{"id":1000016130,"date":"2025-04-21T08:07:45","date_gmt":"2025-04-21T11:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016130"},"modified":"2025-04-21T08:07:47","modified_gmt":"2025-04-21T11:07:47","slug":"francesco-il-figlio-di-migranti-venuto-dalla-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000016130","title":{"rendered":"Francesco, il figlio di migranti venuto dalla fine del mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il papa \u00abvenuto dalla fine del mondo\u00bb. Il 266esimo, simbolo e carne di un altro mondo possibile, coscienza critica e speranza in un tempo di guerre, disuguaglianze e incoscienza nei confronti del prossimo e della \u00abcasa comune\u00bb. Una vita, quella di Jorge Mario Bergoglio, eletto sommo pontefice il 13 marzo 2013, scomparso oggi all&#8217;et\u00e0 di 88 anni, straordinaria e allo stesso tempo comune. Comune: cos\u00ec ha sempre pensato se stessa. \u00abNella capitale argentina nasce il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi\u00bb si legge in una biografia di Bergoglio pubblicata dalla Santa Sede. \u00abSuo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell&#8217;educazione dei cinque figli\u00bb. E c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra persona speciale. Si chiama Rosa Margherita Vassallo. \u00abHo ricevuto il mio primo annuncio cristiano da una donna\u00bb ricorda Francesco pochi giorni dopo essere stato eletto papa: \u00abMia nonna\u00bb. Rosa Margherita Vassallo \u00e8 originaria della provincia di Savona, in Liguria. Ancora giovane si trasferisce per\u00f2 nelle Langhe, una regione dove allora si vive dell&#8217;essenziale, non di tartufi n\u00e9 di vini pregiati. Ed \u00e8 qui che, \u00e8 sempre Bergoglio a ricordare, Rosa impara che \u00abc&#8217;\u00e8 sempre un pezzo di pane da donare a chi sta peggio\u00bb. Tra il Piemonte e Roma c&#8217;\u00e8 l&#8217;America. Il Sud America: la \u00abfine del mondo\u00bb, l&#8217;emisfero agli antipodi della Curia romana, dei trafficanti di armi e dei super-ricchi, il mondo guardato alla rovescia da Bergoglio. \u00ab\u00c8 una figura di spicco dell&#8217;intero continente e un pastore semplice e molto amato nella sua diocesi, che ha girato in lungo e in largo, anche in metropolitana e con gli autobus\u00bb si legge ancora nella biografia. \u00abLa mia gente \u00e8 povera e io sono uno di loro\u00bb pare abbia detto una volta Bergoglio per spiegare la scelta di abitare in un appartamento e di prepararsi la cena da solo. Ai suoi preti raccomanda misericordia, coraggio e porte aperte. Mettendoli in guardia dalla cosa peggiore che pu\u00f2 accadere nella Chiesa: quella che de Lubac chiama \u00abmondanit\u00e0 spirituale\u00bb, che vuol dire \u00abmettere al centro se stessi\u00bb. \u00c8 l&#8217;esatto contrario di ci\u00f2 che Bergoglio ritiene parte imprescindibile della vita cristiana: l&#8217;impegno per la giustizia sociale. Ed \u00e8 proprio in uno spazio pubblico e sociale, nonostante il carattere riservato, che Bergoglio si fa conoscere e diventa un punto di riferimento. \u00c8 il 2001: in Argentina tempo di crisi economica, di ricchezze volatilizzate e nuove emergenze. \u00c8 anche l&#8217;anno nel quale papa Giovanni Paolo II lo crea cardinale: lui, un diplomato tecnico chimico entrato poi nel seminario diocesano e nel noviziato della Compagnia di Ges\u00f9. Il percorso ecclesiastico, con gli studi umanistici e la laurea in filosofia, in Cile e ancora in Argentina, \u00e8 continuato fino al ruolo di provinciale, a quello di collaboratore del cardinale Antonio Quarracino, a Buenos Aires, e poi di arcivescovo. In America Latina la figura di Bergoglio diventa sempre pi\u00f9 popolare. Come arcivescovo, invita religiosi e laici a lavorare insieme, fissando come una delle priorit\u00e0 l&#8217;assistenza ai poveri e ai malati. Partecipa poi al conclave del 2005, quello di Ratzinger, Benedetto XVI, \u00abil pastore tedesco\u00bb, secondo un titolo di giornale irriverente. Sar\u00e0 anche il pontificato segnato del discorso di Ratisbona, con il richiamo all&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;Occidente e la reazione delle piazze islamiche per il riferimento ai dialoghi sulla jihad dell&#8217;imperatore bizantino Manuele II paleologo: ci furono proteste, vittime e