{"id":1000014953,"date":"2025-03-30T12:40:42","date_gmt":"2025-03-30T15:40:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014953"},"modified":"2025-03-30T12:40:55","modified_gmt":"2025-03-30T15:40:55","slug":"la-scoperta-inaspettata-che-ci-salvera-dalla-nuova-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014953","title":{"rendered":"La scoperta inaspettata che ci salver\u00e0 dalla nuova pandemia"},"content":{"rendered":"\n<p>La scoperta della penicillina risale al 1928. E da allora, gli antibiotici hanno contribuito a salvare milioni di vite in tutto il mondo, allungando di ben 23 anni la durata media della vita umana. Negli ultimi decenni, per\u00f2, questa rivoluzione medica e sociale sembra entrata in crisi: i batteri stanno imparando ad aggirare l&#8217;azione degli antibiotici, nuove molecole latitano, e il risultato \u00e8 un numero crescente di decessi causati da microorganismi un tempo curabili, contro cui le nostre medicine non hanno per\u00f2 pi\u00f9 effetto. \u00c8 l&#8217;attuale emergenza legata all&#8217;antibiotico resistenza, un pericolo che secondo alcune previsioni potrebbe arrivare a uccidere oltre 10 milioni di persone l&#8217;anno entro il 2050. E che vede gi\u00e0 oggi il nostro paese tra i pi\u00f9 colpiti, prima tra le nazioni europee per numero di nuove infezioni resistenti registrate ogni anno. La soluzione \u00e8 semplice, metterla in pratica molto meno: servono azioni che riducano la diffusione di microorganismi multiresistenti, e di pari passo, c&#8217;\u00e8 bisogno di nuovi antibiotici contro cui i batteri non abbiano ancora sviluppato difese efficaci. Ed \u00e8 in questa direzione che va una scoperta presentata di recente su Nature: una molecola con un meccanismo d&#8217;azione fino ad oggi sconosciuto, e che sembra avrebbe ottime chance di diventare, in futuro, la prima nuova classe di antibiotici a raggiungere il mercato in oltre 30 anni. Come dicevamo, la resistenza antimicrobica \u00e8 ormai un&#8217;emergenza sanitaria globale: provoca 10mila morti l&#8217;anno nel nostro paese, 33mila in Europa, diversi milioni in tutto il mondo. \u00abNoi la definiamo una pandemia silenziosa, perch\u00e9 non riceve l&#8217;attenzione che abbiamo riservato a una malattia come Covid 19, ma ha comunque conseguenze catastrofiche in tutto il mondo\u00bb, conferma Marco Tinelli, infettivologo e consulente del Ministero della Salute per il Piano Nazionale di Contrasto all&#8217;Antibiotico-Resistenza,&nbsp;&nbsp;che abbiamo intervistato a margine del decimo congresso Amit \u2013 Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali \u2013 di cui \u00e8 co-presidente insieme ad Antonella Castagna, primario di malattie infettive del San Raffaele di Milano. \u00abIn Italia scontiamo gli errori del passato, quando per decenni abbiamo abusato in modo estremo degli antibiotici, alimentando cos\u00ec l&#8217;insorgenza di ceppi multiresistenti che ci hanno reso uno dei paesi europei con il numero maggiori di casi e di decessi. La risposta istituzionale per\u00f2 c&#8217;\u00e8 stata, con il Piano Nazionale di Contrasto all&#8217;Antibiotico-Resistenza che sta ricevendo il suo terzo aggiornamento per il 2026, di cui si iniziano a vedere i risultati positivi\u00bb.