{"id":1000017647,"date":"2025-05-25T08:41:38","date_gmt":"2025-05-25T11:41:38","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017647"},"modified":"2025-05-25T08:41:40","modified_gmt":"2025-05-25T11:41:40","slug":"un-esame-del-sangue-puo-salvarci-la-vita-ecco-quali-rivelano-se-ci-ammaleremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017647","title":{"rendered":"Un esame del sangue pu\u00f2 salvarci la vita: ecco quali rivelano se ci ammaleremo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel corso degli anni, i laboratori di analisi cliniche hanno svolto un ruolo decisivo nella diagnosi precoce e nella gestione delle patologie. Fornendo altres\u00ec una serie di informazioni vitali sui livelli di salute dei pazienti e permettendo ai medici di individuare (e trattare), con tempestivit\u00e0, le condizioni dei loro assistiti. Ragione per cui, in un Paese dove la prevenzione non \u00e8 ancora divenuta la prassi, conoscere il proprio stato di benessere fisico attraverso esami specifici pu\u00f2 realmente fare la differenza. Secondo una indagine UniSalute-Nomisma del 2023, soltanto il 41 per cento degli italiani si sottopone regolarmente a controlli regolari. E ancora, tra chi non ha svolto nessun controllo nell&#8217;anno considerato, il 20 per cento fornisce come motivazione i tempi di attesa troppo lunghi, mentre il 19 per cento i costi eccessivamente alti. Ma subentra pure una scarsa cultura della prevenzione: tra le motivazioni pi\u00f9 citate c&#8217;\u00e8 la tendenza a fare visite solo quando ci si sente poco bene (29 per cento) e la convinzione di non avere bisogno di fare controlli (25 per cento). Eppure, intercettare con anticipo i \u00absegnali silenziosi\u00bb pu\u00f2 evitare, nel tempo, problemi ben pi\u00f9 gravi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intercettare in anticipo i segnali<\/p>\n\n\n\n<p>Il test pi\u00f9 comune \u00e8 l&#8217;esame del sangue, con il 75 per cento della popolazione che lo esegue almeno una volta ogni anno. \u00c8 vero, ci sono alcuni esami di laboratorio che conosciamo molto bene. Basti pensare all&#8217;emocromo completo, probabilmente quello pi\u00f9 richiesto, che \u00e8 basilare per diagnosticare condizioni come anemia e infezioni. E ancora, al test della Pcr, che misura il livello Proteina C-Reattiva nel sangue, indicatore di infiammazione nel corpo. Fino alla glicemia a digiuno, che valuta i livelli di glucosio nel sangue ed \u00e8 fondamentale per diagnosticare e monitorare il diabete. Esistono per\u00f2 alcuni esami del sangue, spesso poco noti (se non addirittura trascurati), che si rivelano indispensabili per monitorare gli aspetti chiave della salute (nella foto sotto del National Institute of Aging degli Stati Uniti, la tomografia del cervello di una persona affetta da malattia di Alzheimer). Cominciamo dalla lipoproteina, la \u00absentinella del cuore\u00bb. Il test \u00e8 utile, insieme alla valutazione del colesterolo, per stimare il rischio cardiovascolare e misurare la concentrazione di questa lipoproteina a bassa densit\u00e0 nel sangue. Quantit\u00e0 in esubero, infatti, sono legate a un alto pericolo di malattie cardiache. E ancora, l&#8217;emoglobina glicata, un&#8217;analisi del sangue per la diagnosi del diabete mellito, patologia quest&#8217;ultima nella quale l&#8217;organismo non produce sufficiente insulina. Il test valuta l&#8217;andamento della glicemia negli ultimi 60-90 giorni, misurando la concentrazione di emoglobina glicata, la quota di emoglobina che si lega al glucosio. Valori tra il 5,7 per cento e il 6,4 per cento potrebbero indicare un rischio di pre-diabete.<\/p>\n\n\n\n<p>Cuore e glicemia: come controllarli<\/p>\n\n\n\n<p>Focus poi sull&#8217;analisi dell&#8217;omocisteina, tra gli amminoacidi presenti naturalmente nelle cellule, che valuta la concentrazione nel sangue e nelle urine. Infine, ma non per ordine di importanza, l&#8217;Homa test (Homeostasis model assessment), un indicatore della sensibilit\u00e0 all&#8217;insulina. Se supera il valore di 2,5, pu\u00f2 segnalare che le cellule stanno divenendo meno reattive all&#8217;azione dell&#8217;ormone, obbligando il pancreas a una produzione sempre pi\u00f9 elevata per mantenere stabile la glicemia. Una vera e propria resistenza insulinica, che spesso \u00e8 l&#8217;anticamera del diabete di tipo 2, determinando un fattore di rischio significativo per l&#8217;intero sistema cardiovascolare. In quest&#8217;ultimo caso, per\u00f2, un semplice esame del sangue basato sulla misurazione dell&#8217;apolipoproteina B (apoB) pu\u00f2 migliorare la prevenzione delle patologie cardiovascolari. Lo dimostra una ricerca, visibile sull&#8217;European Heart Journal, a cura della Chalmers University of Technology (Svezia) e della Harvard University (Stati Uniti). Quelli citati sono tutti esami del sangue che, se conosciuti e monitorati anche da soggetti sani, possono declinarsi in potenti strumenti di medicina preventiva. A maggior ragione in Italia. Basti pensare che nel report Health at a Glance Europe 2024, l&#8217;Eurostat pone il nostro Paese al decimo posto per spesa pro capite in test diagnostici, con una media di 193 euro annui. Un dato che palesa una ritrosia culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>I test che rivelano l&#8217;Alzheimer<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo cruciale del sangue nelle terapie trasfusionali \u00e8 noto, al pari del suo apporto alle ricerche scientifiche su specifiche patologie. Tra queste, la malattia di Alzheimer: secondo il Global Action Plan dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, nel 2015 ha colpito 47 milioni di persone che, al 2030 prima e al 2050 poi, diverranno rispettivamente 75 e 132 milioni. Da qui, uno studio condotto dall&#8217;Universit\u00e0 di G\u00f6teborg e consultabile su Jama Neurology, ha dimostrato l&#8217;efficacia di un test ematico che, addirittura, potrebbe rivelare la presenza della patologia 15 anni prima del manifestarsi dei sintomi. Si tratta di un esame fondato sulla rilevazione della proteina tau 217, un biomarcatore specifico dell&#8217;Alzheimer che, pur essendo ritenuto utile, ha una disponibilit\u00e0 di test decisamente circoscritta. \u00abCi piacerebbe giungere a un test del sangue che possa essere usato nello studio di un medico di base, che funzioni come un esame del colesterolo, ma per l&#8217;Alzheimer\u00bb, spiega Maria Carrillo, responsabile scientifico dell&#8217;Alzheimer&#8217;s Association. Restando in Svezia, un team di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 di Lund, insieme ai colleghi della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa), ha sviluppato un nuovo esame del sangue per capire se i sintomi di un paziente, come problemi di memoria e difficolt\u00e0 di concentrazione, siano dovuti all&#8217;Alzheimer o ad altre cause come la depressione e l&#8217;ansia. Rilevando (nel caso di demenza) lo stadio di progressione della malattia. I dettagli dello studio sono su Nature Medicine.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Canorro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso degli anni, i laboratori di analisi cliniche hanno svolto un ruolo decisivo nella diagnosi precoce e nella gestione delle patologie. Fornendo altres\u00ec una serie di informazioni vitali sui livelli di salute dei pazienti e permettendo ai medici di individuare (e trattare), con tempestivit\u00e0, le condizioni dei loro assistiti. 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