{"id":1000016399,"date":"2025-04-26T15:09:29","date_gmt":"2025-04-26T18:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016399"},"modified":"2025-04-26T15:09:31","modified_gmt":"2025-04-26T18:09:31","slug":"a-pisa-una-mostra-dedicata-a-oliviero-toscani-razza-umana-uno-dei-grandi-maestri-della-fotografia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016399","title":{"rendered":"A Pisa una mostra dedicata a Oliviero Toscani Razza Umana: Uno dei Grandi Maestri della Fotografia Italiana"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 29 Giugno 2025 si potr\u00e0 ammirare a Palazzo Blu di Pisa una mostra dedicata ad Oliviero Toscani \u2013 \u2018 Razza Umana\u2019 il progetto \u00e8 curato Oliviero Toscani Studio. L\u2019esposizione \u00e8 organizzata da Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con Oliviero Toscani Studio e con il sostegno della Fondazione Pisa. La prima mostra dedicata a uno dei progetti pi\u00f9 celebri di Oliviero Toscani, che apre in Italia, a pochi mesi dalla sua scomparsa. Razza Umana \u00e8 uno studio socio-politico, culturale e antropologico che ritrae la morfologia delle persone per osservarne peculiarit\u00e0 e caratteristiche, catturando differenze e similitudini. Oliviero Toscani, insieme ai suoi allievi e collaboratori, ha girato il mondo ritraendo esseri umani nelle piazze e nelle strade, allestendo di volta in volta uno studio fotografico itinerante e raccogliendo, a oggi, un archivio di circa 100.000 immagini. Toscani aveva portato uno di questi set anche a Pisa, nei mesi in cui nasceva Palazzo Blu, tra il 2007 e il 2008, incontrando decine di persone proprio nelle sale del palazzo, che si prestarono per essere ritratte dal suo obiettivo d\u2019autore. Pi\u00f9 di 500 immagini, in varie dimensioni, oggi vengono esposte per la prima volta a Palazzo Blu di Pisa e sono parte del percorso della mostra che, ai volti \u2018locali\u2019, affianca i tanti volti raccolti nel mondo. Completa il progetto, il racconto di alcune tra le immagini iconiche di cui Toscani \u00e8 stato autore e che hanno contrassegnato la sua straordinaria carriera. In una mia ricerca storiografica e scientifica sulla figura di Oliviero Toscani apro il mio saggio dicendo : Era il lontano 2015 quando incontrai Oliviero Toscani in un convegno organizzato a Napoli sulla cultura e sull\u2019arte ebbi la sensazione di conoscerlo da sempre un grande creativo che in me ha lasciato un grande ricordo, in seguito ci siamo rivisti nel suo studio a Milano mi fece vedere le sue fotografie che lo avevano reso celebre posso dire che Oliviero Toscani con la sua fotografia ha anticipato i tempi. Posso affermare che nel dare uno sguardo complessivo alla sua vita e ai principali lavori, si pu\u00f2 notare come Toscani gi\u00e0 dagli anni della formazione, si sia dedicato ad una concerned photography, fondata impegno personale, seriet\u00e0 e partecipazione politica. Ha portato una ventata di novit\u00e0 nel settore della moda, e ha realizzato vari servizi in campo fotogiornalistico, ma \u00e8 nella pubblicit\u00e0, strumento estetico e ideologico, che Toscani trova il territorio adatto per esprimere l\u2019inatteso, sfidando tab\u00f9, pregiudizi e luoghi comuni. Le sue foto fanno parte delle collezioni di alcuni fra i pi\u00f9 importanti musei d\u2019arte contemporanea, L\u2019Aja, Francoforte, Chicago, Johannesburg e sono state esposte nei musei di Losanna, Citt\u00e0 del Messico, San Paolo, Santiago del Cile, Salamanca ed Helsinki. Toscani \u00e8 stato riconosciuto internazionalmente come la forza creativa di alcune tra le campagne pubblicitarie mondiali di maggior successo tra cui quelle di Jesus Jeans, Esprit, <a href=\"http:\/\/biografieonline.it\/biografia.htm?BioID=148&amp;biografia=Valentino\">Valentino<\/a>, <a href=\"http:\/\/biografieonline.it\/biografia.htm?BioID=249&amp;biografia=Gabrielle+Coco+Chanel\">Chanel<\/a>, Fiorucci