{"id":1000016183,"date":"2025-04-23T08:21:42","date_gmt":"2025-04-23T11:21:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016183"},"modified":"2025-04-23T08:21:45","modified_gmt":"2025-04-23T11:21:45","slug":"papa-francesco-e-la-politica-che-deve-costruire-ponti-e-non-muri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016183","title":{"rendered":"Papa Francesco e la politica che \u00abdeve costruire ponti e non muri\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Papa Francesco per anni ha insistito sulla ricerca di una soluzione e non sul favorire le contrapposizioni. Per me la sua Enciclica \u00abFratelli Tutti\u00bb siglata ad Assisi nel 2020 sulla tomba di San Francesco \u00e8 quella che pi\u00f9 interroga sul terribile dramma di oggi: la guerra e la pace. Ecco alcuni passaggi per me fondamentali.&nbsp;&nbsp;\u00abAprirsi al mondo\u00bb, si legge, \u00e8 un&#8217;espressione che oggi \u00e8 stata fatta propria dall&#8217;economia e dalla finanza. Si riferisce \u00abesclusivamente all&#8217;apertura agli interessi stranieri o alla libert\u00e0 dei poteri economici di investire senza un modello culturale unico, che magari unifica il mondo ma divide le persone e le nazioni, perch\u00e9 \u00abla societ\u00e0 sempre pi\u00f9 globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli\u00bb.&nbsp;&nbsp;Cos\u00ec alla fine \u00absiamo pi\u00f9 soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell&#8217;esistenza. Aumentano piuttosto i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o di spettatori. L&#8217;avanzare di questo globalismo favorisce normalmente l&#8217;identit\u00e0 dei pi\u00f9 forti che proteggono s\u00e9 stessi, ma cerca di dissolvere le identit\u00e0 delle regioni pi\u00f9 deboli e povere, rendendole pi\u00f9 vulnerabili e dipendenti\u00bb. In tal modo la politica \u00abdiventa sempre pi\u00f9 fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicano il &#8216;divide et impera'\u00bb. Per Papa Francesco bisogna aprire le vie del dialogo non innalzare nuovi muri: il modo migliore \u00abper dominare e avanzare senza limiti \u00e8 seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante, bench\u00e9 mascherata con la difesa di alcuni valori. Oggi in molti Paesi si utilizza il meccanismo politico di esasperare, esacerbare e polarizzare. Con varie modalit\u00e0 si nega ad altri il diritto di esistere e di pensare, e a tale scopo si ricorre alla strategia di ridicolizzarli, di insinuare sospetti su di loro, di accerchiarli. Non si accoglie la loro parte di verit\u00e0, i loro valori, e in questo modo la societ\u00e0 si impoverisce e si riduce alla prepotenza del pi\u00f9 forte. La politica cos\u00ec non \u00e8 pi\u00f9 una sana discussione su progetti a lungo termine per lo sviluppo di tutti e del bene comune, bens\u00ec solo ricette effimere di marketing che trovano nella distruzione dell&#8217;altro la risorsa pi\u00f9 efficace. In questo gioco meschino delle squalificazioni, il dibattito viene manipolato per mantenerlo allo stato di controversia e contrapposizione\u00bb. Papa Francesco guardava alla politica nel senso alto del termine, sperava in leader popolari capaci \u00abdi interpretare il sentire di un popolo, la sua dinamica culturale e le grandi tendenze di una societ\u00e0. Il servizio che prestano, aggregando e guidando, pu\u00f2 essere la base per un progetto duraturo di trasformazione e di crescita, che implica anche la capacit\u00e0 di cedere il posto ad altri nella ricerca del bene comune\u00bb. In molti casi non accade, la politica prende la strada del populismo quando \u00absi muta nell&#8217;abilit\u00e0 di qualcuno di attrarre consenso allo scopo di strumentalizzare politicamente la cultura del popolo, sotto qualunque segno ideologico, al servizio del proprio progetto personale e della propria permanenza al potere. Altre volte mira ad accumulare popolarit\u00e0 fomentando le inclinazioni pi\u00f9 basse ed egoistiche di alcuni settori della popolazione. Ci\u00f2 si aggrava quando diventa, in forme grossolane o sottili, un assoggettamento delle istituzioni e della legalit\u00e0\u00bb. Attenzione, i gruppi populisti chiusi \u00abdeformano la parola &#8216;popolo&#8217;, poich\u00e9 in realt\u00e0 ci\u00f2 di cui parlano non \u00e8 un vero popolo. Infatti, la categoria di &#8216;popolo&#8217; \u00e8 aperta. Un popolo vivo, dinamico e con un futuro \u00e8 quello che rimane costantemente aperto a nuove sintesi assumendo in s\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 diverso. Non lo fa negando