{"id":1000015143,"date":"2025-04-01T17:06:56","date_gmt":"2025-04-01T20:06:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015143"},"modified":"2025-04-01T17:06:59","modified_gmt":"2025-04-01T20:06:59","slug":"poesia-a-guido-oldani-il-premio-montale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015143","title":{"rendered":"Poesia, a Guido Oldani il Premio Montale"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa poesia \u00e8 il telescopio con cui la cecit\u00e0 del mondo pu\u00f2 cercare e tentare di scrutare l&#8217;universo. Ma \u00e8 anche il microscopio per intenderne la pi\u00f9 minuta elementarit\u00e0. Oggi pi\u00f9 mi avvicino allo zero, alla puntiformit\u00e0 del vivere e pi\u00f9 percepisco la vastit\u00e0 dell&#8217;incontro con l&#8217;esistenza\u00bb. Queste parole di Guido Oldani, durante un&#8217;intervista a Giovanni Gazzaneo, evocano gi\u00e0 un punto fondante della sua poetica: la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. Un tema che pu\u00f2 portare lontano, ma la cui chiave di comprensione, suggerita dal poeta, \u00e8 essenziale: la forza profetica della poesia. Oldani usa una metafora, quella del telescopio, che immediatamente ci riporta alle parole di Papa Francesco, rivolte ai poeti: \u00abvoi siete occhi che guardano e che sognano. Non soltanto guardano, ma anche sognano&#8230;\u00bb. Citando Paul Claudel, il Papa li definisce un \u00abocchio che ascolta\u00bb. Per Francesco \u00abL&#8217;artista \u00e8 l&#8217;uomo che con i suoi occhi guarda e insieme sogna, vede pi\u00f9 in profondit\u00e0, profetizza, annuncia un modo diverso di vedere e capire le cose che sono sotto i nostri occhi. Infatti, la poesia non parla della realt\u00e0 a partire da princ\u00ecpi astratti, ma mettendosi in ascolto della realt\u00e0 stessa\u00bb.&nbsp;&nbsp;Nel pomeriggio di mercoled\u00ec 2 aprile, presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro di Milano, Oldani, nato a Melegnano nel 1947, riceve il \u00abPremio Montale Fuori di Casa\u00bb e nell&#8217;occasione viene ricordato quel 10 dicembre 1975, cinquant&#8217;anni fa, in cui Eugenio Montale vinse il Premio Nobel per la letteratura. Alla cerimonia intervengono, tra gli altri, la presidente del Premio Montale Adriana Beverini e il presidente di Fondazione Crocevia Giovanni Gazzaneo. Guido Oldani \u00e8 il fondatore del \u00abRealismo Terminale\u00bb, movimento letterario e artistico internazionale, aperto alle varie forme espressive dell&#8217;arte che, si legge nella motovazione del Premio, \u00abambisce a essere la rappresentazione critica e ironica della civilt\u00e0 globalizzata degli anni Duemila, interpretando e descrivendo quegli aspetti del divenire storico-sociale che maggiormente caratterizzano il nostro tempo\u00bb. \u00abIl Realismo terminale &#8211; si legge ancora &#8211; nasce dall&#8217;osservazione, e dall&#8217;espressione in chiave poetica, di alcuni fatti macroscopici che si stanno verificando su scala mondiale e delle trasformazioni antropologiche che stanno generando in occidente e nelle societ\u00e0 pi\u00f9 avanzate del mondo\u00bb. Un tema che richiama la \u00abdrammatica preveggenza\u00bb presente fin dal libro-manifesto del poeta, risalente al 2010, quando Oldani osservava l&#8217;alterazione dell&#8217;esperienza del mondo, immersa in megalopoli accatastate che definisce \u00abpandemie abitative\u00bb che attraggono intere popolazioni in fuga da guerre, miserie e carestie in cerca di rifugio in luoghi di apparente benessere e che sono artificiali, dominati dalla tecnologia, straripanti di merci e alterano la percezione della realt\u00e0. Viviamo, osserva il poeta, in un&#8217;era radicalmente diversa da ogni tempo precedente, che sta provocando una \u00abfrattura millenaria\u00bb con la natura, che \u00e8 diventata \u00abazionista di minoranza\u00bb, esclusa da ogni sistema di riferimento. Il primato della realt\u00e0 artificiale provoca quella che \u00e8 un punto essenziale della poetica di Oldani, la \u00absimilitudine rovesciata\u00bb, un&#8217;inversione di rapporti dove non \u00e8 pi\u00f9 la natura il punto di riferimento, di confronto degli oggetti ma proprio il contrario.&nbsp;&nbsp;Il Premio Nazionale e Internazionale \u00abMontale Fuori di Casa\u00bb \u00e8 stato istituito nel 1996 da Adriana Beverini, scrittrice e giornalista gi\u00e0 presidente del Parco letterario Eugenio Montale di Monterosso in provincia della Spezia, per ricordare il poeta, nel centenario della sua nascita, in ogni aspetto della sua esistenza: poeta, giornalista, saggista, critico musicale e d&#8217;arte. Il sottotitolo del Premio \u00abFuori di casa\u00bb rimanda proprio all&#8217;attivit\u00e0 di giornalista e alle pagine dei viaggi l compiuti dal Premio Nobel come inviato del \u00abCorriere della Sera\u00bb in Europa, in Medio Oriente e negli Stati Uniti. Tali resoconti pubblicati sul \u00abCorriere\u00bb sono poi stati raccolti dallo stesso Montale nel volume Fuori di casa, pubblicato la prima volta nel 1969 per Ricciardi, riedito nel 1975 e nel 2017 da Mondadori. Il Premio si svolge nelle citt\u00e0 dove Montale ha vissuto o alle quali ha dedicato poesie o scritti in prosa: Genova, Firenze e Milano. Ma anche in altre centri dove il Premio viene invitato come Roma, Venezia, Napoli. Ogni anno il Presidente, in accordo con i soci, pu\u00f2 decidere di assegnare un Premio Speciale ad uno scrittore, poeta, pittore, artista o musicologo di fama internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Milvia Morciano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa poesia \u00e8 il telescopio con cui la cecit\u00e0 del mondo pu\u00f2 cercare e tentare di scrutare l&#8217;universo. Ma \u00e8 anche il microscopio per intenderne la pi\u00f9 minuta elementarit\u00e0. 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