{"id":1000015978,"date":"2025-04-16T08:57:00","date_gmt":"2025-04-16T11:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015978"},"modified":"2025-04-16T08:57:02","modified_gmt":"2025-04-16T11:57:02","slug":"olena-igor-e-gli-altri-guarire-in-ucraina-in-tempo-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015978","title":{"rendered":"Olena, Igor e gli altri: guarire in Ucraina in tempo di guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abGuarda qui: questo \u00e8 il salotto. Le schegge della vetrata sono arrivate sul divano. Mia madre si \u00e8 salvata per caso\u00bb. Sul display del telefono, Olena Mashko indica scheletri di infissi. Nel video i gatti riprendono gi\u00e0 posto accanto ai vasi ma nulla \u00e8 stato pi\u00f9 come prima. Olena sospira, poi indovina un&#8217;esitazione e anticipa la domanda. \u00abDa dove vengo? Vengo da dove c&#8217;\u00e8 la guerra\u00bb, dice. \u00abCi torner\u00f2, perch\u00e9 quella \u00e8 casa mia: mio marito \u00e8 l\u00ec, con mia madre, che ha pi\u00f9 di 80 anni e non ha voluto saperne di spostarsi\u00bb. Immagini di un&#8217;altra vita, a Kostjantynivka, nella regione di Donetsk dove avanzano le divisioni dell&#8217;esercito russo. Olena non ha scelto per se stessa, ma per suo figlio. Lui ha 20 anni e adesso \u00e8 iscritto all&#8217;universit\u00e0 di Ivano-Frankivsk, dall&#8217;altra parte del Paese, meno esposto al rischio di bombardamenti, a poche ore di automobile dal confine con la Romania e l&#8217;Unione Europea. \u00abQuesta \u00e8 una bella citt\u00e0 e le persone sono accoglienti, anche se nulla \u00e8 come casa\u00bb, dice Olena. La incontriamo nella clinica San Luca, una struttura dell&#8217;arcidiocesi di Ivano-Frankivsk. \u00c8 un momento di pausa tra gli esercizi di fisioterapia nel reparto di riabilitazione. Per terra ci sono cuscini rossi e blu con hula-hoop gialli e verdi per provare un passo dopo l&#8217;altro. Accanto ci sono estensori, cyclette e tapis roulant, sulla parete un albero disegnato che ricorda come dopo l&#8217;inverno arrivi comunque la primavera. \u00abIl mio \u00e8 stato un incidente, nulla a che vedere con la guerra\u00bb, racconta Olena. \u00abSono stata investita da un&#8217;automobile in strada; mi sono rotta gamba e menisco e ho riportato fratture multiple, ma sono stata operata e adesso dopo quattro sedute sia il ginocchio che la spalla vanno gi\u00e0 molto meglio\u00bb. Sboccia un sorriso quando parla del figlio e pure della fabbrica di Kostjantynivka, dove ha lavorato per tanti anni: \u00abProduciamo batterie. Io sono contabile e riesco a continuare da remoto\u00bb. Alla clinica San Luca di storie come queste se ne trovano tante. Legate alla guerra, al caso, alle pene di chi non ha i soldi e ha dovuto fare i conti anche con le carenze dei servizi sanitari: a oltre tre anni dall&#8217;offensiva russa del 24 febbraio 2022, le risorse sono per il fronte e il fronte moltiplica i bisogni. \u00abRispetto agli anni precedenti le necessit\u00e0 di riabilitazione sono cresciute di 200mila pazienti in pi\u00f9\u00bb, calcola la dottoressa Irina Lopushanska. Trentanove anni, originaria di Leopoli, la principale citt\u00e0 dell&#8217;ovest ucraino, \u00e8 la direttrice del reparto, che \u00e8 stato inaugurato nel gennaio scorso. \u00abSono piena di speranza perch\u00e9 questo \u00e8 un sogno che si realizza\u00bb, dice. \u00abIn Ucraina la cultura della riabilitazione non c&#8217;\u00e8 mai stata, anche rispetto ai pazienti neurologici colpiti da ictus, da sclerosi multipla o da Parkinson; la guerra ha cambiato molte cose, creando nuovi bisogni dovuti ai traumi, ma ha anche paradossalmente creato opportunit\u00e0 positive\u00bb. Il nuovo reparto della clinica San Luca \u00e8 una di queste. La struttura \u00e8 stata realizzata grazie a un progetto finanziato dall&#8217;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), denominato \u00abHealth Care for Safety and Rehabilitation\u00bb e parte di una serie di interventi di \u00abemergenza\u00bb per un valore di oltre 46 milioni di euro in favore della popolazione colpita dal conflitto armato. L&#8217;iniziativa \u00e8 realizzata insieme con organizzazioni e reti della societ\u00e0 civile: il coordinamento \u00e8 dell&#8217;ong Missione Calcutta e partecipano poi l&#8217;arcivescovado di Ivano-Frankivsk, la federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana Focsiv, Opera don Calabria e la Fondazione aiutiamoli a vivere (Fav). Oggi nel reparto ci sono macchinari di ultima generazione, eccellenze non solo ucraine ma europee. Per capirlo basta guardare i monitor della terapia dello specchio: tra le altre cose, in tempi di guerra, aiuta a ridurre il dolore e migliorare la funzionalit\u00e0 in chi ha subito l&#8217;amputazione di un arto. Le nuove strumentazioni hanno permesso al reparto di ottenere in poche settimane l&#8217;accreditamento da parte del ministero della Sanit\u00e0, consentendo cure gratuite per i pazienti. Un altro aspetto decisivo \u00e8 stata la formazione del personale, possibile grazie al contributo degli esperti dell&#8217;ospedale Sacro cuore don Calabria di Negrar. Incontri, corsi e laboratori si sono tenuti a Verona, a partire dal giugno 2024; visite ricambiate con monitoraggio e ascolto a Ivano-Frankivsk, ancora il mese scorso, anche da parte di Elena Rossato, direttrice del servizio di Medicina fisica e riabilitativa. \u00ab\u00c8 stata una condivisione preziosa\u00bb, sottolinea Lopushanska, \u00abnon da ultimo rispetto alla comunicazione con i pazienti, che non deve essere mai fredda ma sempre empatica\u00bb. La dottoressa si ferma a parlare con Igor. Anche lui \u00e8 di Leopoli, ha 53 anni e un lungo cerotto dietro la testa. \u00c8 stato sottoposto a una biopsia stereotassica cerebrale, un prelievo di frammenti di tessuto dall&#8217;encefalo: sente che la spalla della fisioterapista \u00e8 l\u00ec accanto, ma prova a tenersi in equilibrio da solo, passo dopo passo nei cerchi sui cuscini.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Giardina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abGuarda qui: questo \u00e8 il salotto. 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