{"id":1000016383,"date":"2025-04-26T14:43:41","date_gmt":"2025-04-26T17:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016383"},"modified":"2025-04-26T14:43:43","modified_gmt":"2025-04-26T17:43:43","slug":"al-museo-mav-di-ercolano-perdita-del-senso-dellumano-e-resistenza-un-dialogo-tra-arte-e-contemporaneita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016383","title":{"rendered":"Al Museo MAV di Ercolano : Perdita del Senso dell\u2019Umano e Resistenza. Un Dialogo tra Arte e Contemporaneit\u00e0 \u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 potuta ammirare al MAV \u2013 Museo Archeologico Virtuale di Ercolano la mostra Perdita del Senso Umano e Resistenza organizzata e promossa dall\u2019Associazione Connessioni aps Culture Contemporanee a cura di Giovanni Mangiacapra &#8211; Testo Critico di Giovanni Cardone. L\u2019esposizione \u00e8 stata suddivisa in due momenti con la Perfomance degli artisti Giovanni Mangiacapra , Giovanni A. Balzano e Pietro Mingione, &nbsp;poi c\u2019\u00e8 stata l\u2019inaugurazione della mostra. Nel leggere questo titolo dato alla mostra ovvero : Perdita del senso dell\u2019umano e resistenza , ho pensato subito a Giordano Bruno che nel suo scritto del 1591 De imaginum, signorum et idearum compositione , il Bruno affermava&nbsp; che ogni Poeta pu\u00f2 essere Pittore , e pu\u00f2 essere anche Pittore e filosofo, ed quello che io personalmente ho incontrato al MAV \u2013 Museo Archeologico Virtuale di Ercolano dove tre artisti che anche nella loro diversit\u00e0 sono uniti da un linguaggio poetico, questo lo si intravede dai materiali che ognuno di loro hanno usato per le loro \u2018Perfomance\u2019 dove io ho assistito incantato. Giovanni Balzano usando la creta nera come materiale ci ha portato in un immaginario dantesco ovvero dalla disperazione alla speranza. Nell\u2019opera di Giovanni Balzano la metafora mette in rilievo una maniera originale di animare il processo creativo, creando quelle che Sutherland definisce come delle parafrasi emozionali della realt\u00e0. In questo processo&nbsp; creativo l\u2019artista non \u00e8, per\u00f2, completamente libero. Sembra quasi che in Balzano esista quella che Paul Nichols chiamava \u201cpredilezione formale innata\u201dche condiziona la scelta delle immagini, una specie di determinismo interiore inconscio, pegno della libert\u00e0 dell\u2019artista. Giovanni Balzano continua oggi a percorrere con leggerezza quel difficile sentiero che passa tra il richiamo della tradizione e l\u2019urgenza della contemporaneit\u00e0, riuscendo cos\u00ec a creare delle immagini plastiche che riescono a sfiorare molte zone, molti recessi e desideri dello spirito umano. Mentre Giovanni Mangicapra con la sua pittura informale ha giocato molto tra bene e male, tra sacro e profano ma attraverso il giallo arriva la luce quella speranza che vive in ogni essere umano. La sintetica ricerca di Giovanni Mangiacapra dell\u2019assoluto ovvero, di unit\u00e0 che delinea impercettibili tracce che sublimano a un\u2019aurorale, sincretica nuova vita. Frammenti disegnati interrogano passato e presente tramite meditate scomposizioni e cangianti ricomposizioni tonali. Un fluido, pulsante e impetuoso, scorre sotterraneo nei meandri percettivi dell\u2019artista alimentando un luogo incantato, evocato come fenomeno di luce e colore, verit\u00e0 e vita oltre la vita. Infine Pietro Mingione artista che con i suoi colori tenui e attraverso l\u2019ossidazione egli ha raccontato se stesso in primis cercando per\u00f2 di dare un senso spirituale del suo immaginario poetico. Il lavoro dell\u2019artista racconta una nuova e interessante fase di semplificazione, o meglio di aggregazione descrittiva che suggerisce un pi\u00f9 ampio campo che si rif\u00e0 al suo pensiero che narra per alcuni aspetti il \u2018degrado\u2019 della nostra societ\u00e0 contemporanea . Si direbbe che l\u2019artista, dopo tante calate nei recessi della coscienza individuale, voglia interrogarsi sul&nbsp;cammino di ognuno e quindi saggiare panorami pi\u00f9 vasti di quelli introspettivi, porre in&nbsp;campo simboli di valore universale. Tutto questo fa parte del mondo ideato da Pietro Mingione&nbsp; questo lo si evidenzia&nbsp; nell\u2019opera \u2018performativa\u2019, dove la sua arte diviene metafora visiva di un mondo contemporaneo dove la rappresentazione \u00e8 importante perch\u00e9 mette a nudo l\u2019\u2018Io\u2019 dell\u2019artista, ma nel contempo tende ad evidenziare il messaggio di questa opera che racconta l\u2019uomo contemporaneo. Infine penso a Bauman quando dice : \u201c Che la nostra soci\u00e8t\u00e0&nbsp; sta focalizzando la sua attenzione sul passaggio dalla modernit\u00e0 alla&nbsp;postmodernit\u00e0, e le questioni etiche relative.