{"id":1000017165,"date":"2025-05-13T09:58:21","date_gmt":"2025-05-13T12:58:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017165"},"modified":"2025-05-13T09:58:23","modified_gmt":"2025-05-13T12:58:23","slug":"dalla-sclerosi-al-diabete-come-funziona-il-vaccino-inverso-che-potrebbe-battere-le-malattie-autoimmuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000017165","title":{"rendered":"Dalla sclerosi al diabete: come funziona il \u00abvaccino inverso\u00bb che potrebbe battere le malattie autoimmuni"},"content":{"rendered":"\n<p>Le malattie autoimmuni colpiscono circa 800 milioni di persone a livello globale, una su dieci. Sclerosi multipla, lupus, diabete di tipo 1, artrite reumatoide, fino alla celiachia. Il denominatore comune \u00e8 l&#8217;attacco del sistema immunitario contro i tessuti dell&#8217;organismo stesso. I trattamenti attualmente disponibili si basano su una soppressione generalizzata della risposta immunitaria, con l&#8217;effetto collaterale di aumentare la suscettibilit\u00e0 a infezioni e di richiedere una somministrazione continua e invasiva. E invece ora c&#8217;\u00e8 aria di rivoluzione, nella ricerca. La possibile soluzione si chiama \u00abvaccino inverso\u00bb. E&#8217; un cambio di paradigma.&nbsp;<strong>Questi vaccini, anzich\u00e9 stimolare il sistema immunitario, lo rieducano a tollerare determinati antigeni associati alla malattia<\/strong>. Il principio si basa sull&#8217;uso di nanoparticelle sintetiche coniugate a tali antigeni, che imitano il comportamento di cellule apoptotiche. Il sistema immunitario riconosce queste particelle come non minacciose e interrompe la risposta autoaggressiva. Nel 2022, un gruppo di ricerca guidato dall&#8217;immunologo Stephen Miller (Northwestern University) ha pubblicato su Gastroenterology i risultati di&nbsp;<strong>uno studio clinico su pazienti celiaci<\/strong>. Su 33 partecipanti in remissione, met\u00e0 ha ricevuto il vaccino inverso prima dell&#8217;esposizione al glutine, l&#8217;altra met\u00e0 un placebo. I risultati hanno mostrato una protezione istologica e sintomatologica nel gruppo trattato, in contrasto con un peggioramento nel gruppo di controllo. Un ulteriore contributo proviene dal bioingegnere Jeffrey Hubbell (Universit\u00e0 di Chicago), che nel 2023 ha dimostrato l&#8217;efficacia del vaccino inverso in modelli murini di sclerosi multipla. La sua azienda Anokion ha avviato i primi studi clinici su esseri umani, sia per la celiachia che per la sclerosi multipla, con esiti preliminari positivi. Il meccanismo, scoperto inizialmente in modo accidentale, si basa&nbsp;<strong>su molecole a carica negativa capaci di indurre tolleranza immunologica<\/strong>. L&#8217;immunologo Pere Santamaria (Universit\u00e0 di Calgary), tra i primi a studiare il fenomeno, ha esteso l&#8217;applicazione a malattie rare come la colangite biliare primitiva, per le quali \u00e8 possibile ottenere autorizzazioni pi\u00f9 rapide grazie alla numerosit\u00e0 ridotta dei pazienti. Tuttavia, la complessit\u00e0 del sistema immunitario, che include cellule circolanti e residenti nei tessuti, rende ancora incerta la loro capacit\u00e0 di agire su entrambe le popolazioni cellulari. Secondo le stime pi\u00f9 ottimistiche, i primi vaccini inversi potrebbero raggiungere il mercato entro tre-cinque anni. Altri esperti, come Bana Jabri (Institut Imagine, Parigi), suggeriscono tempistiche pi\u00f9 lunghe, fino a un decennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto Diaz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le malattie autoimmuni colpiscono circa 800 milioni di persone a livello globale, una su dieci. Sclerosi multipla, lupus, diabete di tipo 1, artrite reumatoide, fino alla celiachia. Il denominatore comune \u00e8 l&#8217;attacco del sistema immunitario contro i tessuti dell&#8217;organismo stesso. 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