e Prenatal. Dal 1982 al 2000, Toscani trasforma l\u2019azienda Benetton in uno dei marchi pi\u00f9 conosciuti a livello mondiale con il suo stile rivoluzionario e anticonformista ne definisce la strategia di comunicazione rifiutando i canoni pubblicitari tradizionali, (soprattutto per la scelta di temi e atmosfere) e scegliendo l\u2019elusione del prodotto. L&#8217;immagine autoriale e lo stile del fotografo divengono negli anni parti integranti e caratterizzanti della strategia d&#8217;impresa; Toscani ricopre un ruolo di Art Director a tutto campo e acquisisce velocemente una forte autonomia decisionale. A partire dal 1986 l\u2019azienda inizia a distinguersi profondamente dalle altre case di abbigliamento legate ancora ad una forma di autopromozione pi\u00f9 tradizionale. Discostandosi totalmente dalle tecniche pubblicitarie socialmente accettate si ha come risultato l\u2019insorgere di scandali, polemiche e censure da parte del Giur\u00ec di Autodisciplina Pubblicitaria. Il messaggio che Toscani e Benetton intendono lanciare \u00e8 \u201cc\u2019\u00e8 altro oltre al consumo e noi lo diciamo\u201d. Il discorso pubblicitario \u00e8 esplicitamente seduttivo e si identifica e distingue semioticamente per il suo carattere strategico, cio\u00e8 generalmente volto alla valorizzazione positiva di un prodotto o di una marca. Per \u2018valorizzazione\u2019 la semiotica intende la capacit\u00e0 del testo di risvegliare lo strato elementare della nostra esperienza del mondo e in particolare del nostro corpo, quell\u2019alternativa fra star bene\u00bb e \u00abstar male\u00bb (euforia e disforia) che viene chiamata opposizione timica. Si possono avere quattro grandi tipologie di valorizzazione: pratica quando evidenzia l\u2019utilit\u00e0 del prodotto o della marca, ludica se si riferisce alle qualit\u00e0 formali e fisiche, alla capacit\u00e0 di procurare soddisfazione, critica se \u00e8 sottolineata la convenienza economica, infine utopica se del prodotto o della marca emerge il senso sociale, ed \u00e8 decisamente quest\u2019ultimo il caso delle campagne di Toscani. La sua comunicazione vuole trasmettere un\u2019ideologia attraverso immagini che \u201cparlano da sole\u201d. Il valore semiotico del discorso pubblicitario qui si definisce in maniera oppositiva: \u00e8 una comunicazione che fa la differenza, non per com\u2019\u00e8 ma per come non \u00e8, non per i contenuti che veicola, ma per quelli che esclude. Ho analizzato il testo pubblicitario, ossia ci\u00f2 che si manifesta come messaggio nelle campagne Toscani-Benetton, facendo riferimento allo schema fondamentale di Roman Jakobson. Toscani e Benetton cercano di stupire e richiamare l\u2019attenzione, lavorando sul contatto e quindi sulla funzione f\u00e0tica. Anche qui, come in qualsiasi comunicazione pubblicitaria, l\u2019obiettivo \u00e8 orientare e modificare i pensieri dei destinatari, abbiamo perci\u00f2 anche la funzione conativa<em>.<\/em> Le campagne pubblicitarie in questione parlano al mondo di temi reali, si relazionano al contesto e hanno quindi funzione referenziale. L\u2019azienda cerca di esprimere la propria identit\u00e0, e quando ci si concentra sull\u2019emittente si parla di funzione <em>emotiva. <\/em>Con particolari accorgimenti di forma ed espressione, la strategia Toscani-Benetton focalizza l\u2019attenzione su come \u00e8 articolato il messaggio. In questo caso parliamo di funzione poetica, che distingue il testo artistico da uno puramente referenziale. Si tratta di immagini decontestualizzate rispetto al mondo ovattato che la pubblicit\u00e0 \u201cdovrebbe\u201d mostrare, e proprio per questo suscitano tanto clamore. La pubblicit\u00e0 \u00e8 considerata un testo sincretico, in cui codice verbale e visivo convivono. Solitamente le parole hanno una funzione esplicativa, le immagini hanno invece carattere