{"id":1000015590,"date":"2025-04-09T10:29:12","date_gmt":"2025-04-09T13:29:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015590"},"modified":"2025-04-09T10:29:14","modified_gmt":"2025-04-09T13:29:14","slug":"italia-la-leishmaniosi-e-ormai-endemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015590","title":{"rendered":"Italia la leishmaniosi \u00e8 ormai endemica"},"content":{"rendered":"\n<p>La leishmaniosi non ha pi\u00f9 confini, n\u00e9 nazionali n\u00e9 regionali. La malattia, conosciuta e temuta dai proprietari di cani, \u00e8 ormai endemica in tutta Italia e lo scenario epidemiologico \u00e8 in evoluzione anche in Europa. Nel nostro Paese nessuna Regione si salva: sono in forte aumento la diffusione e la distribuzione sia del Leishmania infantum, il parassita causale dell&#8217;infezione, che del flebotomo, meglio conosciuto come pappatacio, l&#8217;insetto vettore che trasmette la forma infettante al cane e all&#8217;uomo. La prevalenza nei cani varia da 1,7% al 48,4%, secondo i dati aggiornati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e Ministero della Salute, ma in alcune Regioni del centrosud e insulari un cane su due sarebbe esposto al parassita, con una sieroprevalenza che supera in alcuni casi il 50%, e una incidenza annuale dal 9,5% fino al 13,1% in aree endemiche come la Puglia. Nuovi focolai di infezione vengono registrati anche nelle Regioni pi\u00f9 settentrionali (Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige) addirittura fino a Bolzano; dal 2019 la leishmania canina (LCan) \u00e8 stata segnalata endemica in 57 nuovi Comuni del nord Italia (30 in Piemonte, 21 in Lombardia, 4 in Veneto, 2 in Friuli-Venezia Giulia) con 27 focolai di infezione registrati negli ultimi 10 anni. Come zoonosi trasmissibile la Leishmaniosi, oltre alle implicazioni di clinica veterinaria, ha anche ricadute sulla sanit\u00e0 pubblica ed \u00e8 in questa prospettiva che esperti di fama nazionale e internazionale, provenienti dal mondo della ricerca, dalle istituzioni sanitarie e dalla medicina umana e veterinaria hanno partecipato a &#8216;STOP alla leishmania in 3ACT&#8217;, un evento multidisciplinare promosso da Boehringer Ingelheim, organizzato da EV Soc. Cons. e con il patrocinio di ANMVI, tenutosi nei giorni scorsi a Rezzato (BS), per aggiornare e informare gli operatori sanitari sull&#8217;importanza strategica della prevenzione di questa malattia. L&#8217;attuale allarmante scenario epidemiologico con particolare riferimento al Nord Italia, i protocolli di prevenzione da adottare nella pratica clinica per il cane e nel territorio per il monitoraggio e controllo della popolazione dei flebotomi, la centralit\u00e0 del medico veterinario, figura &#8216;ponte&#8217; tra salute animale, salute umana e ambientale in un&#8217;ottica di One Health i temi principali su cui si sono confrontati gli esperti. Le strategie per sconfiggere la Leishmaniosi si inscrivono nel paradigma dell&#8217;approccio One Health, in particolare per l&#8217;azione di controllo che si pu\u00f2 mettere in campo attraverso il trattamento preventivo dei cani. \u00abLa leishmaniosi, considerata in passato malattia negletta perch\u00e9 confinata in Paesi a medio e basso reddito, diffusa tipicamente nelle aree sul bacino del Mediterraneo, tra cui l&#8217;Italia, fino agli anni Novanta era endemicamente presente in larga misura al centro-sud e nelle isole- ha dichiarato Gioia Buongiorno, ricercatrice del Dipartimento Malattie Infettive Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS)- da alcuni anni per\u00f2 l&#8217;epidemiologia sta rapidamente cambiando, superando i confini meridionali per espandersi anche nei territori settentrionali. A influenzare negativamente la diffusione del vettore, i cambiamenti climatici con l&#8217;aumento delle temperature, gli allevamenti e le colture intensivi, gli animali di importazione, tutti fattori che favoriscono lo sviluppo delle larve dei flebotomi tutto l&#8217;anno e l&#8217;adattamento del flebotomo anche in fase di quiescenza invernale\u00bb. Lo scenario, ha evidenziato ancora