violenze, dall&#8217;Africa al Medio Oriente all&#8217;Asia. Cambia tutto, Bergoglio, a cominciare dal nome: Francesco, come mai nessun papa prima di lui. E c&#8217;\u00e8 il suo carattere, con i gesti, l&#8217;immediatezza, l&#8217;empatia, naturale capacit\u00e0 comunicativa. Ne parliamo con padre Daniele Moschetti, missionario comboniano per tanti anni in Africa. Uno che l&#8217;ha conosciuto. \u00c8 del papa la prefazione del suo libro &#8216;Sud Sudan, il lungo e sofferto cammino per pace, giustizia e dignit\u00e0&#8217;. \u00abQuando gli consegnai il volume guard\u00f2 il bambino sud-sudanese in copertina e mi disse: &#8216;Devo andarci a tutti i costi, il popolo mi aspetta'\u00bb. Cinque anni dopo, e dopo tre tentativi, Francesco arriva a Juba: la capitale del Paese pi\u00f9 giovane del mondo, nel cuore del continente pi\u00f9 giovane del mondo, ferito dalla guerra. \u00abAvverto il bisogno di sensibilizzare la comunit\u00e0 internazionale su un dramma silenzioso, che necessita dell&#8217;impegno di tutti per giungere a una soluzione che ponga fine al conflitto in corso\u00bb sottolinea il papa. \u00abDisinteressarsi dei problemi dell&#8217;umanit\u00e0, soprattutto in un contesto come quello che affligge il Sud Sudan, significherebbe infatti dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull&#8217;amore del prossimo sofferente e bisognoso\u00bb. Padre Moschetti ricorda anche un altro momento. \u00c8 il 2019 e i dirigenti politici e militari del Sud Sudan, a cominciare dal presidente Salva Kiir e dal suo vice e poi rivale Riek Machar, partecipano a un inedito ritiro a Roma. In Vaticano, nella residenza pontificia di Casa Santa Marta, c&#8217;\u00e8 anche Justin Welby, il primate della Chiesa d&#8217;Inghilterra che sar\u00e0 poi a Juba con Francesco. Il Papa chiede agli ospiti di \u00abrimanere nella pace\u00bb e di diventare \u00abpadri della nazione\u00bb. \u00c8 a questo punto che si inchina, sorretto da un traduttore, e bacia loro i piedi. \u00abSapeva che avevano fatto uccidere migliaia di persone ma volle fare un gesto importante che arrivasse dritto al cuore\u00bb ricorda padre Moschetti. \u00abFu un segno di umilt\u00e0 e attenzione verso il popolo sud-sudanese, non un&#8217;umiliazione di fronte a quei dirigenti\u00bb. Le prospettive e i ricordi possono essere pi\u00f9 di mille. Come gli appelli. Ad esempio in difesa della \u00abcasa comune\u00bb, il pianeta \u00abdepredato\u00bb, al centro della enciclica Laudato sii&#8217; e poi del sinodo speciale per l&#8217;Amazzonia. E per\u00f2 gli ultimi giorni del papa sono segnati ancora dal desiderio della pace, dopo le tante denunce del commercio delle armi \u00abche muove i fili delle guerre con tutti i soldi pubblici destinati agli armamenti\u00bb. Nuovi richiami a un&#8217;altra enciclica, la Fratelli tutti, nata anche dal lavoro comune con l&#8217;imam Ahmad al-Tayyeb, ad Abu Dhabi. Tornano alla mente anche le parole pronunciate dalla parrocchia della Sacra famiglia, nella Striscia di Gaza devastata dai bombardamenti israeliani: \u00abIl Papa ci ha chiamati, era di buon umore, la voce un po&#8217; affaticata, ma ha voluto sapere come stiamo\u00bb. Francesco era ricoverato al Gemelli. Stava male lui ma non dimenticava i palestinesi e tutti coloro che non hanno pi\u00f9 una casa. Sono i pi\u00f9 deboli del mondo, come le vittime di tutte le guerre. Altre immagini, altri momenti. Il papa \u00e8 solo, la piazza San Pietro vuota, sotto la pioggia battente, il 27 marzo 2020, anticipo del venerd\u00ec santo al tempo del Covid-19. E ancora Roma, per un altro mondo possibile: mentre l&#8217;Europa divisa si arma e lancia proclami di guerra, Francesco vuole che alla Via Crucis partecipino due famiglie in pi\u00f9: una ucraina e una russa, insieme nella tredicesima stazione. Cristo \u00e8 deposto sulla croce e il suo corpo viene riconsegnato alla Madonna.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Giardina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il papa \u00abvenuto dalla fine del mondo\u00bb. Il 266esimo, simbolo e carne di un altro mondo possibile, coscienza critica e speranza in un tempo di guerre, disuguaglianze e incoscienza nei confronti del prossimo e della \u00abcasa comune\u00bb. 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