{"id":1000017578,"date":"2025-05-23T16:45:25","date_gmt":"2025-05-23T19:45:25","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017578"},"modified":"2025-05-23T16:45:27","modified_gmt":"2025-05-23T19:45:27","slug":"la-desertificazione-colpisce-anche-gli-oceani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017578","title":{"rendered":"La desertificazione colpisce anche gli oceani"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli oceani coprono il&nbsp;<strong>70% della superficie della Terra<\/strong>&nbsp;e sono come un&#8217;immensa prateria dove si sviluppa il&nbsp;<strong>fitoplancton<\/strong>, l&#8217;insieme di quei&nbsp;<strong>microrganismi che sono alla base della catena alimentare marina<\/strong>&nbsp;(sono il cibo di zooplancton, pesci e altri organismi) e contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici rimuovendo la CO2 atmosferica attraverso la loro&nbsp;<strong>attivit\u00e0 fotosintetica<\/strong>. Ma negli ultimi 20 anni&nbsp;<strong>queste immense praterie blu si stanno desertificando<\/strong>&nbsp;in modo analogo a quanto avviene per le foreste terrestri: a causa dei cambiamenti climatici, \u00e8 quasi raddoppiata l&#8217;area delle&nbsp;<strong>regioni oceaniche povere di nutrienti e con scarsa biodiversit\u00e0<\/strong>, passando dal 2,4 al 4,5% dell&#8217;oceano globale. Si tratta di un fenomeno che potrebbe avere conseguenze significative sulla salute degli oceani e sul clima globale. Per valutare la portata del fenomeno, uno studio internazionale condotto dal Laboratorio ENEA Modelli e Servizi Climatici&nbsp;<strong>ha osservato con rilevamenti satellitari la clorofilla negli oceani<\/strong>, un indicatore chiave della salute e della produttivit\u00e0 del fitoplancton. In pratica,&nbsp;<strong>una maggiore presenza di clorofilla indica una maggiore abbondanza di fitoplancton<\/strong>. \u00abIl fenomeno della desertificazione degli oceani risulta molto evidente nell&#8217;Oceano Pacifico settentrionale dove la superficie coinvolta cresce a un ritmo di 70mila km\u00b2 l&#8217;anno. Ma la desertificazione interessa in modo crescente diverse regioni oceaniche, con una particolare vulnerabilit\u00e0 nelle aree tropicali e subtropicali, dove la diminuzione dei nutrienti disponibili pu\u00f2 avere importanti impatti sulla produttivit\u00e0 e la diversit\u00e0 biologica.&nbsp;<strong>Questo accade a causa del riscaldamento globale<\/strong>, che fa s\u00ec che l&#8217;acqua calda, pi\u00f9 leggera, resti in superficie, impedendo il mescolamento con l&#8217;acqua pi\u00f9 fredda e ricca di nutrienti che si trova in profondit\u00e0\u00bb spiega&nbsp;<strong>Chiara Volta<\/strong>, ricercatrice ENEA del Laboratorio Modelli e Servizi Climatici. Tuttavia, secondo lo studio, questo calo potrebbe non indicare una riduzione della popolazione fitoplantonica, ma un&nbsp;<strong>adattamento di questi organismi alle nuove condizioni di crescita imposte dal cambiamento climatico<\/strong>, quali ad esempio l&#8217;aumento della temperatura e la riduzione della disponibilit\u00e0 di nutrienti. \u00abNegli ultimi due decenni, in concomitanza con il riscaldamento degli oceani, molti studi satellitari hanno documentato una riduzione di clorofilla, destando serie preoccupazioni sulle possibili implicazioni per il clima globale e la salute dei nostri oceani. Tuttavia, i nostri risultati mostrano che, nonostante la diminuzione della clorofilla osservata nella zona pi\u00f9 povera di nutrienti dei vortici subtropicali,&nbsp;<strong>la biomassa fitoplantonica \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile nel tempo<\/strong>. Tenuto conto che, per loro natura, i dati satellitari si limitano a fornire una descrizione di ci\u00f2 che avviene sulla superficie oceanica,&nbsp;<strong>i prossimi passi da compiere saranno quelli di studiare i cambiamenti della comunit\u00e0 fitoplantonica lungo la colonna d&#8217;acqua<\/strong>&nbsp;e quantificare il loro impatto sulla produttivit\u00e0 oceanica a scala regionale e globale\u00bb conclude Chiara Volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli oceani coprono il&nbsp;70% della superficie della Terra&nbsp;e sono come un&#8217;immensa prateria dove si sviluppa il&nbsp;fitoplancton, l&#8217;insieme di quei&nbsp;microrganismi che sono alla base della catena alimentare marina&nbsp;(sono il cibo di zooplancton, pesci e altri organismi) e contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici rimuovendo la CO2 atmosferica attraverso la loro&nbsp;attivit\u00e0 fotosintetica. 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