disciplina l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale, introducendo divieti per le applicazioni ad alto rischio, obblighi di trasparenza e sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato per le imprese non conformi. Uno dei passaggi pi\u00f9 significativi \u00e8 l&#8217;obbligo di formazione per i lavoratori, in vigore dal 2 febbraio 2025, rivolto a tutte le aziende che progettano, integrano o semplicemente utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Il magistrato della sezione Lavoro del Tribunale di Palermo, Giuseppe Tango, sottolinea che \u00abil diritto del lavoro \u00e8 destinato a inseguire il cambiamento organizzativo che si situa a valle, a sua volta, del progresso tecnologico. L&#8217;intelligenza artificiale non ha costituito una deviazione da questo consolidato paradigma e, in un brevissimo lasso di tempo, si \u00e8 imposta trasversalmente, non solo nel laboratorio delle piattaforme digitali, ma anche nelle tradizionali lavorazioni classiche\u00bb. Per il togato, \u00abla partita da giocarsi sar\u00e0 nell&#8217;ambito della deriva algocratica. E, in questo caso, efficaci antidoti saranno sicuramente una normazione, una regolamentazione legislativa gi\u00e0 europea, ma ora anche italiana, e sicuramente la salvaguardia di una riserva di umanit\u00e0\u00bb. E&#8217; l&#8217;avvocato giuslavorista Fabrizio Di Modica a ricordare che \u00abla Comunit\u00e0 europea ha gi\u00e0 normato tutta la questione legata all&#8217;intelligenza artificiale con l&#8217;AI act, indicando le linee guida, i divieti, le sanzioni e anche alcuni obblighi legati all&#8217;importantissimo problema dell&#8217;alfabetizzazione\u00bb. Ma cosa succeder\u00e0 in Italia? \u00abIl lungo iter di approvazione\u00bb di una normativa italiana sta scontando dei ritardi, rileva l&#8217;avvocato, dovuti ad \u00abalcune incongruenze terminologiche, ma anche altri problemi legati all&#8217;eccessivo peso che questo ddl avrebbe su alcuni tipi di professioni che sono molto importanti, come quelle sanitarie, professioni intellettuali, la giustizia. Infine, altri problemi legati ad alcune autorit\u00e0 di governance\u00bb. Se i problemi terminologici sembrano ormai superati, lo stesso non si pu\u00f2 dire per gli altri. \u00abIl nuovo che insegue il nuovo gi\u00e0 ha dei problemi seri legati al fatto che la tecnologia si muove molto pi\u00f9 rapidamente dell&#8217;iter normativo- rileva Di Modica- ma oggi incontriamo l&#8217;ulteriore problema, forse il pi\u00f9 gravoso, della necessit\u00e0 di adeguarsi ad alcune linee guida, la cui soluzione ad oggi non sembra ancora certa. Si parla di un&#8217;evoluzione del testo per il 5 giugno: stiamo a vedere che cosa succeder\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ALESSI: \u00abLA NORMATIVA UE A VOLTE HA DIFFICOLT\u00c0 AD ARMONIZZARSI CON LA LOCALE\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 fiducioso il presidente dell&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo, Antonino Alessi. \u00abAbbiamo una normativa europea che alcune volte ha difficolt\u00e0 ad armonizzarsi con quella locale\u2013 ammette- ma abbiamo gi\u00e0 gli strumenti per la gestione dell&#8217;intelligenza artificiale. Basta mutuare alcune norme -penso all&#8217;81\/08 per la sicurezza degli ambienti di lavoro- e adattarle alla sicurezza degli ambienti virtuali ove opera l&#8217;intelligenza artificiale\u00bb. Insomma, aggiunge Alessi, \u00abc&#8217;\u00e8 gi\u00e0 nel nostro passato uno strumento che dobbiamo semplicemente adattare e utilizzare per gestire gli ambienti virtuali e legati all&#8217;intelligenza artificiale in sicurezza\u00bb. \u00c8 anche un modo per dire al mondo del lavoro che non c&#8217;\u00e8 bisogno di spaventarsi pi\u00f9 di tanto dall&#8217;ingresso a piedi pari dell&#8217;intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. \u00abNon c&#8217;\u00e8 bisogno di demonizzare gli strumenti che ci vengono messi a disposizione da un futuro che, ormai, \u00e8 presente- conclude Alessi- non preoccupiamoci oltremodo: queste possono essere ulteriori opportunit\u00e0 per i professionisti che si vogliono specializzare nella gestione della sicurezza virtuale e dell&#8217;intelligenza artificiale, con percorsi gi\u00e0 in parte tracciati che dobbiamo semplicemente adattare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simone D&#8217;Ambrosio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo un rapporto della Commissione Europea, entro il 2030 oltre la met\u00e0 delle professioni richieder\u00e0 competenze digitali avanzate. 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