{"id":1000015227,"date":"2025-04-02T12:06:59","date_gmt":"2025-04-02T15:06:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015227"},"modified":"2025-04-02T12:07:01","modified_gmt":"2025-04-02T15:07:01","slug":"gaza-forni-chiusi-la-popolazione-e-senza-pane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015227","title":{"rendered":"Gaza forni chiusi, la popolazione \u00e8 senza pane"},"content":{"rendered":"\n<p>Gaza \u00e8 ormai senza pane. Dopo ActionAid, che solo pochi giorni fa ha sospeso la preparazione dei pasti caldi per gli sfollati a causa dei blocchi di elettricit\u00e0 imposti da Israele, adesso \u00e8 la volta del World Food Programme (Wfp) annunciare la \u00abchiusura immediata\u00bb di tutti i suoi panifici nella Striscia perch\u00e9 \u00abnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 abbastanza farina\u00bb. E a evidenziare un ulteriore aggravamento della situazione umanitaria a carico di una popolazione sfinita e prostrata da 18 mesi di combattimenti, mai cos\u00ec lunghi e mai cos\u00ec violenti da quando \u00e8 iniziato il conflitto israelo-palestinese, si \u00e8 entrati ora nel secondo mese di stop all&#8217;ingresso nell&#8217;enclave, oltre che di&nbsp;&nbsp;&nbsp;cibo, pure di carburante e medicine. Si vanno cos\u00ec accrescendo le tensioni tra agenzie Onu e governo israeliano, con duri scambi di accuse su quanto avviene. Il Cogat, l&#8217;ente del Ministero della Difesa israeliano responsabile degli affari civili nei territori palestinesi, puntando l&#8217;indice contro Hamas smentisce l&#8217;assenza di generi alimentari e afferma che durante la recente tregua sarebbero entrati nella Striscia oltre 25.000 camion con quasi 450.000 tonnellate di aiuti.&nbsp;&nbsp;\u00abCi sono scorte di cibo sufficienti per un lungo periodo\u00bb, se i miliziani islamisti \u00abpermetteranno ai civili di accedervi\u00bb, dichiara. Il portavoce delle Nazioni Unite, St\u00e9phane Dujarric, per parte sua, respinge al mittente queste affermazioni, ribattendo che \u00abil Wfp non chiude i suoi panifici per divertimento. Se non c&#8217;\u00e8 farina, se non c&#8217;\u00e8 gas per cucinare, le panetterie non possono aprire\u00bb. Ma se gi\u00e0 una settimana fa Oxfam in una nota segnalava il \u00abrischio carestia per circa un milione di profughi\u00bb, non va meglio per quanto riguarda l&#8217;emergenza sanitaria, con gli ospedali praticamente fuori uso o al collasso.&nbsp;&nbsp;Medici senza frontiere parla di punizione collettiva contro la popolazione e assedio disumano, lanciando l&#8217;allarme sul prossimo esaurimento delle scorte di prodotti essenziali per la salute. Uno scenario drammatico che si somma agli aspetti pi\u00f9 propriamente militari. Anche stamattina sono oltre 20 le vittime segnalate dopo raid israeliani nella zona di Khan Yunis, nel sud. Mentre a Jabalia, un bombardamento su una clinica dell&#8217;Unrwa ha causato almeno 19 morti. Il ministro della Difesa, Israel Katz, del resto, ha appena annunciato l&#8217;estensione delle operazioni per \u00abeliminare i terroristi\u00bb e \u00abconquistare un vasto territorio che sar\u00e0 aggiunto alle aree di sicurezza di Israele\u00bb. Prospettiva, questa, che lascia \u00abinorriditi\u00bb i rappresentanti del Forum delle famiglie degli ostaggi ancora detenuti da Hamas: questi accusano Benjamin Netanyahu di \u00abaver deciso di sacrificare\u00bb le vite dei loro cari in nome dell&#8217;annessione di parti dell&#8217;enclave, facendo diventare \u00abun obiettivo secondario\u00bb la liberazione dei sequestrati. Ma le spine per il premier sono anche di politica interna. Dopo la testimonianza fornita ieri nell&#8217;ambito del cosiddetto \u00abQatargate\u00bb, in cui sono imputati alcuni suoi collaboratori, e i tentennamenti sulla scelta del nuovo capo dello Shin Bet (ritirata la decisione sull&#8217;ex capo della Marina, Eli Sharvit, sembra anche su pressione del senatore repubblicano Usa, Lindsey Graham, molto vicino a Donald Trump), Netanyahu sta affrontando anche un processo per corruzione a suo carico: il premier \u00e8 comparso luned\u00ec in tribunale in qualit\u00e0 di testimone. Allarmante, infine, quanto avviene in Cisgiordania. Mentre i ministri della destra estremista religiosa israeliana hanno dichiarato di non voler lasciare il controllo dei Territori all&#8217;Autorit\u00e0 palestinese, 50 coloni israeliani ieri hanno attaccato il villaggio di Duma dando fuoco a diverse abitazioni e scatenando scontri con abitanti locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Paglialonga<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gaza \u00e8 ormai senza pane. 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