simbolico. Analizzando le campagne di Toscani per Benetton, si pu\u00f2 notare come esse siano prevalentemente composte da immagine (visual) e marchio (trademark). L\u2019esempio del 1990 mostra una famiglia multiculturale avvolta come in abbraccio da una coperta: personalmente ho interpretato il tessuto come un richiamo simbolico alla casa d\u2019abbigliamento Benetton, che protegge e difende i propri ideali, e in particolar modo il suo sogno di sentire uniti come un\u2019unica famiglia tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle. Il senso del messaggio pubblicitario si completa con la ricezione, ma \u00e8 indotto gi\u00e0 a partire dal livello della forma dell\u2019espressione (detto anche plastico). La semiotica plasticastudia questo livello elementare, grazie ad esempio all\u2019analisi cromatica: che riguarda qualit\u00e0, intensit\u00e0 e saturazione dei colori. Nelle fotografie pubblicitarie di Toscani il colore con le sue diverse gradazioni \u00e8 una costante fondamentale, e ha un\u2019importanza basilare nel trasmettere l\u2019essenza della marca. L\u2019eterna identificazione dell\u2019azienda Benetton con il colore traspare anche dalla scelta degli slogan, da \u201cBenetton &#8211; All the Colors in the World\u201d all\u2019attuale \u201cUnited Colors of Benetton\u201d. Toscani gioca molto sul contrasto dei colori nero\/bianco, capace di riassumere simbolicamente il tema universale della \u201cdifferenza\u201d, e che richiama un\u2019altra opposizione: siamo abituati ad associare al bianco l\u2019idea del bene, e al nero quella del male. Per interrogarsi su tale diffuso stereotipo, il fotografo realizza nel 1989 la foto raffigurante la mano di un bianco e quella di un nero incatenate da un paio di manette e nel 1991 l\u2019abbraccio tra un bambino bianco dalle fattezze \u201cangeliche\u201d e un bambino nero, con un\u2019acconciatura volutamente \u201cluciferina\u201d. La forza simbolica del colore \u00e8 usata anche per esprimere il concetto di naturalit\u00e0 della differenza, di come le diversit\u00e0 siano intorno a noi e \u201ccolorino\u201d il mondo. Ecco che Toscani allora sceglie nello stesso anno un gruppo di foglie in autunno, con le loro calde e variegate sfumature, e alcune riproduzioni di \u201cpinocchi\u201d differenti solo per le tonalit\u00e0 del legno. Nel 1991, il bacio tra un prete vestito di nero e una suora in bianco rappresenta per Toscani un ulteriore esercizio stilistico sul bianco e nero, ma il suo obiettivo \u00e8 soprattutto lanciare una provocazione: il gesto in s\u00e9 comunica tenerezza, in esso non c\u2019\u00e8 volgarit\u00e0, tuttavia gli abiti che indossano i protagonisti simboleggiano l\u2019appartenenza a un ordine religioso che impone la castit\u00e0 Toscani si chiede \u201c\u00e8 possibile suscitare una reazione positiva proponendo l\u2019immagine di qualcosa generalmente inteso come inammissibile?\u201d. Il contrasto dei due colori \u00e8 ripreso nel 1997, ed \u00e8 legato al tema della solidariet\u00e0: una mano nera che mostra pochi chicchi di riso ci invita a ricordare il problema della fame nel mondo. Il fotografo tratta inoltre il tema della guerra, il cui unico vero e concreto risultato sono i cimiteri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:19.05147%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000016405\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000016405\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/RazzaUmana_OlivieroToscaniStudio_-6-683x1024-2.jpg?fit=683%2C1024&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"683,1024\" data-comments-opened=\"0\" 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full-screen\"\/><\/figure><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> La provocazione qui nasce non solo dall\u2019idea stessa di usare, nel 1990, il cimitero, simbolo della morte, in un contesto