l&#8217;esperta, desta dunque preoccupazione, anche perch\u00e9 \u00abi casi di leishmaniosi animale e umana, soggetti a notifica obbligatoria, sono largamente sotto-notificati. L&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 \u00e8 molto sensibile e attento all&#8217;approccio One Health e insieme al Ministero della Salute ha attivato numerosi progetti di sorveglianza attiva del territorio\u00bb. L&#8217;approccio One &amp; More Health, promosso durante il convegno, poggia su tre cardini: informare\/educare veterinari e pet owner sull&#8217;infezione, sul flebotomo che la trasmette, sui rischi per la salute animale e umana; condividere le strategie migliori nella pratica clinica e nella sanit\u00e0 pubblica per ridurre il rischio di leishmaniosi attraverso un monitoraggio diagnostico e clinico degli animali e la sorveglianza del territorio; prevenire con l&#8217;impiego di prodotti insetticidi e repellenti che proteggono i cani, diminuendo il rischio di punture del flebotomo. La prevenzione della leishmaniosi inizia dal cane e per questo va incentivato il \u00abpi\u00f9 possibile\u00bb il rapporto tra medici veterinari e pet owner, che devono rivolgersi ai veterinari come riferimento fondamentale per la salute del proprio pet. I proprietari di cani generalmente conoscono la leishmaniosi e la temono, soprattutto quelli che vivono in aree ad alto rischio, ma solo il 47% di coloro che adottano misure di profilassi \u00e8 consapevole che si tratta di una malattia mortale, se non curata; inoltre, un&#8217;alta percentuale di proprietari si affida al &#8216;fai da te&#8217; nell&#8217;acquisto di presidi considerati protettivi, senza il consiglio del veterinario. \u00abQueste evidenze dimostrano la frequente mancanza di consapevolezza sulla gravit\u00e0 della leishmaniosi. I proprietari vanno maggiormente informati ed educati con messaggi semplici e chiari- ha suggerito Domenico Otranto, Professore di Parassitologia e Malattie Parassitarie degli animali presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari e Distinguished Professor presso la CityU di Hong Kong in Cina- I cani vanno protetti a partire da marzo fino a ottobre inoltrato con insetticidi sistemici e repellenti a base di piretroidi. Importante \u00e8 chiedere sempre al veterinario il prodotto pi\u00f9 adatto sulla base delle condizioni ambientali, dello stato di salute e di eventuali situazioni di immunosoppressione\u00bb. La leishmaniosi, ha fatto sapere ancora l&#8217;esperto, \u00e8 una patologia \u00abcomplessa dal punto di vista clinico, difficile da gestire e costosa da curare. I costi della prevenzione sono di gran lunga inferiori ai costi della cura che, di solito, va proseguita per tutta la sua vita a seconda della condizione clinica degli animali. La soluzione migliore \u00e8 rappresentata da un lavoro in collaborazione, secondo una visione One Health, orientato alla prevenzione con un approccio alla salute animale e umana connesse alla sostenibilit\u00e0 ambientale: il veterinario deve partecipare a pieno titolo alle politiche One &amp; More Health, fondamentali per gestire questo tipo di infezioni zoonotiche, nell&#8217;ambito della sanit\u00e0 pubblica\u00bb. Sebbene il sistema di difesa immunitario dell&#8217;uomo sia molto efficace nel contrastare il parassita protozoario Leishmania infantum, l&#8217;infezione pu\u00f2 attecchire sia nella forma cutanea, pi\u00f9 frequente e curabile, sia nella forma viscerale, assai pi\u00f9 seria e pericolosa per la vita dei soggetti colpiti. Fortunatamente, i numeri della leishmaniosi umana in Italia sono ridotti, qualche centinaio di casi l&#8217;anno, rispetto alle migliaia di casi di leishmaniosi canina. \u00abSiamo storicamente un Paese endemico per la leishmaniosi umana- ha sottolineato Alessandro Bartoloni, Professore Ordinario di Malattie Infettive e Direttore Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze- l&#8217;Italia in Europa \u00e8 al primo posto per incidenza di leishmaniosi umana cutanea e al secondo per incidenza di leishmaniosi umana viscerale. La vera novit\u00e0 \u00e8 che negli ultimi anni si