{"id":1000014882,"date":"2025-03-29T21:05:31","date_gmt":"2025-03-30T00:05:31","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014882"},"modified":"2025-03-29T21:05:33","modified_gmt":"2025-03-30T00:05:33","slug":"pensioni-dal-2027-ci-saranno-piu-di-44-000-esodati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014882","title":{"rendered":"Pensioni, dal 2027 ci saranno pi\u00f9 di 44.000 esodati"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre 44.000 lavoratrici e lavoratori, che hanno aderito negli ultimi anni a misure di uscita anticipata, per effetto dell&#8217;adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita rischiano di ritrovarsi dal 1\u00b0 gennaio 2027 senza reddito e senza contribuzione. Nuovi esodati. \u00c8 quanto emerge dall&#8217;ultima analisi dell&#8217;Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale. Il responsabile delle politiche previdenziali della Confederazione, Ezio Cigna, spiega che \u00abse il Governo non interverr\u00e0, 19.200 lavoratori in isopensione e 4.000 con contratto di espansione si ritroveranno con un vuoto di tre mesi senza assegno, senza contributi, senza tutele. Parliamo di persone che hanno lasciato il lavoro nel pieno rispetto delle regole, firmando accordi con aziende e fondi, basati su date certe di accesso alla pensione. A questi si aggiungono altri 21.000 lavoratori usciti con i Fondi di solidariet\u00e0 bilaterali, per i quali, seppur con impatti diversi, si configura comunque un possibile vuoto di copertura previdenziale\u00bb. Cigna ricorda che, come la Cgil aveva gi\u00e0 denunciato a gennaio, \u00abin assenza di interventi correttivi, nel 2027 il requisito per la pensione anticipata salir\u00e0 a 43 anni e 1 mese di contributi (42 anni e 1 mese per le donne), mentre la pensione di vecchiaia passer\u00e0 da 67 a 67 anni e 3 mesi. Un ulteriore ostacolo per migliaia di lavoratrici e lavoratori, che rischiano di non vedere riconosciuto il diritto maturato in base alle regole precedenti\u00bb. Ma il problema non si esaurisce con il 2027, riguarda anche gli anni successivi, e pi\u00f9 in generale l&#8217;impianto stesso del sistema previdenziale. \u00abGli effetti dell&#8217;adeguamento alla speranza di vita \u2013 dichiara infatti la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione \u2013 pesano gi\u00e0 oggi sulle nuove generazioni, costrette a posticipare sempre di pi\u00f9 l&#8217;et\u00e0 della pensione e a fare i conti con assegni sempre pi\u00f9 bassi, a causa della progressiva riduzione dei coefficienti di trasformazione. Un meccanismo che rischia di minare la fiducia dei giovani nel sistema pubblico e di accentuare disuguaglianze gi\u00e0 profonde\u00bb. A conferma di queste preoccupazioni, i dati dell&#8217;Osservatorio statistico Inps: il 53,5% delle pensioni vigenti al 1\u00b0 gennaio 2025 ha un importo inferiore a 750 euro. Percentuale che sale al 64,1% tra le donne. Di queste il 43,1% (4,1 milioni di pensioni) beneficiano di integrazioni al reddito legate alla soglia minima. \u00ab\u00c8 inaccettabile \u2013 sostiene la segretaria confederale della Cgil \u2013 che pi\u00f9 della met\u00e0 delle pensioni sia sotto la soglia della dignit\u00e0. Lo ribadiamo al Governo, che aveva promesso il superamento della Legge Fornero ma nei fatti \u00e8 riuscito solo a peggiorarla azzerando ogni forma di flessibilit\u00e0 in uscita e tagliando la rivalutazione: serve una riforma vera, che garantisca pensioni adeguate e dignitose, soprattutto per le donne e i giovani che spesso hanno carriere discontinue o lavori precari\u00bb. \u00abServono certezze per chi lavora oggi, per chi ha lavorato e per chi lavorer\u00e0 domani. Bisogna ripartire dal lavoro: dal contrasto alla precariet\u00e0, dal riconoscimento della continuit\u00e0 contributiva, dalla costruzione di un sistema previdenziale giusto e universale. Per questo \u2013 conclude Ghiglione \u2013 i referendum promossi dalla Cgil sono fondamentali, perch\u00e9 senza lavoro dignitoso, non c&#8217;\u00e8 futuro n\u00e9 per le pensioni n\u00e9 per il Paese. Per questo l&#8217;8 e il 9 giugno sar\u00e0 importante votare S\u00cc ai 5 referendum\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta Tartarini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre 44.000 lavoratrici e lavoratori, che hanno aderito negli ultimi anni a misure di uscita anticipata, per effetto dell&#8217;adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita rischiano di ritrovarsi dal 1\u00b0 gennaio 2027 senza reddito e senza contribuzione. Nuovi esodati. \u00c8 quanto emerge dall&#8217;ultima analisi dell&#8217;Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale. 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