{"id":1000014683,"date":"2025-03-26T19:34:55","date_gmt":"2025-03-26T22:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014683"},"modified":"2025-03-26T19:34:57","modified_gmt":"2025-03-26T22:34:57","slug":"scorte-di-cibo-acqua-farmaci-ma-anche-rifugi-cosi-la-ue-si-prepara-ad-affrontare-una-guerra-e-altre-catastrofi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014683","title":{"rendered":"Scorte di cibo, acqua, farmaci (ma anche rifugi): cos\u00ec la Ue si prepara ad affrontare una guerra e altre catastrofi"},"content":{"rendered":"\n<p>Acqua, cibo, farmaci, una torcia, fiammiferi. Una sorta di kit di sopravvivenza che permetta di vivere per qualche giorno (72 ore, \u00e8 l&#8217;ipotesi) di fronte al sopraggiungere di una drammatica emergenza. Uno scenario di guerra, principalmente, con attacchi armati. Ma anche terremoti, catastrofi naturali, incidenti su larga scala, o una nuova pandemia. Se ne discuter\u00e0 oggi a Bruxelles, dove le due commissarie alla gestione delle crisi e agli affari sociali Hadja Lahbib (Belgio) e Roxana Minzatu (Romania) presentano oggi in Commissione europea la \u00abEu Preparedness Union Strategy\u00bb, che sarebbe la \u00abStrategia dell&#8217;Unione europea per la preparazione\u00bb. Cosa c&#8217;\u00e8 dentro? Trenta azioni per affrontare le cosiddette \u00abgrandi emergenze\u00bb, dove per emergenza si intende il rischio di una guerra che arrivi in Europa oppure una catastrofe ambientale, un cyber attacco oppure una pandemia. E all&#8217;interno di questo piano c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;idea, appunto, di distribuire a tutti i cittadini europei un piccolo kit di sopravvivenza con alcuni oggetti indispensabili: acqua, medicinali, una torcia, documenti d&#8217;identit\u00e0, fiammiferi e cibo. Che permetta di affrontare una situazione gravissima anche in assenza di aiuti esterni. Quello che gli esperti chiamano lo \u00abscenario peggiore\u00bb. Perch\u00e8, come tutti coloro che si occupano di gestione del rischio sanno bene, quello a cui prepararsi \u00e8 sempre lo scenario peggiore, \u00abthe worst case\u00bb.&nbsp;Il documento che oggi viene presentato a Bruxelles (e arriva dopo la relazione dell&#8217;ex presidente della Finlandia Sauli Niinisto che ha paventato la minaccia russa sui loro confini) \u00e8 stato anticipato dal quotidiano El Pais (che ne ha avuta una bozza) e ripreso da La Stampa. Eccone uno stralcio: \u00abDobbiamo prepararci a incidenti e crisi intersettoriali su larga scala, compresa la possibilit\u00e0 di un&#8217;aggressione armata che colpiscano uno o pi\u00f9 Stati membri\u00bb. In particolare, si parla di \u00abresilienza dell&#8217;Europa di fronte alla violenza armata che potrebbe essere messa alla prova in futuro\u00bb. E tra le ipotesi c&#8217;\u00e8 anche quella di creare un comitato di crisi speciale, di cui faranno parte la Commissione Ue, l&#8217;Alto rappresentante per la politica estera e i 27 Stati membri.&nbsp;Perch\u00e8 immaginare una preparazione a una emergenza? Nel documento si dice che l&#8217;Unione europea \u00absi trova di fronte a una nuova realt\u00e0\u00bb, in cui si profilano \u00abrischi crescenti e profonda incertezza\u00bb. Ed \u00e8 necessario che tutti i cittadini siano preparati e pronti a fare la loro parte: \u00abLa consapevolezza del rischio e delle minacce \u00e8 essenziale per assicurare che tutti i cittadini diventino partecipanti attivi nella prevenzione dei rischi\u00bb, si legge nel documento. Tanto che le due commissarie europee immaginano anche programmi di formazione per le scuole. E, oltre ai kit di sopravvivenza, anche depositi dove stoccare tutto il necessario per essere pronti a fronteggiare situazioni complicate in cui manca tutto. E quindi mettere all&#8217;interno di magazzini medicinali, batterie di ricarica, scorte di cibo e acqua. E non \u00e8 tutto: ai cittadini, oltre al kit, devono essere distribuite anche mappe che indichino dove si trovano i rifugi in cui si pu\u00f2 trovare riparo. Per quanto riguarda l&#8217;Italia, di recente, era uscita proprio la notizia che il paese fosse sprovvisto in realt\u00e0 di un adeguato numero di rifugi e bunker da utilizzare in caso di disastro nucleare. E se davvero l&#8217;Europa dovesse ritrovarsi nel bel mezzo di una emergenza, non si pu\u00f2 certo pensare che tutto venga gestito dalla Difesa e dai militari. Anche i civili saranno chiamati a fare la loro: \u00abIn un numero crescente di scenari, ad esempio emergenze sanitarie, eventi meteorologici estremi, attacchi ibridi e informatici, le autorit\u00e0 civili hanno bisogno di supporto militare. In caso di aggressione armata, le forze armate richiederebbero supporto civile per garantire il funzionamento continuo dello Stato e della societ\u00e0. Pertanto dobbiamo migliorare l&#8217;interazione tra attori civili e militari\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcella Piretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acqua, cibo, farmaci, una torcia, fiammiferi. Una sorta di kit di sopravvivenza che permetta di vivere per qualche giorno (72 ore, \u00e8 l&#8217;ipotesi) di fronte al sopraggiungere di una drammatica emergenza. Uno scenario di guerra, principalmente, con attacchi armati. Ma anche terremoti, catastrofi naturali, incidenti su larga scala, o una nuova pandemia. 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