{"id":1000014935,"date":"2025-03-30T12:18:18","date_gmt":"2025-03-30T15:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014935"},"modified":"2025-03-30T12:18:21","modified_gmt":"2025-03-30T15:18:21","slug":"il-sud-italia-e-maglia-nera-per-luso-di-antibiotici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014935","title":{"rendered":"Il sud Italia \u00e8 maglia nera per l&#8217;uso di antibiotici"},"content":{"rendered":"\n<p>La definisce \u00abuna pandemia silente\u00bb. Quindi sottolinea che &#8211; stando alle ultime stime dell&#8217;Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie &#8211; \u00abl&#8217;antibioticoresistenza non solo provoca 12 mila morti l&#8217;anno in Italia, ma genera anche danni economici, che solo sul nostro Servizio sanitario nazionale, secondo le stime della stessa Agenzia europea, impatta per 2,4 miliardi di costo annuo, con 2,7 milioni di posti letto occupati a causa di queste infezioni\u00bb. Parole di Robert Nistic\u00f2, presidente dell&#8217;Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e professore associato di Farmacologia all&#8217;Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma. Che prosegue: \u00abQuesta emergenza richiede un approccio globale, per promuovere un uso consapevole degli antibiotici, anche in ambito veterinario, e rinsaldare l&#8217;azione di prevenzione\u00bb. Ma non \u00e8 tutto. Il consumo di antibiotici in Italia va implementato \u00absoprattutto in ambito ospedaliero &#8211; ammette il presidente dell&#8217;Aifa &#8211; dove i batteri resistenti agli antibiotici sono ampiamente pi\u00f9 diffusi. Tutto ci\u00f2 senza trascurare, mediante incentivi e semplificazioni sul piano regolatorio, la ricerca di nuovi farmaci antimicrobici volti ad aggirare le attuali resistenze\u00bb. L&#8217;intervento di Nistic\u00f2 \u00e8 avvenuto nell&#8217;ambito della presentazione del Rapporto Aifa 2025 sugli antibiotici che &#8211; in un&#8217;ottica \u00abOne Health\u00bb &#8211; (il considerare rilevante la salute globale del pianeta al pari di quella dei singoli individui) e come previsto dal Piano nazionale di contrasto all&#8217;antibiotico-resistenza &#8211; fornisce sia un&#8217;analisi dettagliata dei consumi di antibiotici in ambito umano sia un confronto con i consumi in ambito veterinario e delle analisi di correlazione tra i consumi di antibiotici e le resistenze. Parlando con i numeri, nel 2023 il consumo complessivo di antibiotici per uso sistemico, pubblico e privato, \u00e8 stato pari a 22,4 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, con un incremento del 5,4 per cento rispetto al 2022 e una variazione ancor pi\u00f9 elevata se si considerano esclusivamente gli antibiotici dispensati a livello territoriale (+6,3 per cento). Un andamento in controtendenza rispetto al decremento dei consumi in assistenza convenzionata del 14,4 per cento osservato nel periodo 2013-2019, al -23,6 per cento nel biennio 2019-2020 e al calo del 4 per cento nel 2021. Anche il consumo di antibiotici per uso non sistemico (locale) che \u00e8 stato pari a 28 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, ha registrato un aumento del 4,3 per cento rispetto al 2022. Il consumo di antibiotici segna picchi anche del 40 per cento nei mesi invernali, facendo presumere un loro utilizzo improprio contro virus influenzali e parainfluenzali, rispetto ai quali risultano inefficaci. Circa la met\u00e0 della popolazione geriatrica, inoltre, ne fa uso almeno una volta l&#8217;anno con punte di oltre il 60 per cento al sud Italia. Si registra, rileva il Rapporto, un&#8217;accelerazione di prescrizioni in et\u00e0 pediatrica. \u00abGi\u00e0 dalle prime dodici righe, il Rapporto 2025 dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco riferito al consumo degli antibiotici nel 2023 ne fotografa l&#8217;attualit\u00e0 nel nostro Paese: alta frequenza di microrganismi MDR &#8211; ovvero microrganismi che hanno sviluppato resistenza a pi\u00f9 categorie di antibiotici o farmaci antimicrobici diversi, rendendo complesso o impossibile il trattamento delle infezioni da essi sostenute con farmaci convenzionali &#8211; ed elevato consumo di antibiotici, soprattutto con picchi invernali, in ambito pediatrico e geriatrico. E ancora, si nota un incremento del loro uso in ambito ospedaliero, pi\u00f9 alto nel sud Italia\u00bb. Cos\u00ec a Today.it Stefania Stefani, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Catania e l&#8217;Aou Policlinico \u00abRodolico-San Marco\u00bb, nonch\u00e9 presidente della Societ\u00e0 italiana di microbiologia. Fermo restando, spiega ancora la professoressa Stefani, \u00abche