{"id":1000016872,"date":"2025-05-06T16:15:06","date_gmt":"2025-05-06T19:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016872"},"modified":"2025-05-06T16:15:08","modified_gmt":"2025-05-06T19:15:08","slug":"la-versione-di-spalletti-da-de-laurentiis-nemmeno-una-telefonata-per-lo-scudetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016872","title":{"rendered":"La versione di Spalletti: \u00abDa De Laurentiis nemmeno una telefonata per lo scudetto\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>La versione di Spalletti. Sul Napoli, su De Laurentiis, sulla Nazionale e su Totti. Su tutto. In una autobiografia scritta con Giancarlo Dotto e pubblicata da Rizzoli: \u00abIl paradiso esiste&#8230; Ma quanta fatica\u00bb, in libreria da oggi. Spalletti scrive di Totti \u00abcome un figlio\u00bb. \u00abNon mi si doveva mandare al massacro in quell&#8217;uno contro tutti. A lui non l&#8217;ho mai detto, ma in quei giorni ho sognato che mi veniva incontro dicendomi che aveva capito le mie ragioni\u00bb. Ilary Blasi? \u00abPu\u00f2 capitare, nel corso di una vita, di essere un piccolo uomo o una piccola donna. Certamente lo \u00e8 stata lei quando si \u00e8 permessa di rivolgersi a me in quel modo. Cosa della quale \u2013 immagino \u2013 si sar\u00e0 pentita\u00bb. Ovviamente il capitolo pi\u00f9 corposo del libro lo dedica al Napoli. Anzi, a De Laurentiis. Il Corriere della Sera ne pubblica ampi stralci: \u00abSono andato via perch\u00e9 non avevo pi\u00f9 la voglia di sostenere questo continuo conflitto caratteriale con un imprenditore capace, a cui la citt\u00e0 deve tanto, ma con un ego molto, forse troppo grande. Aurelio De Laurentiis. \u00abIl presidente era quello che metteva la ceralacca sulle cose, su tutto, che certificava se una scelta era giusta o meno. Ero stanco di fare battaglie per ogni questione. Che fosse dare una maglia ai giocatori che la chiedevano per i loro figli o il dover cambiare gli alberghi di continuo per i motivi pi\u00f9 disparati. Anche in questo, il Sultano sapeva sorprenderci. L&#8217;uomo, si sa, \u00e8 molto estroso. Imprevedibile. Capace di quel ragionamento in pi\u00f9 che ti spiazza. Come quella volta, agli inizi della mia storia al Napoli. Il nostro albergo abituale era in corso Vittorio Emanuele. Arriva la Juventus e ci viene comunicato che dobbiamo cambiare \u00abcasa\u00bb. Uno sfratto esecutivo. Noi veniamo dirottati in un altro hotel in centro, scomodo per lo spostamento verso lo stadio, con i naturali dubbi che una mossa del genere pu\u00f2 far nascere nei calciatori. Tipo quello che sulle nostre abitudini comandino gli avversari. Quell&#8217;anno, questo cambio forzato si verific\u00f2 varie altre volte: avemmo a che fare con quattro-cinque strutture diverse\u00bb. \u00abIl suo amore per il Napoli, quell&#8217;anno, lo dimostr\u00f2 soprattutto quando cess\u00f2 non solo di commentare le formazioni ma anche di parlare in pubblico, ai giornalisti. Fu un silenzio che fece rumore. Il pi\u00f9 grande sacrificio per uno come lui, intrattenitore e uomo di spettacolo che ama occupare il centro della scena. Possiamo dire che il suo eroico silenzio, la sua scelta di non parlare con i media, fece il paio con la mia di vivere come un monaco nel rifugio di Castel Volturno. Due uomini molto diversi che facevano il loro voto di castit\u00e0 alla causa del Napoli. Ognuno a modo suo\u00bb. \u00abForse, devo immaginare, fu quella stessa ritrosia, quella stessa voglia di non figurare da protagonista, che lo spinse a non farsi sentire la sera dello scudetto. L&#8217;eccesso di riservatezza lo indusse a non farsi vivo nemmeno con una telefonata per condividere se non altro l&#8217;impresa, mentre la citt\u00e0 intera impazziva di gioia. Non telefon\u00f2 la sera che vincemmo il campionato. N\u00e9 all&#8217;allenatore, n\u00e9 ai giocatori, n\u00e9 al direttore, n\u00e9 al team manager. Non telefon\u00f2 a nessuno. Troppo impegnato a giocare la sua partita personale sul prato festante del Maradona. Tutte quelle sterzate nel giro di campo in solitaria lo avevano distrutto. Telefon\u00f2 il giorno dopo, perch\u00e9 aveva programmato di farci atterrare all&#8217;aeroporto militare di Grazzanise anzich\u00e9 a Capodichino. E in questa telefonata ci chiese, da uomo educato qual \u00e8, com&#8217;era andato il viaggio\u00bb. \u00abAncora oggi in tanti mi chiedono: \u00abMa se il presidente si fosse comportato diversamente allora, se avesse mostrato maggiore attenzione e sensibilit\u00e0, avresti fatto una scelta diversa? Saresti rimasto al Napoli?\u00bb. Domanda che ho sempre lasciato cadere. La risposta \u00e8 s\u00ec, se ci fosse stato pi\u00f9 rispetto umano, pi\u00f9 dialogo e pi\u00f9 apertura su cosa ci volesse per rivincere, alla fine sarei rimasto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Amedeo Caligeri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La versione di Spalletti. Sul Napoli, su De Laurentiis, sulla Nazionale e su Totti. Su tutto. In una autobiografia scritta con Giancarlo Dotto e pubblicata da Rizzoli: \u00abIl paradiso esiste&#8230; Ma quanta fatica\u00bb, in libreria da oggi. Spalletti scrive di Totti \u00abcome un figlio\u00bb. \u00abNon mi si doveva mandare al massacro in quell&#8217;uno contro tutti. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000016873,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[169],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000016872","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-deportes"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Imagoeconomica_2075279-1024x682-1.jpg?fit=1024%2C682&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000016872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000016872"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000016872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000016874,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000016872\/revisions\/1000016874"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000016873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000016872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000016872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000016872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}