pubblicitario, ma anche dalla presenza spiazzante di un elemento religioso non cattolico: una stella di David. Un altro messaggio di pace (1994) mostra degli abiti insanguinati, appartenuti a un soldato morto durante lo scontro in ex Jugoslavia. Nella foto \u00e8 presente anche l\u2019autorizzazione in lingua serbo-croata del padre del giovane; il militare ucciso \u00e8 una vittima della guerra come tante, ma non rimarr\u00e0 anonimo: leggendo le parole scritte dal padre, conosceremo il suo nome e penseremo anche all\u2019uomo, che aveva una propria vita, una storia, una famiglia. Dopo le polemiche sorte per l\u2019immagine del cimitero, l\u2019anno seguente si decide di mostrare \u201c&#8230;qualcosa che avrebbe unito tutti, un\u2019immagine intoccabile\u201d, secondo il fotografo. La nascita, la vita. Ma anche questi sono considerati argomenti tab\u00f9 e la foto viene giudicata illecita e censurata. Toscani affronta anche il tema dell\u2019Aids, e una delle foto non scattate direttamente da lui, ma scelte per la campagna del \u201892 anche in base al grado di artisticit\u00e0 e retoricit\u00e0, mostra un malato di Aids morente circondato dai familiari: Toscani definisce questa foto \u201cuna moderna Piet\u00e0\u201d. Per informare e sensibilizzare l\u2019opinione pubblica realizza nel \u201893 anche il collage di oltre 2000 volti, che forma la scritta AIDS. Qui il testo verbale \u00e8 la risultante di una composizione di testi visivi. Sui volti incombe l\u2019incognita della malattia-metafora che \u00abc\u2019\u00e8 ma non si vede\u00bb. Nello stesso anno, la marchiatura \u201cHiv positive\u201d su un pube e un fondoschiena e un braccio vuole rappresentare non solo i canali attraverso i quali la sieropositivit\u00e0 pu\u00f2 essere trasmessa, ma anche la metafora della marchiatura sociale dei diversi. In alcune campagne gli elementi linguistici sono essenziali perch\u00e9 completano e rafforzano il senso gi\u00e0 trasmesso dalle immagini. Nel primo esempio del 1996 sul tema dell\u2019uguaglianza i tre cuori umani sono distinguibili, solo in base alle scritte: \u201cwhite\u201d, \u201cblack\u201d, \u201cyellow\u201d. L\u2019immagine potrebbe anche voler indicare l\u2019universalit\u00e0 dei sentimenti, di cui il cuore \u00e8 simbolo. O ancora l\u2019operazione di \u201cetichettamento\u201d compiuta nella foto sui cuori, e dunque sull\u2019essere umano e sulle sue emozioni, vorrebbe far notare come queste diventino oggi merci che le aziende vogliono comprare. Nel \u201898 in un altro manifesto accanto ad un viso in primo piano, altri otto volti di persone con diverse caratteristiche somatiche \u201cincorniciano\u201d l\u2019articolo 1 della Dichiarazione dei Diritti Umani approvata dall\u2019ONU nel 1948: tutti gli esseri umani sono nati liberi e con uguali dignit\u00e0 e diritti. Al pi\u00f9 importante di questi diritti, la libert\u00e0, Toscani aveva dedicato una delle immagini della campagna del 1995: diversi tipi di filo spinato provenienti da varie zone del mondo simboleggiano forme di isolamento, di controllo e limitazione della libert\u00e0 degli individui, ma anche barriere \u201carmate\u201d, con le loro punte pronte a ostacolare e \u201cpunire\u201d chiunque volesse oltrepassarle. Dopo la contestata campagna che mostra i volti di 28 condannati a morte statunitensi, la collaborazione tra il fotografo e l\u2019azienda termina definitivamente. In queste immagini la tecnica fotografica usata da Toscani (la frontalit\u00e0 della ripresa, che trasmette un punto di vista oggettivo e lo sguardo del condannato diretto verso l\u2019obiettivo) consiste nello stabilire una relazione di intimit\u00e0 tra il soggetto rappresentato e il destinatario, e nel coinvolgere lo \u201cspettatore\u201d nel dramma sociale e privato del condannato. Negli anni della collaborazione tra Toscani e Benetton, i valori dell\u2019azienda