{"id":1000014620,"date":"2025-03-26T19:07:18","date_gmt":"2025-03-26T22:07:18","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014620"},"modified":"2025-03-26T19:07:20","modified_gmt":"2025-03-26T22:07:20","slug":"arte-per-la-pace-a-roma-il-tavolo-delle-trattative-di-bergonzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014620","title":{"rendered":"Arte per la pace, a Roma \u00abIl tavolo delle trattative\u00bb di Bergonzoni"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abNon serve pi\u00f9 solo fare spettacoli, scrivere sui giornali, manifestare. Dobbiamo cominciare a diventare. Questa \u00e8 una ri-evoluzione sovrumana. Io voglio che l&#8217;Europa diventi Europia, pia, sacra, non solo europea, e questo \u00e8 fondamentale\u00bb. Ci si sente sempre spaesati quando si \u00e8 a colloquio con Alessandro Bergonzoni, il comico e umorista bolognese che da quarant&#8217;anni calca i palcoscenici italiani con il suo teatro surreale, costruito sulla reinvenzione della parola. Da tempo ormai, il suo linguaggio fatto di calembour e arguzie, lungi dall&#8217;essere uno sterile esercizio di stile, \u00e8 al servizio di una poetica della solidariet\u00e0, dell&#8217;attenzione agli ultimi e della pace. Cos\u00ec \u00e8 per una delle sue recenti installazioni performative &#8211; altro genere artistico in cui si cimenta da un po&#8217; &#8211; e cio\u00e8 \u00abIl tavolo delle trattative\u00bb, approdato, dopo l&#8217;inaugurazione bolognese, dal 21 al 23 marzo all&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma, nell&#8217;ambito di \u00abLibriCome\u00bb, la festa del libro e della lettura. Si tratta di una tavola bianca sostenuta da otto gambe che sono in realt\u00e0 protesi di uomini, donne e bambini mutilati a causa dei conflitti armati. \u00abQuesto tavolo non l&#8217;ho fatto io\u00bb, spiega l&#8217;artista. \u00abL&#8217;ha fatto la guerra. Lo hanno fatto tutte le persone che hanno perso le gambe\u00bb. Le protesi per allestirlo, Bergonzoni se le \u00e8 fatte arrivare infatti dall&#8217;associazione Emergency che dal &#8217;98 gestisce un Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale nel Kurdistan iracheno, data l&#8217;elevata presenza nell&#8217;area di persone amputate a causa delle mine. \u00abQuest&#8217;opera l&#8217;hanno costruita le vittime della guerra &#8211; spiega ancora &#8211; ed \u00e8 un tavolo dove adesso timidamente e malamente, in ritardo, le persone si stanno sedendo attorno. Ma sappiano, le persone che ci si siedono attorno, che quel tavolo sta ancora in piedi, grazie o per sfortuna o per &#8216;disgrazia ricevuta&#8217;, di tutte le persone che hanno perso i loro arti, ecco perch\u00e9 a me interessa collegare arte ad arti\u00bb. \u00ab\u00c8 stata un&#8217;avventura farle arrivare qui\u00bb, continua Bergonzoni. \u00abPerch\u00e9 fare questa domanda: &#8216;mi mandate delle gambe, datemi le gambe&#8217;, significa sempre un qualche cosa di surreale. Ne stanno arrivando delle altre, perch\u00e9 io sto preparandone tanti altri di&nbsp;&nbsp;tavoli. Uno vorrei che andasse a Bruxelles, non abbiamo escluso il Vaticano, non abbiamo escluso le scuole\u00bb. Un&#8217;installazione di sensibilizzazione artistica e sociale, dunque, che vuole costringere i visitatori o spettatori, a confrontarsi plasticamente con gli effetti di quella che Papa Francesco chiama, dal 2014, la \u00abterza guerra mondiale a pezzi\u00bb. \u00abNoi dobbiamo sederci a questo &#8216;tavolo delle trattative&#8217; &#8211; aggiunge il comico &#8211; toccando quelle gambe l\u00ec, per chiedere scusa non alla persona che colpiamo magari con un piede, ma alle persone che quel piede non ce l&#8217;hanno pi\u00f9. Perch\u00e9 di solito le protesi le vediamo solo in &#8216;vitro&#8217; &#8211; cio\u00e8 in televisione, su internet &#8211; ma dovremmo piuttosto chiedere a