{"id":1000016448,"date":"2025-04-29T07:04:36","date_gmt":"2025-04-29T10:04:36","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016448"},"modified":"2025-04-29T07:04:38","modified_gmt":"2025-04-29T10:04:38","slug":"otturazioni-dentali-addio-arrivano-i-denti-coltivati-in-laboratorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016448","title":{"rendered":"Otturazioni dentali addio: arrivano i denti coltivati in laboratorio"},"content":{"rendered":"\n<p>Adifferenza dei rettili e dei pesci, che solitamente sostituiscono regolarmente i loro denti, gli esseri umani e la maggior parte degli altri mammiferi ne sviluppano solo due serie: quelli \u00abda latte\u00bb e quelli \u00abpermanenti\u00bb. Sebbene i nostri denti possano effettivamente durare per tutta la vita, batteri o altri agenti corrosivi, lasciati agire indisturbatamente per un periodo lungo, possono distruggere gradualmente causare gravi carie o l&#8217;erosione degli alveoli dentali (&#8216;piorrea&#8217;). Sebbene i trattamenti conservativi possono risolvere il problema, ripristinando la funzione e l&#8217;aspetto del dente, spesso bisogna ricorrere ad apparecchi dentali come le dentiere o gli impianti dentali. Si stima che in Italia al 20 per cento e pi\u00f9 delle persone con oltre 65 anni manchino tutti i denti e che circa il 50 per cento degli anziani ultraottantenni abbiano perso tutti i denti. A questi si aggiunge poi chi soffre di agenesia dentale (5 per cento degli adulti e 10 per cento dei bambini), la mancanza congenita di uno o pi\u00f9 denti all&#8217;interno della bocca, che pu\u00f2 non solo rendere difficili abilit\u00e0 di base come masticare, deglutire e parlare, ma anche ripercuotersi negativamente su masticazione, digestione e respirazione. Per tutti questi pazienti le cose potrebbero presto cambiare. Gli scienziati del King&#8217;s College di Londra, in collaborazione con i colleghi dell&#8217;Imperial College di Londra, sono infatti riusciti a creare denti umani coltivati in laboratorio. Una tecnica innovativa che ha il potenziale per rivoluzionare l&#8217;assistenza odontoiatrica, offrendo soluzioni sostenibili ed efficaci per la riparazione e rigenerazione dei denti. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ACS Macro Letters. I denti coltivati in laboratorio sono costituiti da uno tipo di materiale speciale, noto come \u00abmatrice\u00bb, sviluppato dai ricercatori, che replica l&#8217;ambiente che circonda le cellule del corpo. \u00abQuesto significa&nbsp;&nbsp;&#8211; ha spiegato Xuechen Zhang che ha guidato il team di ricerca &#8211; che, quando abbiamo introdotto le cellule che avrebbero dovuto partecipare alla formazione del dente, queste sono state in grado di inviarsi segnali a vicenda per avviare il processo di crescita dentale\u00bb. \u00abSiamo riusciti &#8211; ha continuato &#8211; a fare in modo che una cellula possa effettivamente &#8216;dire&#8217; all&#8217;altra di differenziarsi in una cellula dentale. Ci\u00f2 rende l&#8217;ambiente di crescita dei denti simile a quello naturale, consentendoci di ricreare il processo di sviluppo dentale in laboratorio\u00bb. Dopo aver creato con successo l&#8217;ambiente ideneo alla crescita naturale dei denti, gli scienziati devono ora affrontare la sfida pi\u00f9 importante, quella di portarli dal laboratorio alla bocca dei pazienti. \u00abAbbiamo diverse idee per inserire i denti in bocca &#8211; hanno affermato -. Potremmo trapiantare le cellule giovani del dente nel punto in cui manca il dente e lasciarle crescere in bocca. In alternativa, potremmo creare l&#8217;intero dente in laboratorio prima di inserirlo nella bocca del paziente\u00bb. Ma qualunque sia il metodo scelto dagli scienziati, il processo inizier\u00e0 comunque in laboratorio. A differenza degli impianti e delle otturazioni, che sono fissi e non possono adattarsi nel tempo, un dente creato in laboratorio con le cellule del paziente potrebbe integrarsi perfettamente nella mascella e ripararsi come un dente naturale. \u00abLe otturazioni non sono la soluzione migliore per riparare i denti &#8211; hanno sottolineato i ricercatori -. Col tempo indeboliscono la struttura del dente, hanno una durata limitata e possono portare a ulteriore carie o sensibilit\u00e0. Gli impianti richiedono un intervento chirurgico invasivo e una buona combinazione di impianti e osso alveolare. Inoltre, entrambe le soluzioni sono artificiali e non ripristinano completamente la funzione naturale dei denti, portando potenzialmente a complicazioni a lungo termine\u00bb. \u00abAl contrario &#8211; hanno spiegato &#8211; i denti creati in laboratorio si rigenererebbero naturalmente, integrandosi nella mascella come denti veri. Sarebbero pi\u00f9 forti, pi\u00f9 durevoli e privi di rischi di rigetto, offrendo una soluzione pi\u00f9 duratura e biologicamente compatibile rispetto a otturazioni o impianti\u00bb. La ricerca fa parte di un pi\u00f9 ampio progetto di medicina rigenerativa, che mira a sfruttare la biologia per riparare o sostituire parti del corpo danneggiate. Invece di affidarsi a materiali artificiali come impianti metallici o protesi dentarie, i ricercatori stanno lavorando per sviluppare sostituti naturali utilizzando cellule staminali e ambienti bioingegnerizzati. \u00abCon il progresso del settore &#8211; ha evidenziato la dott.ssa Ana Angelova Volponi, autrice dello studio -, l&#8217;integrazione di queste tecniche innovative ha il potenziale per rivoluzionare l&#8217;assistenza odontoiatrica. Potrebbe offrire soluzioni sostenibili ed efficaci per la riparazione e la rigenerazione dei denti, quale piattaforma per l&#8217;ingegneria e la modellazione di organoidi dentali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Barbara Fiorillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adifferenza dei rettili e dei pesci, che solitamente sostituiscono regolarmente i loro denti, gli esseri umani e la maggior parte degli altri mammiferi ne sviluppano solo due serie: quelli \u00abda latte\u00bb e quelli \u00abpermanenti\u00bb. 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