&nbsp; Egli ha paragonato il concetto di modernit\u00e0 e postmodernit\u00e0 rispettivamente allo stato solido e&nbsp;liquido&nbsp;della societ\u00e0. Mentre nell\u2019et\u00e0 moderna tutto era dato come una solida costruzione, ai nostri giorni, invece ogni aspetto della vita pu\u00f2 venir rimodellato artificialmente. Dunque nulla ha contorni nitidi, definiti e fissati una volta per tutte. Ci\u00f2 non pu\u00f2 che influire sulle relazioni umane, divenute ormai precarie in quanto non ci si vuole sentire ingabbiati. Bauman sostiene che l\u2019incertezza che attanaglia la societ\u00e0 moderna deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a&nbsp;consumatori. L\u2019esclusione sociale elaborata da Bauman non si basa pi\u00f9 sull\u2019estraneit\u00e0 al sistema produttivo o sul non poter comprare l\u2019essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernit\u00e0. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cio\u00e8 non sentirsi accettato nel&nbsp;ruolo di consumatore . In tal modo, in una societ\u00e0 che vive per il consumo, tutto si trasforma in merce, incluso l\u2019essere umano\u201d.&nbsp; Io credo che senza memoria non vi \u00e8 passato e senza passato non vi \u00e8 identit\u00e0. Ogni uomo ha bisogno di conoscere le proprie radici, la propria provenienza, per comprendere fino in fondo se stesso e la societ\u00e0 in cui vive, cos\u00ec come ogni popolo per sopravvivere alla modernit\u00e0, dovrebbe conoscere e valorizzare le proprie tradizioni gli usi e costumi di generazioni antiche che, seppur lontane, continuano a mantenere un\u2019eco&nbsp; di vitale importanza per la sopravvivenza della propria cultura. Spesso ignoriamo che, proprio nel sapere collettivo dei nostri progenitori,si nascondevano verit\u00e0 incontrovertibili acquisite pi\u00f9 che dallo studio, dall\u2019esperienza, e che in alcune di queste possono essere rintracciate oggi basi e fondamenti scientifici allora sconosciuti che ci hanno permesso di sopravvivere e di arrivare fin qui. Posso dire che la relazione tra le arti figurative \u00e8 stata nel tempo oggetto di un infinito numero di speculazioni che hanno dato vita a teorie, considerazioni e assiomi diversi e contestualmente applicabili. Trattandosi poi di una questione trasversale a diversi ambiti disciplinari non deve stupire che sia stata interesse centrale per storici dell\u2019arte,filosofi,estetologi,semiologi, letterati e artisti che, di volta in volta, hanno affrontato il problema in accordo ai propri fini teorici. Tutte le epoche si sono interrogate sul dialogo tra parola e immagini sia attraverso pratiche artistiche vere e proprie, spesso frutto di sinergie intermediali, sia attraverso risposte critiche alle stesse, che hanno fatto di questo dialogo un oggetto di studio sempre nuovo. L\u2019arte non presenta o meglio, rappresenta la realt\u00e0 ma la produce creando qualcosa di nuovo rispetto al passato e quello che ho visto al MAV dove il connubio tra questi tre artisti ci permette di conoscere bene se stessi e l\u2019animo umano per forse guardare meglio il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Biografia&nbsp;&nbsp;di Giovanni Mangiacapra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<\/strong>Nato nel 1955 a Napoli dove vive e lavora. Nel 1984 si laurea in Sociologia con una ricerca sperimentale sulla salute ed i suoi paradigmi sociali e psicologici. I suoi studi si perfezionano in seguito sulla comunicazione pubblica ed in particolare sui servizi ospedalieri collaborando, in una ricerca con il Tribunale dei Diritti dei Malati presso il CNR di Napoli, sulle analisi di qualit\u00e0. Lavorer\u00e0 per i seguenti quarant\u2019anni nelle strutture ospedaliere e nei servizi delle Unit\u00e0 di Pubbliche Relazioni.Inizia la sua attivit\u00e0 artistica negli anni \u201970, con una mostra collettiva organizzata dal centro Don Gnocchi di Parma, dove riscuote interesse per i paesaggi dipinti con tempera su carta, compensato e stoffa. La sua prima mostra personale, descritta dall\u2019artista come la sua \u201cprima grande emozione artistica\u201d,&nbsp;&nbsp;si tiene nel suo quartiere di Ponticelli nel circolo di Gian Battista Vico. In questo periodo dipinge le fabbriche, le case ma gi\u00e0 guarda alla natura come processo da difendere, da curare ed amare. L\u2019aspetto figurativo della sua pittura verr\u00e0 poi sostituito dalla sperimentazione di materiali e colori. Poco influenzato dalle varie tendenze artistiche con le quali viene a contatto, giunge ad un\u2019interpretazione personale dell&#8217;Informale, anteponendo il suo senso di libert\u00e0 ed autenticit\u00e0 espressiva alla disciplina tecnica. Il corpo partecipa al compimento creativo come parte organica del campo artistico, dando \u201cCorpo\u201d&nbsp;&nbsp;in un significato pratico che germoglia lentamente e tenacemente secondo una nuova intensit\u00e0 e un nuovo colore di vita. Una ricerca sempre sorretta da una rigorosa e severa \u201cspiritualit\u00e0\u201d al cui attento vaglio sono sottoposti gli spessori cromatici della materia.Una figura costante nel panorama artistico italiano, le sue mostre collettive e personali ottengono sempre riconoscimenti dalla critica. