{"id":1000018025,"date":"2025-05-30T16:58:53","date_gmt":"2025-05-30T19:58:53","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018025"},"modified":"2025-05-30T16:58:55","modified_gmt":"2025-05-30T19:58:55","slug":"eseguito-con-successo-il-primo-trapianto-di-vescica-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000018025","title":{"rendered":"Eseguito con successo il primo trapianto di vescica al mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Un gruppo di chirurghi in California ha portato a termine, dopo quattro anni di lavoro, il primo trapianto di vescica su un paziente in vita, un intervento particolarmente complesso considerato un traguardo per la medicina. Il ricevente, un 41enne sopravvissuto a una forma aggressiva di cancro all&#8217;apparato urinario e condannato alla dialisi, sta bene, ha recuperato la funzionalit\u00e0 renale ed \u00e8 in grado di urinare da solo, anche se i rischi connessi all&#8217;intervento non possono dirsi superati. I dettagli e le potenzialit\u00e0 dell&#8217;intervento per i pazienti con problemi gravi e cronici alla vescica sono stati descritti in un comunicato stampa dell&#8217;Universit\u00e0 della California di Los Angeles. Prima di diventare il candidato perfetto per inaugurare una nuova era dei trapianti, Oscar Larrainzar aveva perso gran parte della propria vescica in un intervento per rimuovere una forma rara di tumore. La porzione rimanente era troppo piccola e compromessa per funzionare: se di norma una vescica adulta, a riempimento completo, pu\u00f2 contenere 300-400 millilitri di urina, quella di Larrainzar arrivava a tenere appena 30 millilitri di pip\u00ec. L&#8217;uomo aveva perso anche entrambi i reni a causa di una malattia renale avanzata e di un tumore, ed era in dialisi (una terapia per rimuovere le sostanze di scarto dal corpo quando i reni non funzionano) da sette anni. La dialisi iniziava a non fare pi\u00f9 effetto e un eccesso di fluidi andava accumulandosi nel suo corpo. Inoltre ampie quantit\u00e0 di tessuto cicatriziale nella zona addominale impedivano di ricorrere ad altre soluzioni per sostituire la vescica mancante. Fino a oggi, per i pazienti la cui vescica era stata rimossa chirurgicamente erano previste procedure di diversione urinaria, cio\u00e8 soluzioni per deviare il flusso dell&#8217;urina dalla vescica verso una nuova via di uscita &#8211; o verso un&#8217;apertura cutanea (stoma) o verso un serbatoio interno ottenuto convertendo a un nuovo scopo una porzione di intestino. Interventi di questo tipo creano complicanze nell&#8217;80% dei casi: tra le pi\u00f9 frequenti vi sono infezioni urinarie, perdita progressiva della funzione renale e nuovi problemi digestivi dati dalla riduzione del tratto intestinale. Alla base, il fatto che i microbiomi di intestino e apparato urinario non potrebbero essere pi\u00f9 differenti. Il trapianto \u00e8 avvenuto nell&#8217;UCLA (University of California, Los Angeles) Medical Center il 4 maggio, grazie a un&#8217;equipe guidata da Nima Nassiri, chirurgo dell&#8217;Istituto di Urologia del centro, e Inderbir Gill, direttore dell&#8217;Istituto di Urologia dell&#8217;Universit\u00e0 della California Meridionale. Prima dell&#8217;operazione i due hanno collaborato per anni per sviluppare e poi perfezionare la tecnica. Oltre a una nuova vescica, Larrainzar ha ricevuto anche un nuovo rene, dallo stesso donatore. L&#8217;equipe ha prima trapiantato il rene e in seguito la vescica, per poi connettere i due organi usando la tecnica in precedenza studiata. L&#8217;intervento \u00e8 durato circa 8 ore. La scelta del team medico di congiungere alcune arterie e vene della vescica prima di impiantarla ha permesso di semplificare un poco la procedura. I risultati sono stati immediati. Il rene ha iniziato da subito a produrre un grande volume di urina e la funzionalit\u00e0 renale, misurata attraverso il livello di creatinina, un prodotto di scarto di una fonte di energia usata dai muscoli, \u00e8 subito migliorata. Non c&#8217;\u00e8 stato pi\u00f9 bisogno di dialisi dopo l&#8217;intervento, e l&#8217;urina \u00e8 defluita correttamente nella nuova vescica. Due giorni dopo essere stato dimesso dall&#8217;ospedale, dopo la rimozione del catetere, il paziente \u00e8 riuscito a fare pip\u00ec da solo, per la prima volta dopo sette anni. Tuttavia, non sono per il momento chiari gli effetti a lungo termine dell&#8217;intervento, n\u00e9 quanto a lungo l&#8217;uomo dovr\u00e0 assumere medicinali immunosoppressori.&nbsp;&nbsp;Finora i trapianti di vescica non erano mai stati tentati a causa della complicata struttura vascolare che alimenta l&#8217;organo e che si innesta in profondit\u00e0 nella zona pelvica. Se per rimuovere una vescica, per esempio a causa di un tumore, questi vasi vengono semplicemente rescissi, per una donazione di vescica vanno preservati e la difficolt\u00e0 tecnica dell&#8217;operazione aumenta notevolmente. Nassiri e Inderbir hanno allenato i vari pessaggi per anni, usando tecniche sia robotiche sia manuali, facendo pratica sui maiali, su cadaveri e su pazienti che avevano donato il proprio corpo alla ricerca e con attivit\u00e0 cerebrale assente, mantenuti in vita dalle macchine. Il team californiano ha in programma di operare il trapianto di vescica su altri quattro pazienti, come parte di un trial clinico per valutare la capacit\u00e0 della vescica trapiantata ed eventuali complicanze dell&#8217;intervento, prima di chiedere un&#8217;espansione della procedura in uno studio clinico pi\u00f9 ampio. Idealmente, si apre un&#8217;opzione in pi\u00f9, seppure di ultima istanza, per i pazienti la cui funzionalit\u00e0 della vescica sia stata irrimediabilmente compromessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo di chirurghi in California ha portato a termine, dopo quattro anni di lavoro, il primo trapianto di vescica su un paziente in vita, un intervento particolarmente complesso considerato un traguardo per la medicina. 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