{"id":1000017797,"date":"2025-05-27T17:38:29","date_gmt":"2025-05-27T20:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017797"},"modified":"2025-05-27T17:38:31","modified_gmt":"2025-05-27T20:38:31","slug":"le-microplastiche-inalate-rendono-meno-efficaci-i-macrofagi-nei-polmoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017797","title":{"rendered":"Le microplastiche inalate rendono meno efficaci i macrofagi nei polmoni"},"content":{"rendered":"\n<p>Le microplastiche che respiriamo e che finiscono nei polmoni peggiorano la funzionalit\u00e0 dei macrofagi, le cellule spazzine del corpo umano incaricate di eliminare patogeni e cellule danneggiate. Lo ha verificato uno studio pubblicato in occasione della conferenza internazionale 2025 dell&#8217;American Thoracic Society (qui tutti gli abstract dell&#8217;evento): danni a lungo termine a queste fondamentali cellule immunitarie possono aumentare il rischio di infezioni e di forme di cancro, non solo ai polmoni ma all&#8217;intero organismo. La ricerca scientifica \u00e8 ormai concorde nel ritenere l&#8217;inalazione una delle principali vie di ingresso delle microplastiche nel corpo umano. Una volta penetrate nell&#8217;organismo, le microplastiche recano danno in molti modi: innescano processi di infiammazione e di stress ossidativo, intasano i vasi sanguigni, alterano le funzioni dei mitocondri e incoraggiano processi di morte cellulare. Adam Soloff, Professore associato di chirurgia cardiotoracica all&#8217;Universit\u00e0 di Pittsburgh (Stati Uniti) e primo autore del nuovo studio, ha ora svelato un altro danno inferto dalle microplastiche: la capacit\u00e0 di alterare negativamente il funzionamento dei macrofagi, le cellule immunitarie pi\u00f9 abbondanti nei polmoni, che di norma inglobano i patogeni, si sbarazzano delle cellule morte e mantengono gli equilibri cellulari. Soloff ha studiato gli effetti delle microplastiche sui macrofagi sia in vitro, coltivando le cellule immunitarie accanto a frammenti di polistirene (polistirolo) di diverso spessore, sia nell&#8217;organismo di topi che avevano ingerito particelle di plastica. Dopo 24 ore di \u00abconvivenza forzata\u00bb in provetta con le microplastiche, i macrofagi si sono dimostrati meno capaci di circondare e distruggere altri microrganismi estranei, come i batteri. Un processo biologico chiamato fagocitosi, fondamentale per l&#8217;immunit\u00e0 innata o aspecifica, la prima linea di difesa a un&#8217;infezione. I macrofagi hanno faticato a inglobare e digerire la plastica in vitro, e i macrofagi polmonari dei topi hanno trattenuto, senza riuscire a distruggerle, particelle di plastica anche per una settimana, dopo l&#8217;inalazione iniziale. Le microplastiche sono state individuate anche in altri organi dei roditori, come il fegato, la milza, il colon, i reni e il cervello. \u00abDopo essere transitate nei polmoni, le microplastiche si diffondono in modo sistematico e alterano negativamente la funzionalit\u00e0 dei macrofagi. Possono avere effetti negativi su qualunque organo e contribuire a numerose malattie\u00bb, spiega Soloff. Oltre a rendere pi\u00f9 vulnerabili alle infezioni, la poca efficienza dei macrofagi potrebbe favorire l&#8217;insorgenza di tumori. Gli scienziati hanno infine dimostrato che l&#8217;acadesina, un farmaco gi\u00e0 usato nel trattamento di una forma di leucemia, ripristina in parte la funzionalit\u00e0 dei macrofagi danneggiati dalle microplastiche, e potrebbe essere usata nelle popolazioni particolarmente a rischio di inquinamento da microplastiche per ridurre l&#8217;incidenza di malattie polmonari.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le microplastiche che respiriamo e che finiscono nei polmoni peggiorano la funzionalit\u00e0 dei macrofagi, le cellule spazzine del corpo umano incaricate di eliminare patogeni e cellule danneggiate. 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