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche.Presidente dell\u2019Associazione Connessioni, che si occupa della promozione sociale dell\u2019arte e degli artisti, Giovanni Mangiacapra collabora inoltre con cooperative sociali ed associazioni di divulgazione culturale. In particolare, si specializza nelle attivit\u00e0 di laboratori artistici come arte-terapista del disagio sociale.Oltre alla pittura, la grande passione dell\u2019artista \u00e8 il suo giardino mediterraneo con le sue numerose piante grasse. Viaggia da sempre visitando tanti paesi d\u2019Europa e del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:36.74742%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mav-ercolano-875x600-1.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000016387\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000016387\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mav-ercolano-875x600-1.jpg?fit=875%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"875,600\" data-comments-opened=\"0\" 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Acerra, qui sperimenta diverse tecniche sotto la guida del Professor Nunzio Meo, ma lascia la scuola per portare avanti la sua ricerca da autodidatta facendo esperienza diretta presso botteghe d\u2019arte e assistendo artisti . Si avvicina al mondo della Street Art e in un primo momento non abbandona il figurativo, prediligendo per\u00f2 gi\u00e0 uno stile grafico tipico dei murales. Dopo aver visto una video performance di Emilio Vedova, sente di dover approfondire la sua conoscenza dell\u2019arte informale e gestuale, la libert\u00e0 totale del gesto e l\u2019assenza di programmazione lo stimolano a studiare la fluidit\u00e0 e il potere ribelle del colore. Le prime esposizioni avvengono tra Pomigliano e Nola. Nel 2010 partecipa ad una collettiva al PAN di Napoli a cui segue uno stage con lo studio grafico di Miami, Studio Storm di Torghensen. Dal 2011 al 2014 espone in varie gallerie e partecipa a varie iniziative artistiche che lo vedono coinvolto attivamente tra cui Una Piuma per Alda organizzata da Spazio Amira, partecipa alla mostra con asta in favore della reggia Real di Carditello in provincia di Caserta e a fiere come Art Fair a Forl\u00ec. Nel 2014 si affianca al direttore del museo di Rivisondoli, Enrico Papoff, che lo coinvolge nella cura del museo con l\u2019antologica di Bruno Donzelli. Dal 2016 al 2019 collabora con diversi spazi espositivi con azioni performative presso la galleria Arterrima di Caserta, ART Gallery al Vomero, Tunnel Borbonico di Napoli, We Space di Napoli, Palazzo Lancellotti di Casalnuovo, Lucis e Palazzo Allocca a Saviano. Intanto collabora anche con brand come Feltrinelli, Mondadori, Gruppo Fiat e Boero. Nel 2019, insieme al fedele amico Ciro Ciccone e ad un gruppo di amici, crea uno spazio espositivo a Brusciano che diventa Museo e ne assume la direzione. Vive e lavora a Brusciano (Napoli).<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giovanni A. Balzano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni A. Balzano \u00e8 artista poliedrico, impegnato fin dagli anni \u201960 in una costante e intensa ricerca nell\u2019ambito delle arti visive. Preminenti sono tutt\u2019ora le sue attivit\u00e0 di pittore e scultore. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche, nazionali ed estere. Ha partecipato a numerose collettive e a diversi simposi d\u2019arte nazionali e internazionali. \u00c9 premiato, a iniziare dagli esordi, in numerosi concorsi di arti figurative. Si \u00e8 occupato per diversi anni di Design e Architettura Industriali. Discipline queste ultime nelle quali ha sviluppato le sue ricerche sul rapporto forma funzione e le sue teorie sul valore dell\u2019arte e sul significato della bellezza nei luoghi di lavoro. Su queste tematiche e su quelle pi\u00f9 pertinenti alla Storia dell\u2019Arte, scrive articoli su riviste specializzate. Dall\u2019inizio del nuovo millennio ha affiancato all\u2019attivit\u00e0 artistica quella di poeta e narratore. Ad oggi ha pubblicato una silloge illustrata di poesie e tre romanzi. \u00c8 laureato con lode in Cons. dei Beni Culturali ed \u00e8 promotore e partecipa attivamente a iniziative culturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Si \u00e8 potuta ammirare al MAV \u2013 Museo Archeologico Virtuale di Ercolano la mostra Perdita del Senso Umano e Resistenza organizzata e promossa dall\u2019Associazione Connessioni aps Culture Contemporanee a cura di Giovanni Mangiacapra &#8211; Testo Critico di Giovanni Cardone. 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