{"id":1000015320,"date":"2025-04-03T10:10:59","date_gmt":"2025-04-03T13:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015320"},"modified":"2025-04-03T10:11:01","modified_gmt":"2025-04-03T13:11:01","slug":"la-rabbia-di-elena-cecchettin-le-narrazioni-dei-femminicidi-continuano-a-essere-sbagliate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015320","title":{"rendered":"La rabbia di Elena Cecchettin: \u00abLe narrazioni dei femminicidi continuano a essere sbagliate\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abVedo ancora troppe poche narrazioni accettabili riguardo ai femminicidi. Fa arrabbiare che le cose non vengano raccontate come si dovrebbe. Ci sono dei manifesti, delle liee guida per reporter e giornalisti. E vengono seguite poco o mai. Allo stesso tempo questi reporter tempestano la mia famiglia di chiamate e messaggi a catena, nemmeno avvisando prima di chiamare. E sinceramente sono stanca. Se volete scrivere un articolo scritto bene, potete farlo. Ci sono i mezzi per capire come scrivere di femminicidi senza mancare di rispetto a nessuno e delineano la gravit\u00e0 sociale di questo fenomeno\u00bb. Elena Cecchettin, sorella di Giulia vittima di femminicidio a novembre 2023 per mano del suo ex fidanzato Filippo Turetta, si sfoga sui social dopo gli ultimi due casi di femminicidi emersi nl giro di due giorni: Sara Campanella, accoltellata a morte in strada a Messina da un uomo che si era invaghito di lei e la stalkerava da due anni, e Ilaria Sula, uccisa e poi messa dentro una valigia buttata in un dirupo in provincia di Roma dall&#8217;ex fidanzato che aveva lasciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di Elena Cecchettin, costretta in questi ultimi due giorni a rivivere il dolore per la perdita della sorella dalle agghiaccianti notizie di femminicidi, \u00e8 uno sfogo contro i giornalisti, che da due giorni la cercano (e cercheranno anche il padre, Gino) per commentare i nuovi terribili fatti accaduti. Femminicidi che non si arrestano, che continuano ad avvenire e a sconvolgere le famiglie delle vittime ma anche, ogni volta di pi\u00f9, la coscienza di molte persone. Perch\u00e8 un modo per fermare questa deriva deve essere trovato. Un modo per educare le persone fin da bambini \u2013 maschi, soprattutto \u2013 al rispetto della vita umana. Si \u00e8 tanto parlato, dall&#8217;onda di indignazione che si sollevata dopo il femminicidio di Elena Cecchettin di educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Ma ancora di concreto non si \u00e8 mosso nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Elena, anche il modo in cui la stampa racconta questi episodi \u00e8 quasi sempre sbagliato ed \u00e8 frutto di una cultura e societ\u00e0 che non riesce a scrollarsi di dosso alcune etichette e schemi mentali. Lo si dice ormai da tempo: non si pu\u00f2 parlare di \u00abtragedia\u00bb per un uomo che accoltella una donna che non ci sta. E men che meno si pu\u00f2 dire che un ex fidanzato che toglie la vita alla ragazza che lo ha lasciato abbia agito spinto da motivi \u00abpassionali\u00bb. Perch\u00e8 \u00e8 una lettura riduttiva (quella della tragedia) e giustificativa (quella della passione). Ma quale passione, siamo semplicemente di fronte ad analfabeti emotivi che non hanno compreso di avere di fronte donne, persone, che non sono oggetti e non sono di loro propriet\u00e0. Ebbene, ecco cosa scrive Elena: \u00abNon dobbiamo per forza essere noi, famiglie di vittime precedenti, a raccontare e ad analizzare la questione. Una narrazione adeguata dei femminicidi non pu\u00f2 dipendere solo da sopravvissuti e sopravvissute. Assumetevi la responsabilit\u00e0 di informarvi e imparare il modo migliore per trattare questo notizie delicate senza dover ricorrere per forza a quello che pensano vittime precedenti. Anche perch\u00e8 siamo umani e per me rivivere certe situazioni estremamente raggelanti non \u00e8 sempre facile. Mi sento di esprimere la pi\u00f9 grande vicinanza alle famiglie e amici di Ilaria Sula e Sara Campanella\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcella Piretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVedo ancora troppe poche narrazioni accettabili riguardo ai femminicidi. Fa arrabbiare che le cose non vengano raccontate come si dovrebbe. Ci sono dei manifesti, delle liee guida per reporter e giornalisti. E vengono seguite poco o mai. 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