&nbsp;&nbsp;L&#8217;approccio che viene utilizzato per prevenire e ridurre la diffusione dei superbatteri \u00e8 quello del &#8216;One Health&#8217;, che riconosce cio\u00e8 la relazione indissolubile tra la salute umana, quella animale e quella dell&#8217;ambiente. Si punta quindi a ridurre i consumi non appropriati di antibiotici nella popolazione e negli ospedali; a diminuirne l&#8217;utilizzo veterinario, per evitare che gli allevamenti si trasformino in serbatoi di superbatteri; e al monitoraggio delle acque reflue, che possono funzionare da siti di diffusione dei meccanismi di resistenza. \u00abA fianco alle strategie di prevenzione e mitigazione, \u00e8 importante anche avere a disposizione un armamentario terapeutico da utilizzare quando emergono infezioni multiresistenti \u2013 sottolinea Tinelli \u2013 quella con i batteri \u00e8 una rincorsa continua, pi\u00f9 si utilizza una molecola, pi\u00f9 \u00e8 probabile che emerga un ceppo resistente. Per questo motivo abbiamo dei farmaci di nuova generazione definiti &#8216;reserve&#8217;, che vengono prescritti con molta cautela solo dagli specialisti e solo quando \u00e8 certa la loro utilit\u00e0. Anche contro queste molecole per\u00f2 abbiamo iniziato a veder emergere le prime resistenze. Ed \u00e8 per questo che la ricerca di nuovi antibiotici, e soprattutto nuove classi di antibiotici con meccanismi di azione innovativi, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante in futuro\u00bb.&nbsp;&nbsp;\u00c8 proprio a questa esigenza di nuove molecole antibiotiche che va incontro la ricerca appena pubblicata su Nature. La molecola in questione si chiama lariocidina, ed \u00e8 un cosiddetto peptide lasso, capace di interagire con i ribosomi batterici, gli organelli in cui vengono sintetizzate le proteine, impedendone il funzionamento. \u00c8 innocua per le cellule del nostro organismo, e \u2013 particolare realmente interessante \u2013 sembra efficace anche contro ceppi batterici che hanno sviluppato resistenza a moltissimi antibiotici.&nbsp;&nbsp;Gli autori dello studio l&#8217;hanno identificata praticamente per caso, in un batterio della specie Paenibacillus, isolato da un campione di suolo prelevato dal giardino di uno dei tecnici del laboratorio dove \u00e8 stata effettuata la scoperta. La lariocidina \u00e8 stata sperimentata in vitro contro una moltitudine di batteri, confermando che il suo meccanismo di azione, diverso da quello di tutti gli altri antibiotici attualmente in uso, \u00e8 efficace anche su batteri tradizionalmente resistenti ai farmaci. \u00c8 stata quindi sperimentata anche in un modello animale: topi con un&#8217;infezione provocata da Acinetobacter baumannii C0286, un ceppo di batteri resistente ai carbapenemi, antibiotici ad ampio spettro riservati di solito come ultima risorsa, quando tutte le terapie risultano inefficaci. In assenza di trattamento, i topi non sopravvivono pi\u00f9 di 28 ore quando vengono infettati da questi batteri. Quelli trattati con la lariocidina erano ancora vivi a oltre 48 ore dall&#8217;infezione, e presentavano una riduzione importante nei livelli di batteri presenti nel loro sangue.&nbsp;&nbsp;Per ora, insomma, la lariocidina ha tutte le carte in regola. Per vederlo arrivare sul mercato, per\u00f2, serviranno ancora diversi anni: la molecola andr\u00e0 modificata per potenziarne l&#8217;azione e ridurre il rischio di effetti collaterali, bisogner\u00e0 sviluppare un metodo di produzione che ne permetta la fabbricazione industriale, e la sua efficacia andr\u00e0 confermata con lunghe, e costose, sperimentazioni cliniche. Anche cos\u00ec, la scoperta di una promettente nuova classe di antibiotici \u00e8 estremamente importante: sono 30 anni infatti che non se ne identifica una che riesca ad arrivare sul mercato, dal finire degli anni &#8217;80, pi\u00f9 precisamente, quando vennero scoperti i lipopeptidi ciclici come la daptomicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Simone Valesini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scoperta della penicillina risale al 1928. E da allora, gli antibiotici hanno contribuito a salvare milioni di vite in tutto il mondo, allungando di ben 23 anni la durata media della vita umana. 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