registra un incremento dei casi di leishmaniosi anche nell&#8217;uomo, documentato da dati recenti sia in Emilia-Romagna che in Toscana, ma la presenza di casi umani riguarda tutto il territorio con una progressiva diffusione nel Nord-Est e aree che un tempo erano risparmiate ora sono occupate dal vettore, il flebotomo, e dall&#8217;infezione negli uomini. Questo fatto ha un impatto significativo sulla salute delle persone, sul numero di ospedalizzazioni e naturalmente sui costi, sanitari e sociali&#8217;. Uno studio realizzato sul territorio al quale ha partecipato il Ministero della Salute, condotto sulla casistica di ospedalizzazioni per leishmaniosi umana negli anni tra il 2011 e 2016, ha segnalato 1.700 casi di leishmaniosi viscerale umana, letale se non trattata subito e in modo adeguato, specie nei soggetti pi\u00f9 fragili come la popolazione pediatrica, gli anziani e le persone di ogni et\u00e0 immunodepresse per altre patologie concomitanti. &#8216;Un punto critico \u00e8 la diagnosi\u2013 ha spiegato l&#8217;esperto- adesso che la leishmaniosi \u00e8 endemica in tutto il Paese \u00e8 fondamentale sensibilizzare, informare e rendere consapevoli i medici in modo che possano essere in grado di pensare e &#8216;sospettare&#8217; una leishmaniosi umana e giungere ad una diagnosi tempestiva. Figura di riferimento il medico di medicina generale che al primo sospetto deve indirizzare il paziente a un reparto di malattie infettive specializzato in queste zoonosi, ma anche il pediatra \u00e8 importante cos\u00ec come importante \u00e8 il dialogo tra medici umani e medici veterinari che oggi vedono casi complessi nei bambini, negli anziani e negli animali, talvolta difficili da curare e da gestire\u00bb. Il flebotomo, o pappatacio, \u00e8 un insetto pi\u00f9 piccolo della zanzara comune, peloso, color sabbia (sand fly), con un volo silenzioso e breve; le femmine si nutrono di sangue e pungendo animali e uomini inoculano il parassita Leishmania infantum. L&#8217;attivit\u00e0 predatoria dei flebotomi si svolge dal crepuscolo e di notte, da marzo fino a ottobre-novembre. \u00abLa leishmaniosi \u00e8 una patologia sistemica a decorso per lo pi\u00f9 cronico e a carattere non stagionale, caratterizzata da un periodo di incubazione molto variabile che oscilla da un mese a 5 anni. La causa del rialzo delle temperature determinato dai cambiamenti climatici la leishmaniosi ha superato i confini tradizionali: il flebotomo ha trovato condizioni di adattamento ideali e si \u00e8 diffuso ovunque- ha spiegato Marco Melosi, Presidente Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI)- ogni veterinario di ogni Regione deve mettere fra le sue diagnosi differenziali anche questa malattia per due ragioni: la seriet\u00e0 della malattia che, se non curata, pu\u00f2 essere mortale nel cane e, in secondo luogo, il rischio di trasmissione all&#8217;uomo. Il ruolo del veterinario \u00e8 fondamentale, in quanto proteggendo il cane, protegge anche l&#8217;uomo, concetto essenziale della One Health\u00bb. Ha infine concluso Emanuele Ferraro, Head of Pets&amp;Equine Boehringer Ingelheim Animal Health: \u00abSiamo fermamente convinti che il ruolo del veterinario sia cruciale in questo contesto e per questo vogliamo fare la nostra parte per costruire un futuro in cui la salute venga vista in modo globale, integrato e sostenibile. La partnership tra privato, associazioni e medici veterinari pu\u00f2 generare un importante valore aggiunto in ottica One Health e, con questo momento di confronto, vogliamo darci l&#8217;opportunit\u00e0 di applicare questa attenzione all&#8217;interconnessione della salute umana e animale nella pratica clinica quotidiana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlotta Di Santo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La leishmaniosi non ha pi\u00f9 confini, n\u00e9 nazionali n\u00e9 regionali. La malattia, conosciuta e temuta dai proprietari di cani, \u00e8 ormai endemica in tutta Italia e lo scenario epidemiologico \u00e8 in evoluzione anche in Europa. 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