{"id":1000015411,"date":"2025-04-05T08:58:21","date_gmt":"2025-04-05T11:58:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015411"},"modified":"2025-04-05T08:58:23","modified_gmt":"2025-04-05T11:58:23","slug":"tumore-al-seno-un-bottone-monito-per-non-abbandonare-le-terapie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015411","title":{"rendered":"Tumore al seno, un bottone-monito per non abbandonare le terapie"},"content":{"rendered":"\n<p>Il tumore al seno resta la neoplasia pi\u00f9 comune tra le donne italiane. Ogni anno sono 54mila i nuovi casi. Sebbene il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi sia ormai dell&#8217;88% grazie agli screening preventivi, ai progressi nella ricerca e alla possibilit\u00e0 di accedere a farmaci sempre pi\u00f9 innovativi e specifici, la comunit\u00e0 medica orienta i propri sforzi per aumentare ancora questo dato, su cui impatta molto l&#8217;aderenza terapeutica delle pazienti. Secondo una recente indagine, solo la met\u00e0 degli italiani sa che seguire con costanza il percorso di cura pu\u00f2 ridurre il rischio di recidive e mortalit\u00e0. Nel caso del cancro al seno, fino al 50% delle donne interrompe il trattamento ormonale prima del tempo, spesso a causa degli effetti collaterali o per mancanza di informazioni. Anche l&#8217;impatto psicologico pesa molto sul rispetto delle terapie: nelle pazienti subentra stanchezza e a volte scoraggiamento. Per incitare le donne a non scostarsi dalla strada intrapresa, da Milano Lilly- con il patrocinio di Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV- ha lanciato una campagna dal titolo significativo \u00abThe Life Button-Il bottone che ti lega alla vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella conferenza stampa di presentazione, ai partecipanti \u00e8 stato donato proprio un piccolo bottone di legno dipinto di rosa che, anche grazie a delle frasi emozionali scritte sul retro, vuole essere un promemoria e un incitamento rivolto a pazienti e caregiver, che non devono arrendersi, ma condividere la responsabilit\u00e0 di seguire ogni giorno la terapia con coraggio e costanza. Hanno parlato del tumore al seno medici e associazioni di pazienti. La prima a intervenire \u00e8 stata Grazia Arpino, Professoressa Associata all&#8217;Universit\u00e0 \u00abFederico II\u00bb di Napoli, che ha ricordato in sintesi i grandi progressi compiuti negli ultimi decenni contro il cancro della mammella. \u00abNegli anni tanto \u00e8 stato fatto per la prevenzione di questa neoplasia. Oggi la maggior parte delle donne guarisce in modo definitivo e abbiamo assistito a una riduzione della mortalit\u00e0 del 6%\u00bb, ha affermato. \u00abAdottare stili di vita sani aumenta la possibilit\u00e0 di vivere pi\u00f9 a lungo e in salute, ma l&#8217;aderenza terapeutica ha un ruolo fondamentale per prevenire e per diminuire al minimo il rischio di recidive\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabi, Direttrice UOSD Medicina di Precisione in Senologia della Fondazione Policlinico Universitario \u00abAgostino Gemelli\u00bb di Roma, ha invece affrontato nel dettaglio quanto emerso dall&#8217;indagine. \u00abCirca il 43% delle pazienti non aderisce alle cure e, dopo i cinque anni dalla diagnosi, il 30% rifiuta un&#8217;estensione al trattamento anti ormonale, che \u00e8 dedicato alle donne a pi\u00f9 alto rischio\u00bb, ha illustrato. \u00abPer evitare che si interrompano le terapie, bisogna lavorare molto sulla comunicazione tra medico curante e paziente, instaurando una profonda fiducia reciproca fondata sul confronto costante. Anche i caregiver hanno un ruolo fondamentale, perch\u00e9 devono essere presenti nei momenti di maggiore necessit\u00e0\u00bb. L&#8217;aspetto psicologico non \u00e8 affatto secondario, anzi. \u00abC&#8217;\u00e8 anche un altro fattore da non sottovalutare\u00bb, ha aggiunto la dottoressa Fabi. \u00abAssumere ogni giorno la pillola della terapia ricorda costantemente alle donne che stanno affrontando una malattia. Quello che raccomando da oncologa \u00e8 di associare questo gesto a un momento