l&#8217;aumento delle prescrizioni di antibiotici ad ampio spettro &#8211; responsabili del mantenimento di alti tassi di resistenza se non utilizzate in modo mirato &#8211; sembrano essere ritornate a quelle del periodo antecedente alla pandemia di Covid-19, durante la quale si era notata invece una leggera flessione verso il basso\u00bb, dal Rapporto Aifa 2025 emerge un dato di particolare interesse. \u00abLe regioni che ne utilizzano pi\u00f9 quantit\u00e0 con costi pi\u00f9 alti sono quelle del centro-sud Italia, dove peraltro insistono le resistenze maggiori come emerge dal Rapporto AR-ISS (Sorveglianza dell&#8217;Antibiotico-Resistenza). Le resistenze identificate nel report, raccolte sull&#8217;intero territorio nazionale anche attraverso piattaforme regionali, ci mostrano quanto sia stretto il rapporto tra la circolazione dei microrganismi resistenti e l&#8217;uso di antibiotici, evidente soprattutto nelle infezioni da batteri Gram-negativi. \u00c8 quindi chiara, anche se non rappresenta l&#8217;unica concausa, la correlazione tra una elevata frequenza di isolati resistenti e un maggiore uso di antibiotici\u00bb. Un ulteriore dato che la professoressa Stefani affronta in questa variabilit\u00e0 regionale: i consumi degli antibiotici acquistati in farmacia in regime di assistenza pubblica. \u00abMolto pi\u00f9 elevata al sud, rispetto al nord Italia e ad un maggiore consumo degli stessi nelle et\u00e0 pediatriche e geriatriche. Questo dato potrebbe essere letto in varie maniere: non solo come indice di inappropriatezza prescrittiva, ma altres\u00ec correlabile alle difficolt\u00e0 che si riscontrano in alcune aree del sud Italia ad avere servizi diagnostici territoriali dotati di competenze microbiologiche e di tecnologie adeguate\u00bb. In questi casi, sono necessarie azioni di formazione e di educazione mirate ad affrontare queste tematiche emergenti, oltre all&#8217;attenzione verso la strutturazione di prestazioni laboratoristiche territoriali. In Italia, dal 2001 l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 coordina in ambito umano il sistema di sorveglianza dell&#8217;antibiotico-resistenza AR-ISS, basato su una rete di laboratori ospedalieri di microbiologia clinica che inviano ogni anno i dati di sensibilit\u00e0 agli antibiotici (ottenuti nella routine di laboratorio) per alcuni patogeni rilevanti in ottica clinica ed epidemiologica. \u00abA quanto ho gi\u00e0 detto &#8211; riprende la presidente della Societ\u00e0 italiana di microbiologia &#8211; aggiungerei proprio il ruolo fondamentale del monitoraggio effettuato dalle sorveglianze microbiologiche\u00bb. \u00c8 chiaro che il sistema complesso della gestione delle infezioni da microrganismi MDR &#8211; il processo metodico e sistematico di monitoraggio e rilevamento tempestivo della presenza e della diffusione di microrganismi che hanno sviluppato resistenza agli antimicrobici, realizzabile mediante programmi di stewardship, cio\u00e8 di comportamenti virtuosi che coinvolgono molte figure professionali &#8211; \u00abrichieda che gli ospedali afferenti alla Rete dei laboratori di microbiologia per la sorveglianza delle resistenze batteriche, come quelli dislocati in tutta la Sicilia, siano dotati dei requisiti adeguati agli standard tecnologici correnti, per effettuare analisi di diagnostica microbiologica avanzata con particolare attenzione alle professionalit\u00e0 e competenze in microbiologia clinica. Questo modello, gi\u00e0 presente in Regione Sicilia, dovrebbe essere potenziato su tutto il territorio del sud Italia\u00bb, puntualizza la professoressa Stefani. Quindi la presidente della Societ\u00e0 italiana di microbiologia conclude: \u00abIl recente accesso dei nuovi farmaci anti-MDR nella lista dei farmaci innovativi &#8211; previsto nella Manovra 2025 &#8211; deve richiedere comunque azioni coordinate tra tutti gli operatori ed interventi mirati al problema, considerando i dati che scaturiscono dalle microbiologie cliniche delle Aziende Ospedaliere dai dati delle sorveglianze microbiologiche e dalle azioni che vengono svolte in termini di stewardship, uso appropriato degli antibiotici e attivazioni di azioni di controllo dell&#8217;infezione. Solo cos\u00ec potremo prevedere andamenti pi\u00f9 ottimistici in futuro, sia in termini di mantenimento dell&#8217;efficacia degli antibiotici e quindi di risoluzione delle infezioni, che di limitazione delle resistenze\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Canorro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La definisce \u00abuna pandemia silente\u00bb. 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