{"id":1000015051,"date":"2025-03-31T20:17:15","date_gmt":"2025-03-31T23:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015051"},"modified":"2025-03-31T20:17:17","modified_gmt":"2025-03-31T23:17:17","slug":"ai-capitolini-in-mostra-la-magnificenza-dei-farnese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000015051","title":{"rendered":"Ai Capitolini, in mostra la magnificenza dei Farnese"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 una mostra sontuosa quella che attende il visitatore negli spazi espositivi di Villa Caffarelli ai Musei capitolini, fino al 18 maggio. Sontuosa perch\u00e9 la fama, la qualit\u00e0 e il numero eccezionale di capolavori riuniti ed esposti insieme riflettono pienamente i fasti di una famiglia tra le pi\u00f9 potenti del Rinascimento. \u201cI Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una Collezione\u201d. Pi\u00f9 di centoquaranta capolavori tra sculture antiche, bronzi, dipinti, disegni, manoscritti, gemme e monete, ricomposti dopo secoli per mostrare una tra le pi\u00f9 prestigiose raccolte di opere d\u2019arte e reperti archeologici tra primi decenni del XVI secolo all\u2019inizio del XVII. La mostra, a cura di Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard, \u00e8 promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Z\u00e8tema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei. I maggiori contributi sono giunti da Napoli, citt\u00e0 che custodisce nel Museo Archeologico Nazionale, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte e nella Biblioteca Nazionale \u00abVittorio Emanuele III\u00bb numerose opere appartenute alla Collezione Farnese. Preziosa \u00e8 anche la collaborazione, tra gli altri, delle Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica di Roma \u2013 Galleria Corsini, della Galleria Borghese a Roma, delle Gallerie degli Uffizi, del Museo Nazionale del Bargello a Firenze, della Biblioteca Apostolica Vaticana e del Museo del Louvre di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"905\" height=\"658\" data-attachment-id=\"1000015052\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015052\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?fit=905%2C658&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"905,658\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?fit=300%2C218&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?fit=905%2C658&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?resize=905%2C658&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015052\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?w=905&amp;ssl=1 905w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?resize=768%2C558&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?resize=120%2C86&amp;ssl=1 120w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.png?resize=750%2C545&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 905px) 100vw, 905px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Iniziata da Alessandro Farnese, asceso al soglio pontificio come Paolo III nel 1534, e ulteriormente arricchita dall\u2019opera dei suoi nipoti, i cardinali Alessandro e Odoardo, la collezione Farnese fu tra le pi\u00f9 celebri raccolte artistiche e archeologiche, che raccoglieva un grande numero di capolavori dell\u2019arte antica. Nella prima met\u00e0 del XVI secolo, la nascita e soprattutto lo sviluppo della collezione avvengono in un particolare contesto: la profonda e rapida trasformazione urbanistica di Roma, voluta e promossa da Papa Paolo III, dopo il tragico Sacco di Roma del 1527. In particolare, si deve al Papa Farnese l\u2019iniziativa del grandioso rinnovamento di Piazza del Campidoglio, affidato a Michelangelo, con la collocazione della celebre statua in bronzo di Marco Aurelio, trasferita nel 1538 dalla Piazza del Laterano. E proprio alla fine del percorso espositivo, una sala \u00e8 dedicata agli interventi urbanistici su Roma effettuati dal Pontefice in occasione del Giubileo del 1540.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"497\" data-attachment-id=\"1000015053\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015053\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"886,497\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?fit=300%2C168&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?resize=886%2C497&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015053\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?w=886&amp;ssl=1 886w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-2.png?resize=750%2C421&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se la passione che Paolo III nutriva per l\u2019antichit\u00e0, condivisa e incrementata poi dal nipote, il Gran Cardinale Alessandro, riportava Roma alla gloriosa epoca imperiale, il fatto che i Farnese acquisissero e collocassero un numero sempre pi\u00f9 importante di capolavori antichi nel loro palazzo in Campo de\u2019 Fiori, tra cui l\u2019Ercole, il Toro e la Flora Farnese, rinvenuti tra il 1545 e il 1546 nel corso degli scavi nelle Terme di Caracalla, manifestava simbolicamente il potere che la Famiglia aveva assunto in quegli anni. Il costituirsi di un nucleo di opere cos\u00ec eccezionale rese Palazzo Farnese un vero museo che richiamava artisti a visitare e studiare le celebri sculture antiche. &nbsp;Gi\u00e0 nel XVI secolo il palazzo, noto non solo per la sua maestosit\u00e0 architettonica, ma anche importante centro politico e sociale per la nobilt\u00e0 e il clero, era inserito fra i luoghi pi\u00f9 importanti di Roma, che le guide invitavano a visitare. In questo sviluppo ebbe un ruolo di rilievo anche Fulvio Orsini, erudito umanista ed antiquario, che si dedic\u00f2 totalmente alla valorizzazione della raccolta e ne divenne il conservatore, il bibliotecario, l\u2019antiquario e l&#8217;iconografo di alcuni importanti affreschi del Palazzo Farnese. Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali, condivide con i media vaticani&nbsp; le caratteristiche pi\u00f9 salienti della mostra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le ragioni della mostra?