sereno o piacevole per le pazienti. Che sia fare una passeggiata con il cane, vedere il programma preferito in tv o mangiare un cioccolatino, a queste azioni si pu\u00f2 combinare l&#8217;assunzione della compressa, che quindi diventa parte integrante di un attimo spensierato. In questo modo l&#8217;aderenza alla cura sale e soprattutto si riduce progressivamente il rischio di una recidiva\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Al lancio di \u00abThe Life Button\u00bb non potevano mancare le testimonianze delle associazioni che si occupano da vicino delle necessit\u00e0 e dei bisogni ancora senza risposta delle donne affette da tumore al seno. Anna Maria Mancuso, Presidente Salute Donna ODV, ha sottolineato l&#8217;importanza della motivazione che spinge a intraprendere un percorso di cura. \u00abSi tratta di un concetto fondamentale alla cui base c&#8217;\u00e8 il coinvolgimento. Spesso molte donne sospendono o interrompono le terapie perch\u00e9 non sono direttamente coinvolte dal loro medico nel processo terapeutico. Ecco, in questo senso bisogna rendere protagoniste le pazienti. Il coinvolgimento crea motivazione, che a sua volta crea le condizioni per potersi curare\u00bb. Se \u00e8 vero che gli screening sono determinanti per intercettare il tumore nelle sue fasi iniziali, quando cio\u00e8 aumentano le possibilit\u00e0 di intervenire con successo, ci si chiede perch\u00e9 non ampliare la platea delle donne a cui questa pratica di prevenzione \u00e8 destinata. Oggi i programmi nazionali di screening oncologico prevedono la possibilit\u00e0 di eseguire gratuitamente la mammografia per tutte le donne che hanno tra i 50 e i 69 anni, ma le istituzioni possono e devono intervenire per raccomandare l&#8217;esame anche ad altre fasce. Come ha sottolineato la senatrice Ylenia Zambito, Segretaria della decima Commissione permanente Affari sociali e sanit\u00e0 in collegamento da remoto, \u00ab\u00e8 stato presentato un emendamento al ddl Prestazioni Sanitarie per estendere l&#8217;et\u00e0 per gli screening gratuiti alle fasce 45-50 anni e 70-74 anni, ma dopo l&#8217;approvazione in Commissione Sanit\u00e0 \u00e8 stato bloccato dalla Commissione Bilancio per assenza di coperture. Nonostante le difficolt\u00e0, si tratta di una battaglia che porteremo avanti fino all&#8217;arrivo in aula del testo, perch\u00e9 ampliare gli screening significa salvare pi\u00f9 donne\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In attesa che anche la politica faccia dei passi avanti concreti, sta a pazienti, caregiver, medici e associazioni stringere un patto di fiducia e collaborazione che porti a risultati efficaci sul fronte dell&#8217;aderenza terapeutica. Come azienda farmaceutica, Lilly rinnova il suo impegno al fianco delle donne con tumore al seno, scegliendo di star loro vicino proprio come un bottone sulla giacca, non a caso simbolo della campagna appena lanciata. \u00abVogliamo supportare le pazienti durante tutto il loro percorso di cura, generando soluzioni innovative in campo farmaceutico, ma anche aiutando ad avere un vero successo terapeutico\u00bb, ha affermato Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs &amp; Patient Access, Italy Hub, Lilly. \u00abIl bottone rappresenta per noi la quotidianit\u00e0 delle donne che vivono con il tumore e decidono di cucirsi addosso il coraggio non solo di affrontare la malattia con ottimismo, ma di proseguire il percorso di cura. \u00c8 una scelta di vita e per la vita e con &#8216;The Life Button&#8217; vogliamo incentivare le donne ad avere costanza e fiducia nelle terapie\u00bb. Il bottone rosa verr\u00e0 distribuito nei centri oncologici in tutta Italia che aderiranno all&#8217;iniziativa per ricordare che ogni giorno conta e che ogni cura seguita \u00e8 un passo in pi\u00f9 verso la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Viviana Astazi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tumore al seno resta la neoplasia pi\u00f9 comune tra le donne italiane. Ogni anno sono 54mila i nuovi casi. 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