sono stati garantiti con costanza e coerenza, seguendo sempre una linea comunicativa ben definita. Si pu\u00f2 dire quindi che il fotografo, con la sua poetica, \u00e8 riuscito nell\u2019affermazione efficace dell\u2019identit\u00e0 della marca e dei suoi tratti ideologici. L\u2019ideologia di marca \u00e8 trasmessa grazie a <em>valori estrinseci <\/em>rilevanti per il consumatore, che investono la marca e di riflesso anche i prodotti, ed influenzano i comportamenti d\u2019acquisto: &#8211; valore etico: l\u2019azienda si concentra su tematiche di rilevanza sociale; &#8211; valore emozionale: i contenuti delle campagne non lasciano indifferenti; &#8211; valore d\u2019identit\u00e0: la marca esprime la personalit\u00e0 di un consumatore maturo, sensibile e\u00a0\u00a0 attento; &#8211; valore mitico: l\u2019azienda si distingue dalle concorrenti per la sua originalit\u00e0. L\u2019ideologia, o missione<em> <\/em>aziendale, qui assume i caratteri di una vera e propria religione, perch\u00e9 si fonda su \u201cprecisi valori e correlative pratiche definiti dalla stessa azienda\u201d (Azzoni 2003)<em>. <\/em>Il suo obiettivo \u00e8 aiutare ad agire nel mondo, in questo caso invitando a relazionarsi con il consumo senza dimenticare problemi importanti e soprattutto reali.Se la trasmissione dell\u2019ideologia di marca passa spesso attraverso la provocazione, \u00e8 perch\u00e9 questa, secondo Toscani, \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 di aprire un varco al dubbio, dioffrire nuovi punti di vista. Una domanda che si sono posti in tantissimi studiosi la pubblicit\u00e0 pu\u00f2 essere arte? Secondo Umberto Eco \u201carte \u00e8 tutto ci\u00f2 che gli uomini hanno chiamato arte\u201d. Tra le caratteristiche del testo artistico abbiamo la gi\u00e0 menzionata funzione poetica, cio\u00e8 un\u2019attenzione particolare per la forma dell\u2019espressione la pluriisotopicit\u00e0: l\u2019opera \u00e8 \u201cda finire\u201d ed \u00e8 aperta a una serie di interpretazioni coerenti; e l\u2019autoreferenzialit\u00e0, detta anche \u201cfinalit\u00e0 senza scopo\u201d dall\u2019estetica kantiana. Toscani supera quest\u2019ultimo concetto proponendo immagini con finalit\u00e0 e utilit\u00e0 \u201cesterne\u201d alla pura forma del messaggio, vere e proprie rappresentazioni del mondo che ci circonda, in grado di suscitare riflessioni e discussioni. Infatti, Eco attribuisce all\u2019opera d\u2019arte anche la capacit\u00e0, che certamente contraddistingue le spiazzanti fotografie pubblicitarie di Toscani, \u201cdi mettere in questione le verit\u00e0 acquisite \u201d, di \u201ccambiare il modo in cui una data cultura vede il mondo\u201d. Riassumendo: la comunicazione di Toscani \u00e8 interattiva, creativa e parla della realt\u00e0, mentre la pubblicit\u00e0 tradizionale ci offre un messaggio preconfezionato, \u00e8 alla ricerca del consenso e propone situazioni irreali. Una delle ragioni critiche che nel tempo si sono opposte a considerare la pubblicit\u00e0 come arte \u00e8 il suo legame con la vendita e il profitto, il suo fine commerciale. Inoltre secondo tale argomentazione di chiara ascendenza romantica, \u00e8 artista solo chi \u00e8 libero di creare ci\u00f2 che vuole. Ma non si pu\u00f2 negare il valore artistico di molte opere che, anche in passato, sono state create su commissione, o con espliciti fini di profitto. Bench\u00e9 infatti il rapporto tra creativit\u00e0 e committenza sia complesso, ci\u00f2 non significa che debba essere necessariamente conflittuale, e Toscani dimostra come sia possibile la coincidenza tra sperimentazione artistica (o pubblicitaria) ed economia. Nel suo caso non \u00e8 l\u2019inserimento delle immagini nel contesto pubblicitario a sminuirne il valore artistico, anzi a parer mio, la poetica di Toscani si arricchisce rendendo originale, innovativa, e perci\u00f2 artistica, la