{"id":1000017410,"date":"2025-05-18T21:11:21","date_gmt":"2025-05-19T00:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017410"},"modified":"2025-05-18T21:11:22","modified_gmt":"2025-05-19T00:11:22","slug":"ce-una-infrastruttura-cinese-che-sta-rallentando-la-rotazione-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017410","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 una infrastruttura cinese che sta rallentando la rotazione della Terra"},"content":{"rendered":"\n<p>La storia torna a spuntare su social e giornali con una certa regolarit\u00e0: in Cina esisterebbe un&#8217;infrastruttura talmente gigantesca da aver modificato per sempre il nostro pianeta. \u00c8 la diga delle tre gole, un&#8217;enorme bacino artificiale che alimenta il pi\u00f9 grande impianto idroelettrico del mondo. Colossale al punto da aver influenzato la posizione del Polo Nord geografico, la rotazione del nostro pianeta e, in conseguenza di questo, la durata delle giornate. Quanto c&#8217;\u00e8 di vero in questa vicenda? La diga delle tre gole, in effetti, \u00e8 un progetto ingegneristico di dimensioni immense, che ha impiagato quasi 10 anni per essere realizzato, e circa 20 per iniziare a produrre energia. La costruzione prende il nome dalle tre gole attraversate dal Fiume Azzurro nell&#8217;area: la Gola di Qutang, la Gola di Wuxia e la Gola di Xiling. Ha una storia lunghissima: immaginata gi\u00e0 nei primi anni &#8217;20 da Sun Yat-sen, uno dei due fondatori del Kuomintang, come asset strategico per modernizzare la Cina post-imperiale, la sua costruzione \u00e8 stata approvata nel 1992 dall&#8217;allora premier Li-Peng, iniziata nel 1994 e conclusa solo nel 2003. E sin dall&#8217;inizio \u00e8 stata accompagnata da forti polemiche.&nbsp;&nbsp;Per creare il bacino artificiale, infatti, \u00e8 stato necessaria sommergere, in tutto o in parte, pi\u00f9 di 1.300 siti archeologici, 13 citt\u00e0, quasi 1.400 tra paesi e villaggi, costringendo oltre 1.400 persone a lasciare le proprie case e distruggendo habitat naturali abitati da molte specie a rischio di estinzione (come il lipote, un delfino di acqua dolce che abitava le acque del fiume azzurro, ed \u00e8 considerato funzionalmente estinto dal 2006). Accanto a queste conseguenze dirette della costruzione della diga delle tre gole, almeno dal 2005 se ne sente citare periodicamente un&#8217;altra, di portata planetaria: il rallentamento della rotazione terrestre.&nbsp;&nbsp;Ripercorrendo a ritroso la storia di questa notizia, che continua a rispuntare su giornali e social media con una certa regolarit\u00e0, la fonte iniziale \u00e8 un articolo pubblicato nel 2005 sul sito del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, in cui viene calcolato l&#8217;effetto che ha avuto il terribile terremoto dell&#8217;Oceano Indiano del 26 dicembre 2004 sulla rotazione del nostro pianeta. Nell&#8217;articolo, due ricercatori della Nasa spiegano come ogni evento che produca uno spostamento di una massa di grandi dimensioni, come pu\u00f2 essere un grande terremoto o la creazione di un bacino idrico artificiale, influenza in modo impercettibile la rotazione della Terra, la durata delle giornate, e la posizione del Polo Nord geografico. La ragione \u00e8 semplice: \u00e8 l&#8217;effetto di un principio fisico chiamato conservazione del momento angolare, che spiega diverse peculiarit\u00e0 dei corpi in rotazione, come ad esempio la tendenza dei giroscopi a mantenere l&#8217;orientamento del loro asse di rotazione; o ancora, ed \u00e8 il caso che ci interessa, il fatto che pi\u00f9 la massa di un corpo in rotazione si distribuisce lontano dall&#8217;asse di rotazione, pi\u00f9 la sua rotazione rallenta, come avviene ai pattinatori sul ghiaccio quando accelerano e decellerano nel loro piroette allungano e accorciando la distanza delle braccia e delle gambe dal corpo. Nell&#8217;articolo, i ricercatori utilizzano come esempio proprio la diga delle tre gole, calcolando che lo spostamento di 42 miliardi di tonnellate di acqua a 175 metri sul livello del mare (come avviene quando il bacino della diga viene riempito completamente) questo allontanamento di una parte della massa terrestre dal centro di rotazione (al pari di un pattinatore che allarga le braccia) produce un allungamento delle giornate di 0,06 microsecondi, e uno spostamento della posizione del Polo Nord di circa due centimetri.&nbsp;&nbsp;\u00c8 quindi vero che, teoricamente, l&#8217;inaugurazione della diga pu\u00f2 aver influenzato la durata delle giornate. Ma \u00e8 importante considerare che gli effetti sono talmente contenuti da risultare impossibili da misurare. E che il bacino non contiene una quantit\u00e0 di acqua fissa lungo tutto il giorno e tutto l&#8217;anno, e quindi gli effetti sarebbero comunque mutevoli. E soprattutto, che non si tratta dell&#8217;unico spostamento di massa che influenza la rotazione del nostro pianeta. Secondo gli stessi autori dell&#8217;articolo della Nasa, il terremoto indonesiano del 2004 ha infatti allungato le giornate di ben 2,68 microsecondi. E concentrandoci invece sui risultati delle attivit\u00e0 umane, \u00e8 stato calcolato che l&#8217;estrazione di risorse idriche a livello globale ha raggiunto un&#8217;entit\u00e0 tale, da aver spostato di ben 80 centimetri verso est il Polo Nord geografico tra il 1993 e il 2010. Mettendo le cose in prospettiva, quindi, gli effetti della diga cinese sono trascurabili in qualunque senso pratico del termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valesini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia torna a spuntare su social e giornali con una certa regolarit\u00e0: in Cina esisterebbe un&#8217;infrastruttura talmente gigantesca da aver modificato per sempre il nostro pianeta. \u00c8 la diga delle tre gole, un&#8217;enorme bacino artificiale che alimenta il pi\u00f9 grande impianto idroelettrico del mondo. Colossale al punto da aver influenzato la posizione del Polo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000017411,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000017410","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/ikkk.png?fit=1280%2C720&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000017410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000017410"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000017410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000017412,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000017410\/revisions\/1000017412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000017411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000017410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000017410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000017410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}