{"id":1000015178,"date":"2025-04-01T18:48:18","date_gmt":"2025-04-01T21:48:18","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015178"},"modified":"2025-04-01T18:48:19","modified_gmt":"2025-04-01T21:48:19","slug":"in-italia-sempre-meno-figli-fecondita-al-minimo-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015178","title":{"rendered":"In Italia sempre meno figli: fecondit\u00e0 al minimo storico"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 2024, secondo i dati provvisori, i nati residenti in Italia sono 370mila, in diminuzione di circa 10mila unit\u00e0 (-2,6%) rispetto all&#8217;anno precedente. Il tasso di natalit\u00e0 si attesta al 6,3 per mille, contro il 6,4 per mille del 2023. I nati di cittadinanza straniera, il 13,5% del totale, sono quasi 50mila, circa 1.500 in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024. La fecondit\u00e0, nel 2024, \u00e8 stimata in 1,18 figli per donna, sotto quindi il valore osservato nel 2023 (1,20) e inferiore al precedente minimo storico di 1,19 figli per donna registrato nel 1995. La contrazione della fecondit\u00e0 riguarda in particolar modo il Nord e il Mezzogiorno. Infatti, mentre nel Centro il numero medio di figli per donna si mantiene stabile (pari a 1,12), nel Nord scende a 1,19 (da 1,21 del 2023) e nel Mezzogiorno a 1,20 (da 1,24). Quest&#8217;ultima ripartizione geografica detiene una fecondit\u00e0 relativamente pi\u00f9 elevata, ma sperimenta la flessione maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p>IN TRENTINO-ALTO ADIGE FECONDIT\u00c0 PI\u00d9 ELEVATA, PI\u00d9 BASSA IN SARDEGNA<\/p>\n\n\n\n<p>Il primato della fecondit\u00e0 pi\u00f9 elevata continua a essere detenuto dal Trentino-Alto Adige, con un numero medio di figli per donna pari a 1,39 nel 2024, comunque in diminuzione rispetto al 2023 (1,43). Come lo scorso anno seguono Sicilia e Campania. Per la prima, il numero medio di figli per donna scende a 1,27 (contro 1,32 del 2023), mentre in Campania la fecondit\u00e0 passa da 1,29 a 1,26. In queste regioni le madri sono mediamente pi\u00f9 giovani: l&#8217;et\u00e0 media al parto \u00e8 pari a 31,7 anni in Sicilia e a 32,3 in Trentino-Alto Adige e Campania. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024. La Sardegna si conferma la regione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa: nel 2024, il numero medio di figli per donna \u00e8 pari a 0,91, stabile rispetto al 2023. Tra le regioni con i valori pi\u00f9 bassi di fecondit\u00e0 figurano il Molise (1,04), la Valle d&#8217;Aosta\/Vall\u00e9e d&#8217;Aoste (che sperimenta la flessione maggiore, da 1,17 a 1,05) e la Basilicata (1,09, stabile sul 2023). Basilicata, Sardegna e Molise sono anche le regioni con il calendario riproduttivo pi\u00f9 posticipato, dopo il Lazio (33,3 anni): nelle prime due l&#8217;et\u00e0 media al parto \u00e8 pari a 33,2 anni, per il Molise \u00e8 uguale a 33,1.<\/p>\n\n\n\n<p>NEL 2024 IN CALO DECESSI, SPERANZA DI VITA AUMENTA DI 5 MESI<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2024 si contano 651mila decessi (dato provvisorio), 20mila in meno rispetto al 2023. In rapporto al numero di residenti sono deceduti 11 individui ogni 1.000 abitanti, contro gli 11,4 dell&#8217;anno precedente. Un numero cos\u00ec basso di decessi non si registrava dal 2019. Il calo della mortalit\u00e0 risulta confermato anche dal confronto con i 678mila decessi teorici che si sarebbero avuti nel 2024 se si fossero manifestati i medesimi rischi di morte del 2019. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024. Il calo dei decessi si traduce in un guadagno di vita rispetto al 2023 di circa cinque mesi sia per gli uomini sia per le donne (83,4 anni di media). La speranza di vita alla nascita nel 2024 \u00e8 stimata in 81,4 anni per gli uomini e in 85,5 anni per le donne (+0,4 in decimi di anno), valori superiori a quelli del 2019. Il difficile periodo legato alla pandemia sembra essere ormai superato come evidenzia una sopravvivenza che torna a registrare incrementi significativi. Nel Nord la speranza di vita alla nascita \u00e8 di 82,1 anni per gli uomini e di 86,0 per le donne; i primi recuperano cinque mesi rispetto all&#8217;anno precedente, le donne invece quasi quattro mesi. Il Trentino-Alto Adige si conferma ancora come la regione in Italia con la speranza di vita pi\u00f9 alta sia tra gli uomini (82,7) sia tra le donne (86,7). Nel Centro la speranza di vita alla nascita \u00e8 81,8 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, con un incremento di quasi quattro mesi rispetto al 2023 per entrambi i sessi. In questa ripartizione geografica le Marche sono la regione dove si vive pi\u00f9 a lungo, con un valore della speranza di vita alla nascita di 82,2 anni per gli uomini e 86,2 per le donne. Nel Mezzogiorno si registrano valori pi\u00f9 bassi della speranza di vita alla nascita, 80,3 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne. L&#8217;Abruzzo \u00e8 la regione che consegue guadagni di sopravvivenza maggiori tra gli uomini, oltre 8 mesi in pi\u00f9 sul 2023. Significativi, sempre nel Mezzogiorno, sono i guadagni ottenuti tra le donne in Sicilia, Basilicata e Calabria, ben 6 mesi in pi\u00f9. La Campania, nonostante un considerevole recupero, rimane la regione con la speranza di vita pi\u00f9 bassa tanto tra gli uomini (79,7) quanto tra le donne (83,8).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2024, secondo i dati provvisori, i nati residenti in Italia sono 370mila, in diminuzione di circa 10mila unit\u00e0 (-2,6%) rispetto all&#8217;anno precedente. Il tasso di natalit\u00e0 si attesta al 6,3 per mille, contro il 6,4 per mille del 2023. 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