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019anno in cui si celebra il venticinquesimo Giubileo ordinario, abbiamo pensato fosse importante ricordare quello che \u00e8 accaduto negli anni in cui si preparava il decimo Giubileo, cio\u00e8 quello del 1550. La figura di Paolo III, capostipite della famiglia Farnese che ha avuto una grande importanza a Roma per tutto il XVI secolo, \u00e8 il modo migliore per celebrarlo e per ospitare nei Musei Capitolini una mostra di questo significato. Paolo III \u00e8 stato protagonista di un rinnovamento importante della citt\u00e0 dal punto di vista urbanistico subito dopo il disastro provocato dall\u2019invasione e dalle distruzioni dei Lanzichenecchi durante il cosiddetto sacco di Roma del 1527. La figura del Papa Farnese&nbsp; coniuga l&#8217;aspetto legato al recupero, al risanamento e al rinnovamento della grandezza di Roma e parallelamente la costruzione di una capacit\u00e0 della famiglia Farnese di proporsi come simbolo di un rinnovato potere personale e individuale che si trasmette dinamicamente di padre in figlio, di figlio e nipote.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"498\" data-attachment-id=\"1000015054\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015054\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?fit=886%2C498&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"886,498\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?fit=886%2C498&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?resize=886%2C498&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015054\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?w=886&amp;ssl=1 886w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-3.png?resize=750%2C422&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Oltre a Papa Paolo III, ci sono altre figure importanti. Ci pu\u00f2 parlare di qualcuna in particolare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nipote del pontefice, Alessandro Farnese, detto il Gran Cardinale, proprio per il peso che ha avuto nella Chiesa del tempo, \u00e8 stato un personaggio veramente importante e continuatore della visione del nonno che aveva immaginato di arricchire la propria residenza, il palazzo che oggi chiamiamo Palazzo Farnese, con sculture e opere d&#8217;arte che potessero dare prestigio alla famiglia, ma nello stesso tempo restituire a Roma quella magnificenza che discendeva dall&#8217;essere erede dell&#8217;antica Roma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cardinale Alessandro Farnese, tra l\u2019altro, lasci\u00f2 un testamento che ai nostri giorni appare lungimirante. Un documento che intendeva scongiurare il rischio della dispersione della collezione\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con quel testamento il cardinale aveva legato la collezione alla citt\u00e0 di Roma destinandola con un fidocommisso alla famiglia stessa cio\u00e8 al possesso da parte della famiglia. Purtroppo questo non \u00e8 avvenuto, n\u00e9 rispetto al luogo, n\u00e9 rispetto alla propriet\u00e0, perch\u00e9 poi la famiglia si sarebbe estinta e sarebbero stati i Borboni ad averne cura e prendersi l&#8217;eredit\u00e0. Infatti, le opere esposte,&nbsp; ben pi\u00f9 di centoquaranta, provengono da musei molto prestigiosi dell&#8217;Italia e dall&#8217;estero, quindi non solo Roma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo lei quali sono le opere pi\u00f9 importanti tra quelle esposte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In mostra abbiamo prestiti straordinari dai tre grandi complessi museali e biblioteche di Napoli che conservano la maggior parte delle opere. Dal Museo archeologico nazionale di Napoli provengono alcune delle sculture della collezione Farnese: sono quelle che Paolo III riusc\u00ec ad acquisire nella fase degli scavi che furono condotti nella Roma della prima met\u00e0 del Cinquecento, in particolare alle Terme di Caracalla. Ricordiamo il famoso Ercole Farnese, una delle sculture pi\u00f9 ammirate, pi\u00f9 colossali che si siano conservate dell&#8217;antichit\u00e0, o anche il toro Farnese con il supplizio di Dirce e la Flora Farnese. Sono sculture che hanno goduto di grande fortuna e che furono ammirate dai grandi artisti che venivano a Roma proprio per disegnarle, studiarle, capirne i segreti. Ci sono molte opere provenienti dal Real Bosco di Capodimonte che \u00e8 stato il luogo dove sono state conservate altre opere di particolare significato della collezione originaria e anche di quella acquisita nella fase finale della raccolta. Tra questi, alcuni capolavori assoluti sono naturalmente il ritratto di Paolo III quando era ancora cardinale, opera di Raffaello, e il ritratto maturo di Tiziano, che ha fissato la sua iconografia rendendola immediatamente riconoscibile. Tantissime opere che erano state realizzate e acquisite appositamente per ornare la residenza di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"497\" data-attachment-id=\"1000015055\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015055\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"886,497\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?fit=300%2C168&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?resize=886%2C497&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015055\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?w=886&amp;ssl=1 886w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-4.png?resize=750%2C421&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci sono manoscritti provenienti dalla Biblioteca nazionale \u00abVittorio Emanuele III\u00bb di Napoli che sono anch&#8217;essi prestiti eccezionali perch\u00e9 Paolo III e soprattutto i suoi eredi facevano realizzare dei manoscritti miniati appositamente per il loro studiolo. Questi ultimi dimostrano le dinamiche di relazione con gli intellettuali del tempo. Uno di essi era sicuramente Giulio