{"id":1000014733,"date":"2025-03-27T16:25:27","date_gmt":"2025-03-27T19:25:27","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014733"},"modified":"2025-03-27T16:25:29","modified_gmt":"2025-03-27T19:25:29","slug":"ecco-perche-non-abbiamo-ricordi-di-quando-eravamo-neonati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014733","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 non abbiamo ricordi di quando eravamo neonati"},"content":{"rendered":"\n<p>Se qualcuno ci chiede qual \u00e8 il nostro primo ricordo, \u00e8 molto probabile che questo non preceda i 5 o 6 anni di vita. Un fenomeno noto come \u00abamnesia infantile\u00bb, le cui cause sono ancora sconosciute, caratterizzato da ricordi episodici che tornano alla mente offuscati e spesso senza alcun filo logico. Secondo Freud, tuttavia non si trattava di una vera e propria amnesia, ma di una rimozione nell&#8217;inconscio di certi ricordi o eventi che si creano nello sviluppo psicosessuale e causano un trauma, una spiegazione che per\u00f2 nel corso del tempo \u00e8 stata accantonata. Ad indagare di recente su questo fenomeno \u00e8 stato un gruppo di ricerca, coordinato dalla Yale University di New Haven (Connecticut), che ha dimostrato come in realt\u00e0 i bambini di appena un anno d&#8217;et\u00e0 riescono formare dei ricordi, ma non a recuperarli in et\u00e0 adulta. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Science. Secondo ricerche precedenti che hanno provato a dare una spiegazione al fenomeno dell&#8217;amnesia infantile, gli adulti non riescono a ricordare ci\u00f2 che hanno vissuto durante l&#8217;infanzia perch\u00e8 in questa fase l&#8217;ippocampo, l&#8217;area del cervello fondamentale per la memoria episodica (permette di ricordare specifici eventi), \u00e8 ancora in via di sviluppo e non riesce quindi a codificare i ricordi dei primi anni di vita. Secondo questi studi, i neonati di appena tre mesi hanno una memoria di tipo diverso, detta &#8216;statistica&#8217; che statistica consente di estrapolare modelli generali dagli eventi ai quali assistiamo. Sulla base dei pi\u00f9 recenti studi, i ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Yale hanno tuttavia formulato nuove ipotesi. Secondo la prima, i ricordi in et\u00e0 infantile non vengono mai completamente consolidati in una memoria a lungo termine. Secondo la seconda ipotesi, si formano ricordi nell&#8217;ippocampo dei bambini, ma questi diventano inaccessibili in et\u00e0 adulta. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno mostrato a 26 neonati, di et\u00e0 compresa tra i 4 mesi e i 2 anni, immagini nuove di volti, scene o oggetti per 2 secondi ciascuna. In seguito, dopo circa un minuto e dopo aver fatto vedere loro altre immagini, \u00e8 stata mostrata loro un&#8217;immagine gi\u00e0 vista in precedenza. Durante ogni compito di memoria i piccoli sono stati sottoposti (da svegli) a una risonanza magnetica funzionale (fMRI) per osservare l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;ippocampo. Dalle analisi \u00e8 emerso che i neonati in cui l&#8217;ippocampo (area responsabile dei ricordi) lavorava pi\u00f9 intensamente alla vista di una nuova immagine erano anche quelli che erano portati a guardare pi\u00f9 a lungo quell&#8217;immagine quando gli veniva mostrata nuovamente. Ci\u00f2 suggerisce che stavano effettivamente ricordando ci\u00f2 che avevano visto. Un meccanismo pi\u00f9 frequente nei bambini di un anno o pi\u00f9. \u00abSe un bimbo si sofferma per pi\u00f9 tempo su un&#8217;immagine gi\u00e0 vista, rispetto a quella accanto, con molta probabilit\u00e0 la sta riconoscendo come familiare\u00bb ha spiegato Nick Turk-Browne, tra gli autori dello studio. \u00abCi\u00f2 che questo studio mostra &#8211; ha spiegato Turk-Browne &#8211; \u00e8 una prova concettuale che la capacit\u00e0 di codifica esiste\u00bb .\u00bbSebbene abbiamo riscontrato questa capacit\u00e0 in tutti i neonati del nostro studio &#8211; ha aggiunto il co-autore Tristan Yates -, il segnale era pi\u00f9 forte in quelli di et\u00e0 superiore ai 12 mesi, il che suggerisce una sorta di traiettoria di sviluppo per la capacit\u00e0 dell&#8217;ippocampo di codificare i ricordi individuali\u00bb. Con questo studio, i ricercatori hanno cos\u00ec confermato la loro seconda ipotesi secondo cui l&#8217;ippocampo \u00e8 attivo nella codifica della memoria, soprattutto nei bambini di un anno o pi\u00f9. In particolare, hanno scoperto un&#8217;attivit\u00e0 di codifica maggiore nella parte posteriore dell&#8217;ippocampo, l&#8217;area associata al richiamo della memoria negli adulti. \u00ab\u00c8 evidente che la memoria episodica si sviluppi pi\u00f9 in l\u00e0 durante l&#8217;infanzia, attorno all&#8217;anno di vita &#8211; ha spiegato Turk-Browne -. Prima si sviluppa l&#8217;apprendimento statistico\u00bb. \u00abL&#8217;apprendimento statistico &#8211; ha continuato il professore &#8211; riguarda l&#8217;estrazione della struttura nel mondo che ci circonda. Questo \u00e8 fondamentale per lo sviluppo del linguaggio, della visione, dei concetti e altro ancora, quindi \u00e8 comprensibile che entri in gioco prima della memoria episodica\u00bb. Ma allora cosa succede ai ricordi della nostra prima infanzia? Perch\u00e8 in et\u00e0 adulta non li ricordiamo? Il motivo, secondo i ricercatori, \u00e8 un problema di recupero a causa di una \u00abmancata corrispondenza tra il modo in cui la memoria \u00e8 stata inizialmente immagazzinata e i termini di ricerca che il cervello utilizza per cercare di tornare alla memoria\u00bb. Secondo Turk-Browne ci\u00f2 potrebbe essere essere dovuto al fatto che le esperienze dei bambini (apprendimento statistico) sono molto diverse da quelle degli anni successivi, quando il cervello \u00e8 in grado di categorizzare (memoria episodica). Per comprendere meglio questo fenomeno, i ricercatori stanno continuando a testare bambini piccoli e pi\u00f9 grandi per capire se, guardando video di quando erano pi\u00f9 piccoli, riescono a ricordare quei momenti. \u00abDalle prime prove &#8211; hanno spiegato i ricercatori &#8211; sembra che questi ricordi riappaiano fino a quando il bimbo \u00e8 in et\u00e0 pre-scolare, per poi scomparire. In ogni caso noi stiamo indagando e continueremo a lungo, sono convinto che questi ricordi possano durare in qualche forma fino all&#8217;et\u00e0 adulta, solo che non sappiamo pi\u00f9 come accedervi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Barbara Fiorillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se qualcuno ci chiede qual \u00e8 il nostro primo ricordo, \u00e8 molto probabile che questo non preceda i 5 o 6 anni di vita. 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