comunicazione Benetton. La condivisione degli stessi valori \u00e8 alla base del suo rapporto con la committenza. Toscani si ritiene libero e autonomo, il mezzo pubblicitario gli garantisce un grande potere d\u2019espressione. Si mette al servizio di una casa di produzione internazionale, ma riesce a mantenere viva la propria personalit\u00e0 grazie alle sue doti creative, credendo nel fatto che la creativit\u00e0 sia il coraggio di andare oltre i profitti e le necessit\u00e0 dei committenti. Benetton ha il coraggio di rischiare per distinguersi e stupire, utilizzando i budget a disposizione per una comunicazione socialmente impegnata<em>. <\/em>Come scrive il regista Spike Lee \u201cvuole guadagnare come ogni altra azienda. Del resto, \u00e8 ci\u00f2 che facciamo tutti. Lavorare per guadagnare. Ma \u00e8 il modo in cui lo facciamo, la strada che scegliamo che fa la differenza\u201d. Mentre molte altre aziende hanno preferito la strada pi\u00f9 sicura della ricerca del consenso, consapevoli del fatto che, come afferma lo stesso Toscani, la battaglia sempre in corso fra creativit\u00e0 ed economia \u00e8 stata persa dalla creativit\u00e0, perch\u00e9 la creativit\u00e0 \u00e8 sempre sovversiva ed \u00e8 destinata a restare fuori dagli schemi precostituiti. Oliviero Toscani, all\u2019interno del suo libro Adi\u00f3s a la publicidad, critica l&#8217;universo idilliaco ed edulcorato che crea la pubblicit\u00e0, in cui si nascondono i problemi e gli aspetti pi\u00f9 pericolosi della societ\u00e0. La grande innovazione di Toscani \u00e8 stata quella di staccarsi dalla comfort zone per creare scandalo, e far parlare delle sue pubblicit\u00e0 anche dopo trent\u2019anni nel bene o nel male, purch\u00e9 se ne parli. Quando crea la campagna Benetton non si trattava di convincere il pubblico a comprare, ma di creare una sintonia con lui attraverso un&#8217;idea filosofica: quella dell&#8217;abbraccio tra razze\u00bb infine questa \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che ci ha lasciato Oliviero Toscani. Questo grande progetto voluto da Oliviero Toscani ,\u2018Razza Umana\u2019 \u00e8 stata in molti luoghi, da un piccolo borgo in Liguria al Giappone, da piazza della Scala a Milano a Cartagena in Colombia, da una convention di tatuati alla Galleria degli Uffizi fino al Nicaragua. Dall\u2019apertura di Palazzo Blu al Messico, da una mostra di orsi a Genova alla Namibia, dal Carnevale di Viareggio, alla Franciacorta, alla Polonia, da Israele alla Palestina, passando per la Svizzera e il Belgio tornando, spessissimo, in Italia. Adesso questo straordinario progetto collettivo torna a Pisa per una nuova intensa tappa del suo viaggio infinito. Il progetto \u2018Razza Umana\u2019, infatti continua ancora oggi, grazie a un team dedicato, sempre ricordando il motto del suo ideatore che amava dire: \u201cmi commuovo di fronte all\u2019unicit\u00e0 di ogni individuo e per questo fotografo gli esseri umani nelle molteplici espressioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Blu di Pisa<\/p>\n\n\n\n<p>Oliviero Toscani. Razza Umana<\/p>\n\n\n\n<p>dal 17 Aprile 2025 al 29 Giugno 2025<\/p>\n\n\n\n<p>dal Luned\u00ec al Venerd\u00ec dalle ore 10.00 alle ore 19.00<\/p>\n\n\n\n<p>Sabato e Domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Foto della mostra Oliviero Toscani. Razza Umana dal 17 Aprile 2025 al 29 Giugno 2025 Palazzo Blu di Pisa courtesy Oliviero Toscani Studio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Fino al 29 Giugno 2025 si potr\u00e0 ammirare a Palazzo Blu di Pisa una mostra dedicata ad Oliviero Toscani \u2013 \u2018 Razza Umana\u2019 il progetto \u00e8 curato Oliviero Toscani Studio. L\u2019esposizione \u00e8 organizzata da Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con Oliviero Toscani Studio e con il sostegno della Fondazione Pisa. 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