{"id":1000014457,"date":"2025-03-24T12:16:48","date_gmt":"2025-03-24T15:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014457"},"modified":"2025-03-24T12:16:50","modified_gmt":"2025-03-24T15:16:50","slug":"nuova-vita-per-le-scorie-radioattive-cosi-possono-diventare-una-fonte-di-energia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000014457","title":{"rendered":"Nuova vita per le scorie radioattive: cos\u00ec possono diventare una fonte di energia"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 10 percento dell&#8217;energia del pianeta viene ottenuta dalle centrali nucleari. Qualcuno vorrebbe veder crescere questa percentuale, perch\u00e9 la fissione \u00e8 una tecnologia a basse emissioni e potrebbe aiutare la transizione verso un mondo carbon neutral. Altri la ritengono una strada pericolosa, perch\u00e9 anche le centrali nucleari producono sostanze inquinanti, sotto forma di scorie radioattive complicate e costose da gestire e da smaltire. Trovare un&#8217;utilit\u00e0 a questi rifiuti radioattivi \u00e8 una delle strade che potrebbero rendere realmente sostenibile l&#8217;energia nucleare. Ed \u00e8 in questa direzione che va un&#8217;invenzione appena presentata sulla rivista Optical Materials: X: una batteria in grado di produrre energia riciclando la radioattivit\u00e0 residua delle scorie provenienti dai reattori a fissione. La nuova \u00abbatteria nucleare\u00bb funziona grazie a un procedimento in due fasi. La prima fase prevede la trasformazione delle radiazioni emesse dalle scorie in luce, ed \u00e8 affidata a uno scintillatore, cio\u00e8 un cristallo con la capacit\u00e0 di emettere fotoni, e quindi luce, quando viene attraversato da particelle cariche, come appunto quelle emesse dagli elementi radioattivi. Una volta ottenuta la luce, la batteria la trasforma quindi in elettricit\u00e0, sfruttando delle comuni celle solari.&nbsp;&nbsp;Se la teoria \u00e8 relativamente semplice, ottenere un prototipo in grado di generare una quantit\u00e0 significativa di energia elettrica non \u00e8 stato, ovviamente, altrettanto facile. Ma ottimizzando materiali e procedimenti, gli autori dello studio \u2013 un team di ricercatori statunitensi guidati dalla Ohio State University \u2013 ha raggiunto l&#8217;obbiettivo.&nbsp;&nbsp;La loro batteria misura appena 4 centimetri cubi, ed \u00e8 stata messa alla prova con due fonti di radiazioni gamma: il cesio 137 e il cobalto 60, due dei pi\u00f9 comuni prodotti di scarto dei reattori a fusione. Con il primo la batteria \u00e8 riuscita a generare 288 nanowatt di potenza, con il secondo \u2013 che emette molti pi\u00f9 raggi gamma \u2013 ha raggiunto 1,5 microwatt, una quantit\u00e0 di energia sufficiente per alimentare sensori di piccole dimensioni.&nbsp;&nbsp;Al momento, gli inventori della batteria propongono il suo utilizzo nelle aree in cui vengono prodotte le scorie nucleari, dove sono presenti livelli elevati di raggi gamma ambientali, e dove potrebbe tornare utile per alimentare sensori di monitoraggio e altre piccole apparecchiature elettroniche. Con la giusta fonte di radiazioni, per\u00f2, potrebbe essere possibile aumentare la resa della batteria in termini di elettricit\u00e0, e quindi immaginarne utilizzi anche pi\u00f9 ambiziosi, aiutando ad esempio a riciclare la radioattivit\u00e0 prodotta nei grandi depositi di scorie nucleari, trasformando questi rifiuti dannosi che attualmente rappresentano solo un problema, in utili fonti di energia a basse emissioni.&nbsp;&nbsp;\u00ab\u00c8 un concetto di batteria nucleare molto promettente\u00bb, sottolinea Ibrahim Oksuz, ingegnere della Ohio State che ha collaborato allo sviluppo del prototipo. \u00abAbbiamo ancora molto margine di miglioramento, ma credo che in futuro questo approccio si ritaglier\u00e0 un ruolo importante sia nel campo della produzione dell&#8217;energia, sia nell&#8217;industria dei sensori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Maria Anzalone&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 percento dell&#8217;energia del pianeta viene ottenuta dalle centrali nucleari. 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