{"id":1000016222,"date":"2025-04-24T06:52:29","date_gmt":"2025-04-24T09:52:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016222"},"modified":"2025-04-24T06:52:31","modified_gmt":"2025-04-24T09:52:31","slug":"cosa-bisogna-fare-per-ridurre-il-rischio-di-demenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016222","title":{"rendered":"Cosa bisogna fare per ridurre il rischio di demenza"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;ipertensione mette a dura prova i vasi sanguigni, il cuore e altri organi, aumentando il rischio di sviluppare cardiopatie (come insufficienza cardiaca, attacco cardiaco o morte cardiaca improvvisa), insufficienza renale o ictus in et\u00e0 precoce. Ma \u00e8 anche un dei 14 fattori di rischio \u00abmodificabili\u00bb della demenza insieme al fumo, l&#8217;inattivit\u00e0 fisica, il consumo eccessivo di alcol, il diabete, l&#8217;obesit\u00e0, l&#8217;isolamento sociale, la depressione, il colesterolo alto, un trauma cranico, bassi livelli di istruzione, l&#8217;inquinamento atmosferico, problemi alla vista e l&#8217;ipoacusia (calo dell&#8217;udito) non trattati. Secondo un report della Lancet Commission, intervenire sui questi fattori potrebbe ritardare o addirittura evitare fino al 40 per cento dei casi di demenza dopo i 70 anni. Quando c&#8217;\u00e8 ipertensione \u00e8 necessario assumere una terapia farmacologica e parallelamente modificare il proprio stile di vita (seguire una dieta equilibrata con un basso consumo di grassi saturi, limitare gli alcolici e il sale, evitare il fumo, e fare attivit\u00e0 fisica). Un nuovo studio guidato dall&#8217;University of Texas Southwestern Medical Center, ha ora dimostrato che questo tipo di intervento volto a controllare la pressione ha anche un altro vantaggio: riduce del 16 per cento il rischio di deterioramento cognitivo, inteso come difficolt\u00e0 di pensiero, memoria, linguaggio e risoluzione dei problemi nei soggetti ipertesi. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine. L&#8217;ipertensione \u00e8 un disturbo della pressione sanguigna (l&#8217;intensit\u00e0 con cui il sangue scorre nei vasi) caratterizzato da un valore a riposo pi\u00f9 alto rispetto a valori fisiologici normali. I valori normali in et\u00e0 adulta dovrebbero essere compresi tra 115 e 120 mmHg per la massima (sistolica) e tra 75 e 80 mmHg per la minima (diastolica). Quando superano 140 per la massima e 90 per la minima allora c&#8217;\u00e8 ipertensione. A soffrirne, oggi, sono 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo (di cui 16 milioni in Italia), un numero pi\u00f9 che raddoppiato negli ultimi 30 anni. L&#8217;ipertensione ha un&#8217;incidenza che aumenta con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 (colpisce i due terzi delle persone di et\u00e0 superiore ai 60 anni) ed \u00e8 correlata sia al rischio di declino cognitivo vascolare e di Alzheimer. Questo perch\u00e9 la pressione alta, compromettendo la struttura e l&#8217;integrit\u00e0 funzionale del microcircolo cerebrale, riduce il flusso di sangue al cervello. Insieme a questo, processi associati all&#8217;ipertensione come la neuroinfiammazione, favoriscono la formazione di placche amiloidi, che determinano la morte dei neuroni, e caratterizzano la malattia di Alzheimer. I ricercatori dell&#8217;University of Texas Southwestern Medical Center hanno reclutato quasi 34 mila persone di et\u00e0 pari o superiore a 40 anni con un&#8217;ipertensione non controllata, che vivono contesti rurali della Cina, e divisi un due gruppi. Il primo (gruppo di intervento) ha seguito una terapia farmacologica per abbassare la pressione e ricevuto nel corso del follow-up (48 mesi) visite domiciliari periodiche per monitorare la pressione arteriosa e controllare che i partecipanti apportassero modifiche allo stile di vita (smettere di fumare, perdere peso, adottare una dieta pi\u00f9 sana, tra cui ridurre l&#8217;apporto di sale e il consumo di alcol) volte a un controllo della pressione. Il secondo (gruppo di controllo) ha invece seguito le cure abituali, con solo consigli sulla gestione della pressione arteriosa, sottoponendosi a controlli pressori solo in contesti sanitari.&nbsp;&nbsp;Dall&#8217;analisi \u00e8 emerso che le strategie volte a un controllo efficace della pressione arteriosa hanno ridotto in soli quattro anni significativamente il rischio di Alzheimer e altre forme di demenza. In particolare, nei soggetti in cui la pressione arteriosa sistolica (la massima) si \u00e8 abbassata da 157 a 128 mmHg, si \u00e8 ridotto del 15 per cento il rischio di sviluppare demenza dopo 4 anni, e del 16 per cento il rischio di deterioramento cognitivo. \u00abSebbene non esista un singolo comportamento che garantisca la prevenzione della demenza, sappiamo che ci\u00f2 che fa bene al cuore fa spesso bene anche alla testa &#8211; ha affermato il dottor Richard Oakley, direttore associato per la ricerca e l&#8217;innovazione presso l&#8217;Alzheimer&#8217;s Society -. Questo studio \u00e8 uno dei primi grandi trial clinici volti a verificare se il trattamento dell&#8217;ipertensione possa ridurre il rischio di demenza, e i risultati sembrano promettenti\u00bb. \u00abLa pressione alta &#8211; ha aggiunto Masud Husain, professore di Neurologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Oxford &#8211; \u00e8 un campanello d&#8217;allarme che ci invita a trattarla in modo intensivo, non solo per proteggere il cuore, ma anche il cervello\u00bb. La dottoressa Julia Dudley, responsabile della ricerca presso l&#8217;Alzheimer&#8217;s Research UK, ha invitato il governo a fare di pi\u00f9 per contrastare i fattori legati alla salute e allo stile di vita che possono causare la demenza. \u00abCi\u00f2 &#8211; ha affermato &#8211; potrebbe significare introdurre politiche volte a ridurre il sale, lo zucchero e le calorie negli alimenti trasformati e abbassare l&#8217;et\u00e0 minima per accedere al programma NHS Health Check in Inghilterra da 40 a 30 anni, in modo che pi\u00f9 persone possano iniziare a gestire la pressione sanguigna prima in et\u00e0 adulta\u00bb. \u00abNel frattempo che questi provvedimenti vengano implementati dal Servizio Sanitario Nazionale &#8211; ha concluso -, tutti possiamo fare qualcosa per migliorare il nostro benessere generale e ridurre il rischio di demenza, come svolgere regolarmente attivit\u00e0 fisica, mantenere un peso sano, gestire lo stress, dormire a sufficienza e ridurre il consumo di sale e alcol\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Barbara Fiorillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ipertensione mette a dura prova i vasi sanguigni, il cuore e altri organi, aumentando il rischio di sviluppare cardiopatie (come insufficienza cardiaca, attacco cardiaco o morte cardiaca improvvisa), insufficienza renale o ictus in et\u00e0 precoce. 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