{"id":1000015599,"date":"2025-04-09T10:35:20","date_gmt":"2025-04-09T13:35:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015599"},"modified":"2025-04-09T10:35:22","modified_gmt":"2025-04-09T13:35:22","slug":"guadagnano-50-000-dollari-lanno-e-non-possono-permettersi-un-letto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015599","title":{"rendered":"Guadagnano 50.000 dollari l&#8217;anno e non possono permettersi un letto"},"content":{"rendered":"\n<p>Baristi, cuochi, infermieri, assistenti domiciliari, bibliotecari, autisti, netturbini. Persino dipendenti del Comune o dello Stato: puliscono i treni, combattono le infestazioni nelle case popolari, insegnano nelle scuole pubbliche o fanno rispettare le leggi. Sono quelli che fanno funzionare, letteralmente, New York. E che la sera tornano a dormire nei rifugi per senzatetto. Perch\u00e9 non se lo possono permettere un tetto, nella citt\u00e0 che fanno funzionare. Secondo i dati municipali, un terzo delle famiglie ospitate nei rifugi della citt\u00e0 ha almeno un adulto che lavora. Non migranti, non disoccupati: lavoratori con buste paga, che guadagnano anche 40 o 50 mila dollari l&#8217;anno, ma che non riescono comunque a pagarsi un affitto. Per colpa di una crisi abitativa strutturale, incistata nel cuore di una citt\u00e0 ormai sempre pi\u00f9 ostile alla classe media, raccontata dal New York Times. Questa non \u00e8 la povert\u00e0 che l&#8217;immaginario collettivo associa ai senzatetto \u2013 persone con problemi di dipendenza o malattie psichiatriche che dormono nei vagoni della metropolitana. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 strisciante, pi\u00f9 inquietante. Il riflesso pi\u00f9 evidente di questo paradosso sono proprio i cosiddetti \u00abrifugi per lavoratori\u00bb, centri di accoglienza dove le persone non cercano aiuto per trovare un impiego, ma semplicemente un letto dopo otto o dodici ore di lavoro. Nel sottobosco urbano della citt\u00e0 che non dorme mai si muovono migliaia di lavoratori che non sanno dove andare a dormire. Per molti versi, il programma di assistenza all&#8217;affitto di New York City sta funzionando come era stato progettato. Oltre 120.000 newyorkesi stanno utilizzando i voucher per aiutarsi a pagare l&#8217;alloggio e circa 22.000 persone hanno utilizzato il programma per trasferirsi dai rifugi per senzatetto agli appartamenti. Per avere diritto al buono, i newyorkesi non possono guadagnare pi\u00f9 del 200 percento del livello federale di povert\u00e0, che equivale a circa 30.000 dollari di stipendio per un adulto single e circa 60.000 dollari per una famiglia di quattro persone. Ma la carenza di alloggi in citt\u00e0 rappresenta un ostacolo importante. Ben oltre 10.000 persone con i buoni sono ancora alla ricerca di appartamenti liberi, mentre il tasso di posti vacanti in citt\u00e0 \u00e8 ai minimi degli ultimi 50 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Piccirillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Baristi, cuochi, infermieri, assistenti domiciliari, bibliotecari, autisti, netturbini. Persino dipendenti del Comune o dello Stato: puliscono i treni, combattono le infestazioni nelle case popolari, insegnano nelle scuole pubbliche o fanno rispettare le leggi. Sono quelli che fanno funzionare, letteralmente, New York. E che la sera tornano a dormire nei rifugi per senzatetto. 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