Clovio un grande miniaturista che ha miniato il&nbsp;<em>Libro delle Ore<\/em>, una delle opere pi\u00f9 straordinarie del tempo, acquisita all&#8217;inizio del Novecento dal Morgan Library di New York e che torna in Europa, in Italia, a Roma per la prima volta proprio in occasione di questa mostra. Un manoscritto che viene esposto accanto a un dipinto che raffigura appunto Clovio che lo tiene in mano. Quindi un grandissimo prestito che ci inorgoglisce e che in qualche modo rappresenta un&nbsp;<em>unicum<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proprio un gioco di specchi che si vede anche, per esempio, nei disegni dei Carracci e poi nella copia in scala degli affreschi del soffitto di Palazzo Farnese&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo cercato di raccontare attraverso il percorso della mostra la magnificenza del Palazzo Farnese e tra queste naturalmente la galleria che fu affidata ai fratelli Carracci e di cui abbiamo una serie di disegni preparatori dovuti appunto agli artisti, che illustrano accanto a un&#8217;immagine fotografica riprodotta della volta della sala, tutte le caratteristiche delle figure divine che la ornavano, che discendono dalla&nbsp;<em>Metamorfosi<\/em>&nbsp;di Ovidio. I Carracci hanno in questo innovato il modo di rappresentare le figure divine, perch\u00e9 si sono allontanati dai modelli ideali precedenti, anche se naturalmente i modelli di Raffaello e di Michelangelo sono sempre presenti nello stile dei Carracci, ma hanno umanizzato i personaggi divini, introducendo questo carattere nuovo che li avvicina a personaggi della vita comune. E in questa raccolta di riproduzioni di disegni preparatori abbiamo ottenuto davvero un&#8217;eccezionale possibilit\u00e0 di comprendere quali sono stati i modi attraverso cui i Carracci raggiungevano i risultati ottenuti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"497\" data-attachment-id=\"1000015056\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015056\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"886,497\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?fit=300%2C168&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?fit=886%2C497&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?resize=886%2C497&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015056\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?w=886&amp;ssl=1 886w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-5.png?resize=750%2C421&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La collezione per i Farnese non \u00e8 semplicemente espressione di amore per l&#8217;antico, per l&#8217;arte, ma proprio un manifesto simbolico per l&#8217;affermazione del proprio potere. \u00c8 lo strumento attraverso il quale la famiglia cerc\u00f2 di consolidare il proprio prestigio nella Roma pontificia&#8230;<br><\/strong><br>Indubbiamente la famiglia, attraverso l&#8217;acquisto, la committenza di opere d&#8217;arte affidate a grandi maestri come Tiziano, Domenichino e Raffaello stesso, era riuscita a trasformare la propria residenza in un luogo ammirato da tutti. \u00c8 il luogo dove alcune persone, venendo a Roma, si recavano proprio come oggi ci si reca in un museo. Palazzo Farnese era anche il luogo dove gli intellettuali, gli studiosi, gli eruditi del tempo si riunivano per confrontarsi su testi antichi, su opere d&#8217;arte di recente ritrovamento. Una delle figure forse principali che affianc\u00f2 il cardinale e in generale la famiglia nella seconda met\u00e0 del XVI secolo fu Fulvio Orsini, un grande erudito, antiquario lui stesso, che consigliava e faceva da punto di riferimento per le acquisizioni delle opere d&#8217;arte della famiglia. Era un collezionista insuperabile di monete e di gemme che spesso costituivano il modello di riferimento e di ispirazione per i temi e i soggetti che venivano scelti nella decorazione del palazzo. Infatti, in mostra ci sono alcuni splendidi esempi di gemme, come la famosa gemma di Ercole al bivio che ispir\u00f2 la volta del camerino dello studiolo che in seguito \u00e8 diventato punto di riferimento simbolico di tutta la vicenda collezionistica della famiglia Farnese.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019insegna dell\u2019inclusivit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esposizione rientra nell&#8217;iniziativa \u201c#Amanotesa\u201d (PNRR CAPUT MUNDI), finalizzata a favorire l&#8217;inclusione sociale attraverso l\u2019incremento dell\u2019offerta culturale. Inoltre, per avvicinare quanti vivono nelle periferie, \u00e8 stato organizzato un servizio di mezzi pubblici gratuiti \u00abche muova verso il cuore della citt\u00e0, perch\u00e9 tutti abbiano l\u2019opportunit\u00e0 di frequentare mostre prestigiose come questa, e tutti gli altri eventi culturali. Perch\u00e9 tutti possano godere della straordinaria bellezza di Roma\u201d, ha dichiarato l\u2019assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"498\" data-attachment-id=\"1000015057\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000015057\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?fit=886%2C498&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"886,498\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"image\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?fit=886%2C498&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?resize=886%2C498&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-1000015057\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?w=886&amp;ssl=1 886w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-6.png?resize=750%2C422&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Locandina della mostra<\/h1>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Maria Milvia Morciano<\/h1>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una mostra sontuosa quella che attende il visitatore negli spazi espositivi di Villa Caffarelli ai Musei capitolini, fino al 18 maggio. 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