quelli di Emergency cosa vedono quando tagliano le gambe o quando si trovano quelle persone l\u00ec davanti, noi dobbiamo fare questo, \u00e8 il nostro mestiere\u00bb. A febbraio, per il Giubileo degli artisti e del mondo della cultura, il Papa ha scritto un&#8217;omelia in cui si afferma che \u00abla vera arte non \u00e8 mai comoda, offre la pace dell&#8217;inquietudine\u00bb. Anche il tavolo di Bergonzoni non \u00e8 comodo ma volutamente traballante e costringe chi ci si siede a restare in tensione. \u00abMi piace molto e mi lusinga essere in sintonia col Papa\u00bb, ci dice subito. Il tema della \u00abtenerezza\u00bb, quello della \u00abbandiera bianca\u00bb, sono altri argomenti che in passato hanno visto il comico &#8211; che era tra quelli ricevuti da Francesco in Vaticano nel giugno 2024 &#8211; in sintonia con il magistero pontificio. \u00abOggi ci \u00e8 chiesto di ascoltare non solo la geopolitica, non solo l&#8217;intelligence, ma appunto l&#8217;intelligenza, la creazione, la fantasia, l&#8217;immaginazione. Sono le uniche che possono dare risposte a questa carneficina, che io ormai chiamo &#8216;carne-officina&#8217;, perch\u00e9 si sta lavorando per produrre altra carne da macello, trasformando le aziende in produttori di armi\u00bb.&nbsp;&nbsp;\u00abCredo che il Papa non vada tirato per la giacchetta quando fa comodo e quando non fa comodo no\u00bb, aggiunge Bergonzoni. \u00abCredo che occorra una visione universale. Qui noi parliamo sempre di Europa, di Oriente, di Occidente, ma il problema \u00e8 l&#8217;universo, ed \u00e8 un tema che molti non vogliono toccare assolutamente\u00bb. Ricordiamo a Bergonzoni, un vero \u00abmago\u00bb delle parole, che Papa Francesco, il 18 marzo, in una lettera al direttore del Corriere della sera, ha scritto che \u00abin questo momento dobbiamo disarmare le parole per disarmare le menti e disarmare la terra\u00bb. Lui di rimando ci ricorda di aver scritto a met\u00e0 marzo un articolo per il quotidiano La Stampa, nei giorni in cui l&#8217;Ue aveva lanciato il progetto \u00abReArm Europe\u00bb e in Italia erano state convocate le piazze per l&#8217;Europa. \u00abIo l&#8217;ho intitolato l&#8217;Europa amata\u00bb, ci spiega. \u00abPerch\u00e9 voglio parlare del mondo amato, non armato. Ed \u00e8 importante, \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 non \u00e8 vero assolutamente che ci possono essere delle armi di difesa o di attacco. Gino Strada (il fondatore di Emergency ndr) diceva che non era un pacifista ma che era contro la guerra e lui curava i malati, ne ha curati sei milioni e curava le persone di tutte e due le parti\u00bb, aggiunge Bergonzoni. \u00abArrivano i Dunque\u00bb, il suo pi\u00f9 recente spettacolo teatrale, dopo l&#8217;esordio a Milano nel novembre scorso, \u00e8 arrivato in scena al Teatro Duse di Bologna in questi giorni. \u00abSi parla di te-altro, te e l&#8217;altro\u00bb, racconta. \u00abPerch\u00e9 io credo nell&#8217;immedesimazione, non possiamo pi\u00f9 avere solo solidariet\u00e0, commuoverci falsamente o essere scandalizzati o indignati. Dobbiamo abitare, vestire, indossare queste persone, come le vittime delle guerre, perch\u00e9 sono figli nostri\u00bb. \u00abIo sono stato a Bologna quando sono arrivate le vittime del naufragio di Cutro nel febbraio 2023 e sono stato a seppellirle insieme all&#8217;Imam\u00bb, aggiunge. \u00ab\u00c8 inutile pensare che non sono nostri, sono i figli di tutte le guerre e ne arriveranno sempre di pi\u00f9. Quindi questa Europa che \u00e8 diversa, dicono, dalle altre culture, si comporti in maniera universale e diversa, dia un grande segnale di cultura unica, se lo \u00e8\u00bb. Gli chiediamo perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec facile riarmarsi ed \u00e8 cos\u00ec difficile trattare, sedersi al tavolo. \u00abIl problema &#8211; spiega &#8211; \u00e8 che la bandiera bianca significherebbe rendere indietro quello che abbiamo preso. La bandiera bianca apre il periodo di risarcimento &#8211; non rinascimento o risorgimento &#8211; e significa cedere qualcosa\u00bb. \u00abSi ha paura di non vincere &#8211; aggiunge Bergonzoni &#8211;&nbsp;&nbsp;ma non sa cosa perde chi crede di vincere. In questo momento la pace non pu\u00f2 essere una pace giusta, se aspettiamo la pace giusta arriviamo all&#8217;estinzione, quindi deve essere una pace compromessa, diplomatica, concedente, trattante e significa che non puoi essere tu che vinci, allora dividi et impera o unisci e impara\u00bb. \u00abIl problema &#8211; spiega &#8211; \u00e8 che la pace non \u00e8 erotica, la pace risulta infantile, risulta banale, la guerra \u00e8 pi\u00f9 eroica, pi\u00f9 epica e non c&#8217;\u00e8 niente da fare, prevale l&#8217;animalit\u00e0 di noi uomini\u00bb. \u00abLeonardo Da Vinci ha fatto il Cenacolo e ha inventato delle cose utopiche che nessuno avrebbe detto si sarebbero realizzate\u00bb, aggiunge Bergonzoni. \u00abOggi, Leonardo \u00e8 una societ\u00e0 italiana che fa aerei civili e militari che tutte le sere dall&#8217;abitacolo, non dal cenacolo, crea delle &#8216;ultime cene&#8217;, perch\u00e9 bombarda delle persone che non ci saranno mai pi\u00f9\u00bb. \u00abAnche il cardinale Zuppi, l&#8217;arcivescovo di Bologna, che ho la fortuna di frequentare e conoscere &#8211; aggiunge l&#8217;autore del &#8216;tavolo delle trattative&#8217; &#8211; dice sempre che dobbiamo tornare umani. Ma il problema \u00e8 che per tornare umani bisogna esserlo stato. Noi dobbiamo diventare sovrumani, manca sovrumanit\u00e0, manca santit\u00e0. Non \u00e8 possibile che siano santi sempre gli altri o pochi. Lo dico anche alla Chiesa: non chiedete solo di essere umili. In questo momento dobbiamo fare un salto quantico, un salto in altro, dobbiamo salire, trascendere, se non trascendiamo noi, moriremo. Ed \u00e8 peccato che per\u00f2 a morire siano sempre gli altri\u00bb. \u00abEcco che cosa dobbiamo fare, dobbiamo collegarci, non si pu\u00f2 dividere il mondo in buoni, i cattivi, lui, lei, l&#8217;altro&#8230; Dobbiamo aprire: questo costa molto, ma la mia domanda \u00e8: l&#8217;estinzione costa poco?\u00bb. Il \u00abtavolo delle trattative\u00bb, inaugurato a febbraio a Bologna e passato a Roma per \u00abLibriCome\u00bb 2025, \u00e8, nell&#8217;intenzione del suo creatore, il primo di una serie di tavoli. Saranno tutti donati ad Emergency perch\u00e9 li possa vendere in un&#8217;asta di beneficenza.&nbsp;&nbsp;\u00abIo non vendo queste opere\u00bb, ci spiega. \u00abPer\u00f2 prima devono camminare, devono andare in Europa. Ci si devono sedere tutti, la von der Leyen si deve sedere l\u00ec, deve toccarla\u00bb. \u00abA Bologna &#8211; racconta &#8211; ho fatto sedere attorno al tavolo il rappresentante della comunit\u00e0 islamica, quello della Comunit\u00e0 ebraica, il sindaco della citt\u00e0 e il cardinale Zuppi e gli ho invertito i nomi: Zuppi era diventato sindaco di Bologna, Yassine Lafram era diventato rappresentante della Comunit\u00e0 ebraica e Daniele De Paz era diventato quello della comunit\u00e0 musulmana. Li ho invertiti tutti e gli ho chiesto di parlare sentendosi l&#8217;altro ed \u00e8 stata una performance meravigliosa\u00bb. Ecco a cosa possono servire un&#8217;installazione artistica e il teatro, in tempi di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabio Colagrande<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNon serve pi\u00f9 solo fare spettacoli, scrivere sui giornali, manifestare. Dobbiamo cominciare a diventare. Questa \u00e8 una ri-evoluzione sovrumana. Io voglio che l&#8217;Europa diventi Europia, pia, sacra, non solo europea, e questo \u00e8 fondamentale\u00bb. 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