s\u00e9 stesso, ma piuttosto con la disposizione ad essere messo in movimento e in discussione, ad essere allargato, arricchito da altri, e in tal modo pu\u00f2 evolversi\u00bb. Papa Francesco nella sua Enciclica Fratelli tutti pensa a \u00abuna sana politica, capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle di buone pratiche, che permettano di superare pressioni e inerzie viziose&#8230; e non si pu\u00f2 chiedere ci\u00f2 all&#8217;economia, n\u00e9 si pu\u00f2 accettare che questa assuma il potere reale dello Stato\u00bb. Per questo, davanti a tante forme \u00abdi politica meschine e tese all&#8217;interesse immediato\u00bb, ricorda che \u00abla grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine&#8230; pensare a quelli che verranno non serve ai fini elettorali, ma \u00e8 ci\u00f2 che esige una giustizia autentica, perch\u00e9, come hanno insegnato i Vescovi del Portogallo, \u00abla terra \u00e8 un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva\u00bb&#8230;Sulle guerre e sulla necessit\u00e0 di arrivare ad una pace giusta e durature, Papa Francesco punta sul nuovo incontro: \u00abNon significa tornare a un momento precedente ai conflitti. Col tempo tutti siamo cambiati. Il dolore e le contrapposizioni ci hanno trasformato. Inoltre, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per diplomazie vuote, per dissimulazioni, discorsi doppi, occultamenti, buone maniere che nascondono la realt\u00e0. Quanti si sono confrontati duramente si parlano a partire dalla verit\u00e0, chiara e nuda. Hanno bisogno di imparare ad esercitare una memoria penitenziale, capace di assumere il passato per liberare il futuro dalle proprie insoddisfazioni, confusioni e proiezioni. Solo dalla verit\u00e0 storica dei fatti potranno nascere lo sforzo perseverante e duraturo di comprendersi a vicenda e di tentare una nuova sintesi per il bene di tutti. La realt\u00e0 \u00e8 che &#8216;il processo di pace \u00e8 quindi un impegno che dura nel tempo. \u00c8 un lavoro paziente di ricerca della verit\u00e0 e della giustizia, che onora la memoria delle vittime e che apre, passo dopo passo, a una speranza comune, pi\u00f9 forte della vendetta&#8217;. Come hanno affermato i Vescovi del Congo a proposito di un conflitto che si ripete, &#8216;gli accordi di pace sulla carta non saranno mai sufficienti. Occorrer\u00e0 andare pi\u00f9 lontano, includendo l&#8217;esigenza di verit\u00e0 sulle origini di questa crisi ricorrente. Il popolo ha il diritto di sapere che cosa \u00e8 successo'\u00bb.&nbsp;&nbsp;In effetti, \u00abla verit\u00e0 \u00e8 una compagna inseparabile della giustizia e della misericordia. Tutte e tre unite, sono essenziali per costruire la pace e, d&#8217;altra parte, ciascuna di esse impedisce che le altre siano alterate. La verit\u00e0 non deve, di fatto, condurre alla vendetta, ma piuttosto alla riconciliazione e al perdono. Verit\u00e0 \u00e8 raccontare alle famiglie distrutte dal dolore quello che \u00e8 successo ai loro parenti scomparsi. Verit\u00e0 \u00e8 confessare che cosa \u00e8 successo ai minori reclutati dagli operatori di violenza. Verit\u00e0 \u00e8 riconoscere il dolore delle donne vittime di violenza e di abusi.&nbsp;&nbsp;Ogni violenza commessa contro un essere umano \u00e8 una ferita nella carne dell&#8217;umanit\u00e0; ogni morte violenta ci &#8216;diminuisce&#8217; come persone. La violenza genera violenza, l&#8217;odio genera altro odio, e la morte altra morte. Dobbiamo spezzare questa catena che appare ineluttabile'\u00bb. E come ha scritto padre Antonio Spadaro, anche lui gesuita, Papa Francesco incarna \u00abla &#8216;pace dell&#8217;inquietudine&#8217;, che \u00e8 l&#8217;ossimoro per eccellenza dei gesuiti, frutto del discernimento&#8230; che significa cogliere interiormente la voce di Dio, riconoscere per istinto la sua presenza nel mondo, anche l\u00ec dove tutto ci dice che dovrebbe essere altrove. \u00c8 tipicamente gesuitico non considerare nulla di ci\u00f2 che \u00e8 umano come alieno dal divino: &#8216;Cercare e trovare Dio in tutte le cose&#8217; era il motto di sant&#8217;Ignazio&#8230; e cos\u00ec Francesco non ha aperto, ma spalancato le porte della Chiesa a todos, non perch\u00e9 la gente restasse dentro, come lui pi\u00f9 volte ha detto, ma perch\u00e9 il Signore fosse in grado di uscire, andando per strada\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco per anni ha insistito sulla ricerca di una soluzione e non sul favorire le contrapposizioni. 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