{"id":1000017969,"date":"2025-05-30T08:41:05","date_gmt":"2025-05-30T11:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017969"},"modified":"2025-05-30T08:41:07","modified_gmt":"2025-05-30T11:41:07","slug":"parma-a-due-anni-sente-per-la-prima-volta-la-voce-di-mamma-e-papa-grazie-a-un-intervento-allavanguardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017969","title":{"rendered":"Parma: a due anni sente per la prima volta la voce di mamma e pap\u00e0 grazie a un intervento all&#8217;avanguardia"},"content":{"rendered":"\n<p>A due anni ha sentito per la prima volta la voce della mamma e del pap\u00e0. Un momento di commozione immensa, tanto per la famiglia quanto per l&#8217;\u00e9quipe medica dell&#8217;Ospedale Maggiore di Parma, che ha reso possibile quello che, per molti, ha il sapore di un miracolo. Un bambino, nato con un&#8217;assenza bilaterale congenita dei nervi uditivi, ha cominciato a percepire i suoni grazie a un intervento chirurgico rarissimo: l&#8217;impianto diretto di un dispositivo uditivo nel tronco dell&#8217;encefalo, l&#8217;unica strada percorribile in assenza del nervo acustico. A guidare l&#8217;operazione \u00e8 stato il dottor Maurizio Falcioni, responsabile della struttura di Otoneurochirurgia e Microchirurgia della base cranica laterale dell&#8217;Ospedale di Parma. Al suo fianco, il dottor Maurizio Guida, elettrofisiologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Parma e figura chiave per l&#8217;attivazione e la regolazione del dispositivo. Il cuore dell&#8217;operazione \u00e8 consistito nell&#8217;inserimento di una placca di appena 2,5 x 6 millimetri, dotata di 21 elettrodi, posizionata con precisione millimetrica sul nucleo cocleare, una struttura nervosa situata in una zona profondamente delicata del cervello e vicina a centri vitali. \u00abQuesto intervento rappresenta una frontiera avanzatissima della medicina e dell&#8217;ingegneria biomedica\u00bb, ha spiegato il dottor Falcioni. \u00ab\u00c8 possibile solo in centri altamente specializzati, e nel mondo i luoghi in cui si pratica sono pochissimi\u00bb. Il pi\u00f9 comune impianto cocleare non era utilizzabile nel caso del piccolo paziente, data la totale assenza dei nervi acustici. I genitori hanno quindi accettato di intraprendere il percorso dell'\u00bbimpianto al tronco encefalico\u00bb, consapevoli dei rischi, ma anche delle potenzialit\u00e0 uniche dell&#8217;intervento. Fondamentale \u00e8 stata anche la fase successiva all&#8217;intervento: l&#8217;attivazione del dispositivo. Questa \u00e8 avvenuta in sala operatoria, con il bambino sotto anestesia generale. Attraverso complesse stimolazioni elettriche, il dottor Guida ha identificato quali elettrodi potessero evocare una risposta acustica e quali invece rischiassero di attivare aree cerebrali non coinvolte nell&#8217;udito, potenzialmente pericolose. L&#8217;obiettivo: costruire una \u00abmappa cerebrale acustica\u00bb completamente da zero. \u00abIn pazienti cos\u00ec piccoli non esiste alcun feedback diretto \u2013 ha sottolineato Guida \u2013. Bisogna affidarsi all&#8217;esperienza, alla tecnica affinata in anni di pratica, perch\u00e9 non esiste un protocollo universale\u00bb. Poco dopo l&#8217;attivazione dell&#8217;impianto, il bambino ha cominciato a mostrare un comportamento pi\u00f9 tranquillo, un segno incoraggiante per l&#8217;\u00e9quipe. A distanza di otto mesi, dopo un costante lavoro di regolazione dei parametri e con il supporto logopedico, il piccolo ha iniziato a riconoscere i suoni, migliorando anche nella produzione vocale. L&#8217;intervento non solo apre al bambino la possibilit\u00e0 di comunicare con gli altri, ma getta le basi per un migliore sviluppo cognitivo, ponendo un tassello importante nella qualit\u00e0 della sua vita futura. \u00abNella mia carriera ho seguito oltre 200 pazienti, adulti e bambini, con assenza dei nervi uditivi\u00bb, ha concluso Guida. \u00abMa ogni volta che si lavora con un bambino cos\u00ec piccolo, ogni passo \u00e8 una sfida. E ogni progresso \u00e8 una vittoria\u00bb. E l&#8217;intervento eseguito a Parma rappresenta finora un traguardo d&#8217;eccellenza per la sanit\u00e0 italiana e un faro di speranza per tutte le famiglie che affrontano condizioni simili.<\/p>\n\n\n\n<p>Miriam Celso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due anni ha sentito per la prima volta la voce della mamma e del pap\u00e0. Un momento di commozione immensa, tanto per la famiglia quanto per l&#8217;\u00e9quipe medica dell&#8217;Ospedale Maggiore di Parma, che ha reso possibile quello che, per molti, ha il sapore di un miracolo. 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