{"id":1000017975,"date":"2025-05-30T08:43:16","date_gmt":"2025-05-30T11:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017975"},"modified":"2025-05-30T08:43:40","modified_gmt":"2025-05-30T11:43:40","slug":"il-guano-dei-pinguini-ci-sta-preservando-dal-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017975","title":{"rendered":"Il guano dei pinguini ci sta preservando dal cambiamento climatico"},"content":{"rendered":"\n<p>Ipinguini sono uno degli animali simbolo dell&#8217;Antartide. E a quanto pare, la loro presenza non \u00e8 solamente suggestiva, ma contribuisce a mantenere stabili le condizioni climatiche del continente pi\u00f9 meridionale del nostro pianeta, e aiuta cos\u00ec a contrastare l&#8217;aumento delle temperature che incombe per effetto delle attivit\u00e0 umane. Il tutto, grazie a un alleato inaspettato: i loro escrementi, capaci di condizionare la formazione di nubi nell&#8217;area antartica, e di ridurre cos\u00ec la quantit\u00e0 di raggi solari che colpiscono la regione. A rivelarlo \u00e8 una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Communications Earth &amp; Environment da un team di ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Helsinki.&nbsp;&nbsp;Le capacit\u00e0 clima-alteranti del guano di pinguino nascono da un ingrediente segreto, di cui gli escrementi di questi uccelli sono particolarmente ricchi: l&#8217;ammoniaca, un gas che negli strati pi\u00f9 alti dell&#8217;atmosfera pu\u00f2 agire da nucleo di condensazione, trasformando il vapore acqueo in nubi e dando il via alle precipitazioni. Il ruolo dell&#8217;ammoniaca nella formazione delle nubi \u2013 in effetti \u2013 \u00e8 noto da tempo. Quello che non era chiaro, per\u00f2, \u00e8 se quella contenuta nel guano di pinguino fosse in grado, o meno, di influenzare la formazione di nubi sul continente antartico. Ed \u00e8 qui che entra in gioco il nuovo studio realizzato dai ricercatori finlandesi. Fortunatamente, l&#8217;antartico possiede caratteristiche uniche che rendono molto pi\u00f9 semplice questo genere di ricerche. L&#8217;inquinamento umano infatti \u00e8 pressoch\u00e9 nullo, cos\u00ec come la vegetazione. E senza quelle che nel resto del mondo sono le principali fonti dell&#8217;ammoniaca che raggiunge l&#8217;atmosfera, ne rimane praticamente solo una possibile: le grandi colonie di pinguini che si riuniscono sulle coste del continente. Per studiare la situazione sul campo, i ricercatori finlandesi hanno monitorato l&#8217;atmosfera nell&#8217;area della base argentina Marambio, nell&#8217;isola di Seymour. Una infrastruttura nei pressi della quale si riuniscono moltissime colonie di pinguini nei mesi estivi. I ricercatori hanno monitorato la concentrazione di ammoniaca, velocit\u00e0 e direzione dei venti, e la presenza di aerosol. Le analisi hanno rivelato che quando la base si trova sotto vento rispetto alla pi\u00f9 grande colonia di pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) dell&#8217;area, distante circa otto chilometri e composta da oltre 60mila esemplari, la concentrazione di ammoniaca nell&#8217;aria sale di circa mille volte, fino a superare le oltre 13,5 parti per milione. Anche in seguito alla partenza degli animali per la loro migrazione annuale, inoltre, i livelli di ammoniaca nell&#8217;aria sono rimasti circa 100 volte superiori alla media per oltre un mese, per via del lento rilascio di questa sostanza da parte del suolo intriso di guano. L&#8217;arrivo dell&#8217;ammoniaca, inoltre, si \u00e8 rivelato il catalizzatore perfetto per la creazione di aerosol: mischiandosi con i composti sulfurei prodotti dal fitoplancton oceanico ha dimostrato di aumentare di circa 10mila volta la quantit\u00e0 di particelle presenti nell&#8217;area, arrivando a volte a creare una densa nebbia.&nbsp;&nbsp;Le analisi hanno quindi dimostrato che il guano di pinguino \u00e8 probabilmente una delle principali fonti per la creazione delle nubi nel continente antartico. E a detta degli autori dello studio, \u00e8 probabile che avvenga lo stesso anche all&#8217;altro capo del globo, nell&#8217;artico. Questo vuol dire che il declino delle popolazioni di questi animali, estremamente a rischio a causa dei cambiamenti climatici, potrebbe innescare un circolo vizioso: con meno ammoniaca nell&#8217;atmosfera si creeranno meno nubi, e in questo modo potrebbe aumentare la quantit\u00e0 di raggi solari che raggiungono la calotta glaciale, velocizzandone lo scioglimento e contribuendo cos\u00ec al riscaldamento globale. Non si tratta di una certezza, perch\u00e9 i processi atmosferici sono molto complessi: il ghiaccio \u00e8 una superficie estremamente riflettente, e se le nubi si formano sulla superficie del ghiaccio, e non sul mare, nelle giuste condizioni possono intrappolare la luce riflessa dal suolo e produrre quindi un effetto contrario, aumentando la temperatura. Lo studio quindi non \u00e8 in grado di prevedere l&#8217;impatto del guano di pinguino sul clima, e quello che avr\u00e0 nei prossimi anni il declino delle popolazioni di pinguini che nidificano al polo Sud. I risultati dimostrano per\u00f2 l&#8217;incredibile interconnessione che esiste tra tutti gli elementi che compongono il nostro pianeta, dalla biosfera, fino agli strati pi\u00f9 alti dell&#8217;atmosfera. \u00abQuesto \u00e8 un altro esempio della profonda connessione che esiste tra gli ecosistemi e i processi atmosferici\u00bb, sottolinea a proposito Matthew Boyer, ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 di Helsinki che ha coordinato lo studio. \u00abE ci ricorda perch\u00e9 dovremmo avere a cuore la biodiversit\u00e0, e la sua conservazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valesini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ipinguini sono uno degli animali simbolo dell&#8217;Antartide. 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