{"id":1000015870,"date":"2025-04-15T08:19:04","date_gmt":"2025-04-15T11:19:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015870"},"modified":"2025-04-15T08:19:06","modified_gmt":"2025-04-15T11:19:06","slug":"addio-a-vargas-llosa-lo-scrittore-premio-nobel-che-ha-raccontato-lamerica-latina-tra-liberta-e-disincanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015870","title":{"rendered":"Addio a Vargas Llosa, lo scrittore Premio Nobel che ha raccontato l&#8217;America Latina tra libert\u00e0 e disincanto"},"content":{"rendered":"\n<p>Mario Vargas Llosa, gigante della letteratura ispanoamericana, \u00e8 morto a Lima a 89 anni. A dare l&#8217;annuncio i figli \u00c1lvaro, Gonzalo e Morgana, con un sobrio messaggio sui social. Romanziere, saggista, polemista, politico e \u2013 soprattutto \u2013 testimone inquieto di un continente in perenne contraddizione, lascia un&#8217;opera che ha attraversato decenni e ideologie, unendo realismo brutale, sensualit\u00e0 ironica e impegno civile. Il Nobel per la Letteratura assegnatogli nel 2010 ha coronato una carriera iniziata nell&#8217;ombra dei collegi militari peruviani, passata per le redazioni notturne dei giornali di Lima, approdata alla politica, e sempre nutrita da una scrittura vigorosa, affilata e personale. Il successo arriv\u00f2 con \u00abIl tempo dell&#8217;eroe\u00bb nel 1963, romanzo ispirato alla sua esperienza all&#8217;Accademia Militare Leoncio Prado, che scandalizz\u00f2 i generali peruviani e consacr\u00f2 Vargas Llosa come la nuova voce del disincanto. Faceva parte del cosiddetto \u00abboom latinoamericano\u00bb, ma a differenza di Garc\u00eda M\u00e1rquez o Cort\u00e1zar, diffidava del realismo magico: preferiva raccontare la carne e il sangue, i compromessi, la volgarit\u00e0 del potere. Fu a lungo vicino alla sinistra latinoamericana, ma la repressione dei dissidenti a Cuba lo spinse verso posizioni liberali, poi sempre pi\u00f9 conservatrici. Divenne una voce scomoda, spesso invisa a entrambe le sponde, ma ascoltata con rispetto da chiunque cercasse un pensiero critico e coerente. Nel 1990 si candid\u00f2 alla presidenza del Per\u00f9. Era il volto della borghesia intellettuale bianca e cosmopolita, vestiva maglioni preppy e citava Popper. Fu sconfitto da Alberto Fujimori, che avrebbe poi governato per anni in maniera autoritaria. Vargas Llosa lasci\u00f2 il Paese, si rifugi\u00f2 tra Madrid e Londra e continu\u00f2 a scrivere romanzi, saggi ed editoriali. Le sue rubriche per El Pa\u00eds spaziavano dalla pittura impressionista alla geopolitica, sempre con lo stesso stile sobrio, lucidissimo, tagliente. Il Per\u00f9 per\u00f2 non lo lasci\u00f2 mai davvero. Ne scrisse con rabbia e tenerezza, sospetto e nostalgia. \u00abOdio il mio Paese, ma con tenerezza\u00bb, diceva. E il Per\u00f9 lo ricambiava con lo stesso sentimento ambiguo: celebrandolo, attaccandolo, ascoltandolo sempre. La sua vita privata fu movimentata quanto i suoi romanzi: il matrimonio precoce con la zia acquisita Julia (che ispir\u00f2 il celebre \u00abLa zia Julia e lo scribacchino\u00bb), il secondo matrimonio con Patricia Llosa, da cui ebbe tre figli, e infine la relazione da rotocalco con Isabel Preysler, ex moglie di Julio Iglesias. Oltre 50 libri, dal capolavoro \u00abConversazione nella Cattedrale\u00bb alla monumentale \u00abGuerra della fine del mondo\u00bb. Nel 2023 fu accolto all&#8217;Acad\u00e9mie Fran\u00e7aise, primo autore a non aver mai scritto un&#8217;opera in francese. Una conferma della sua statura universale, bench\u00e9 legata visceralmente a una terra piena di contraddizioni e nebbia, quella stessa Lima che Melville defin\u00ec \u00abla citt\u00e0 pi\u00f9 strana e triste\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marisol Santos<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Vargas Llosa, gigante della letteratura ispanoamericana, \u00e8 morto a Lima a 89 anni. A dare l&#8217;annuncio i figli \u00c1lvaro, Gonzalo e Morgana, con un sobrio messaggio sui social. 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